Tears In Heaven (Ricordando L.)

L’altro giorno sono stato preso da un desiderio straziante di raccontare di L., ho detto di come ci siamo conosciuti, di quello che è successo dopo, di tutte le emozioni che abbiamo provato… Stavo parlando di cose successe 10 anni fa, ma il rievocarle mi ha fatto ancora un effetto incredibile… mi ha fatto provare ancora le stesse identiche sensazioni… Proviamo ad andare avanti…
 
Stavamo veramente bene, dicevo, ma tutto questo, tutto questo stare bene, ci ha forse spaventati, o semplicemente ci è mancato (mi è mancato?) il coraggio di rendere più concreto ciò che stavamo vivendo… Abbiamo concluso che avevamo entrambi qualcosa di irrisolto da comprendere e "sistemare", e abbiamo deciso che le strade che dovevamo seguire erano diverse.
 
E le nostre strade sono state effettivamente diverse, da allora… Strade piuttosto accidentate e difficili.
 
Comunque, non abbiamo smesso di essere vicini, di essere amici. Le cose della vita e del lavoro hanno fatto sì che potessimo incontrarci molto di rado, ma quando ci vedevamo bastava un’ora, due parole, un consiglio, uno sguardo, un sorriso per darci la carica, l’energia, che permetteva di affrontare le cose di tutti i giorni così come quelle importanti.
Abbiamo cercato di asciugare a vicenda le nostre lacrime, così come abbiamo condiviso le belle notizie.
E nei momenti importanti, la parola di L., il suo incitamento e il suo consiglio non sono mai mancati.
 
Lei era per me, e io per lei, il friend della canzone di James Taylor, che insieme avevamo ascoltato tante volte… L’amico che arriva quando ne hai bisogno e se ne va senza chiederti nulla, quello che sa prima di te di cosa hai bisogno…
Si dice che sia difficile essere amici dopo essere stati innamorati… Sono d’accordo, è così… Ma noi siamo stati amici veri e sinceri, sebbene sofferenti, anche dopo essere stati sinceramente e veramente innamorati.
 
Non riuscivamo quasi mai a vederci, io e L., perché il lavoro e le urgenze personali rendevano difficile organizzare un incontro. Ogni tanto c’era un estenuante scambio di email e di sms per cercare di organizzare, ci si prendeva in giro, si scherzava, si rimandava, si pianificava, ma poi alla fine veniva fuori l’imprevisto, il contrattempo, o semplicemente il desiderio di non imporre all’altro delle forzature, degli stress… tanto, ci dicevamo, ci sarà un’altra occasione, sarà per un’altra volta, ne parleremo con calma appena ci vediamo.
 
Mi ricordo di una volta che avevamo deciso di incontrarci, perché L. voleva farmi vedere la sua casa nuova, ma io avevo dovuto andare improvvisamente a Parigi. Non avevo voluto rinviare ancora e, senza dirglielo e facendo i salti mortali, ero tornato da Parigi in tempo per cena, con una bottiglia di champagne e un pezzo di foie gras… Che bella cenetta, come era contenta, come era orgogliosa della casetta che era riuscita con sacrificio a sistemare, e nella quale cercava ora di costruire una vita serena con i suoi bambini…
 
La volta più recente che ci siamo visti è stato sull’autostrada… Tornando a casa, mi era venuta voglia di sentirla e le avevo fatto una telefonata. Mi aveva risposto dicendo che era in autostrada, andando in montagna. Avevamo scoperto di essere a poche centinaia di metri di distanza, sