What a wonderful world… o no?

Come dicevo qualche giorno fa, credo che stiamo vivendo un momento molto stimolante, per alcuni aspetti (sebbene estremamente deprimente per altri).
Voglio tornare su questa cosa. Ciò a cui io mi riferivo (e che mi è tornato in mente in occasione del mio viaggio a Londra) è la velocità con cui le cose, le persone, le informazioni possono ora circolare nel nostro mondo, e quindi favorire lo scambio di culture, di opinioni, e favorire più in generale la comprensione.
E’ il lato bello della globalizzazione, che fa si che ci si possa sentire cittadini del mondo e mantenere allo stesso tempo la propria identità culturale.
Andando a Londra, ho visto tanta gente in viaggio. Ormai, con le compagnie low cost, si va con 30 euro, andata e ritorno da Milano a Londra (beh, poi ce ne vogliono almeno 40 per un treno dall’aeroporto alla città, ma lasciamo perdere…). C’erano coppie giovani e anziane in vacanza, ragazzi/e che andavano a trovare la fidanzata/il fidanzato, gente in viaggio di lavoro… Tutti che consideravano la possibilità di raggiungere in poche ore un posto a tanti chilometri di distanza come un fatto scontato, e coglievano quindi l’opportunità del basso costo per approfittarne.
C’è tanta gente ora che mette in conto la eventualità di uno spostamento, di un’esperienza e un pezzo di vita in un altro paese come una cosa quasi naturale. Si pensi al successo degli Erasmus, in campo universitario: come rimpiango che quando ero studente io non ci fossero…
Sul mio volo da Milano a Londra ho fatto a tempo a conoscere una ragazza spagnola sulla trentina, che aveva studiato e lavorato a New York per 3 anni, poi aveva fatto un master a Madrid, poi aveva lavorato 2 anni a Roma, e adesso era a Londra da 6 mesi… Non mi pareva per niente stressata, anzi! 🙂
Non ho potuto fare a meno di pensare a quando mi sono trasferito da Napoli a Milano, e tutti dicevano "poverino, un’altra vittima della mancanza di lavoro al sud", e alla mia risposta "ma guardate che a Napoli io lavoro, già da due anni, ma voglio fare un’esperienza diversa" mi guardavano come se avessero difronte un essere di un altro pianeta…
 
E poi, quando proprio non si può (o non si vuole) spostarsi col corpo, si spostano i pensieri… Internet e la telefonia mobile sono cose formidabili, se ci pensiamo. Abbiamo in tempo reale le informazioni da ogni parte del mondo, possiamo interagire, dire la nostra, sapere l’opinione degli altri. Possiamo essere in ogni luogo senza esserci veramente… E’ magia pura, no?
 
Beh, lo so che la mia è l’esaltazione di un ingegnere tardo-illuminista…
 
In effetti poi apro il giornale e "scopro" che, inaspettatamente, c’è chi parla di scontro di civiltà, si ha paura del diverso, ci sono conflitti impensabili… Ma forse le due cose sono strettamente collegate. A ogni "rivoluzione", e quella che stiamo vivendo nella comunicazione lo è senz’altro, corrisponde un tentativo di restaurazione…
C’è forse il disperato sforzo di chi ha sempre fondato il suo potere proprio sull’ignoranza, sull’isolamento, sulla paura, sui "muri" materiali o virtuali, di impedire che la gente si conosca, che capisca che le similitudini sono maggiori delle diversità, che capisca che i diritti di cui godono alcuni possono essere diritti di tutti.
 
La nostra generazione e quella successiva hanno per la prima volta la possibilità di creare un mondo senza barriere, e non bisogna perdere l’occasione.
Per questo, dovremmo analizzare criticamente le informazioni che riceviamo, per capire cosa c’è dietro…
Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo lasciarci intimidire dalla violenza e dai consigli di stare chiusi in casa perché fuori c’è pericolo.
Quando andiamo in vacanza, non chiudiamoci nel villaggio alpitour di turno a mangiare spaghetti e parlare italiano… cerchiamo di conoscere veramente il posto, le persone che ci vivono, i problemi che hanno, e anche di far conoscere chi siamo noi.
Sfruttiamo internet anche per andare a visitare i siti di informazione di altri paesi.
Certo, è un po’ più faticoso che accendere la tele e vedere il TG4 o il TG1, ma a volte è utile e può dare più soddisfazione…
 
Scusate il… pippone. Alla prossima.
 
 
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4 risposte a What a wonderful world… o no?

  1. Mariko ha detto:

    Ciao, ho letto un tuo commento dalla Gatta, e sono venuta a trovarti.
    Mi piace quello che hai scritto. Leggendo le tue parole: Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo lasciarci intimidire dalla violenza e dai consigli di stare chiusi in casa perché fuori c\’è pericolo, ho pensato che purtroppo la paura nasce anche senza spostarsi, pensa che alcune persone non riescono neanche a scambiare una parola con gli stranieri che incontrano nella loro città! E parlo per esperienza. In classe dei miei figli ci sono parecchi alunni figli di stranieri, ci credi che spesso alcuni genitori "italiani" non hanno nessun contatto con loro? Per me si vede già da questo la scarsa propensione all\’apertura, all\’abbattimento delle barriere.
    Cerchiamo di fare del nostro meglio perchè tutto questo venga superato nel più breve tempo possibile.
    Buon inizio di settimana
    Mariko
     
    P.S. Il mio giardino è aperto, se vuoi puoi farci una passeggiata!

  2. Federico ha detto:

    Ciao Mariko, grazie per il tuo commento. Capisco bene e condivido la tua esperienza. La cosa tremenda è che i bambini non avrebbero di per sé nessuna barriera nei confronti degli stranieri, anzi ne sono incuriositi e stimolati, ma invece i loro genitori (cioé noi…) si chiudono e trasmettono le paure ai bambini…
    Che dobbiamo fare? Mettiamo un po\’ di energia nell\’aprirci, e speriamo che i nostri figli siano meglio di noi.
     
    Grazie anche per l\’invito nel tuo giardino. Ho sbirciato dal cancello e mi sembra molto bello… Appena posso vengo a farci una passeggiata, e magari, col tuo permesso, a annusare qualche fiore o lasciare qualche incisione su una corteccia…
     
    A presto

  3. La Gatta ha detto:

    sai, la globalizzazione ha solo ampliato il nostro raggio di azione….dalla piazza del paese di cento anni fa fino al mondo itnero a portata di click…
    io lavoro in un ambiente altamente tecnologico (in mezzo a ingegneri…che brutta razza..ops…. 🙂  ), che mi piace, mi incuriosisce, mi stimola e mi affascina.
    uso internet, posta elettronica, telefono da qualunque parte del mondo….non posso negare che mi piaccia, che la tecnologia, oltre a darmi da lavorare e da vivere, rende la mia vita piu\’ facile…
     
    ma qualche volta cerco di fermarmi e dare alla tecnoligia il suo giusto posto…uno strumento…come lo fu il telegrafo…o il treno a vapore….nulla di piu\’….
    e mi rendo conto che però spesso questa presunta apertura è – come avete detto tu e mariko – un\’illusione…
    come avere una grande casa con una porta-finestra su un bellissimo giardino….e dare solo un\’occhiata ogni tanto, lanciare uno sguardo timoroso….senza osare avventurarsi in quel giardino….
     
    a presto!

  4. Federico ha detto:

    Ciao Gatta!
    Sono onorato di aver visto una tua opinione qui, sulla mia umile pagina…
    Devo dire che ogni volta che leggo cose tue, scopro una nuova cosa che ci accomuna. L\’ultima è la tua opinione relativamente agli ingegneri (brutta razza…). A parte gli scherzi, la condivido davvero… Ma poi so anche, e anche tu lo sai perché sei una donna intelligente, che non si può generalizzare, e ci sono anche ingegneri buoni… Vero? 😉
    A proposito, tu che lavoro fai? Di che razza sei?

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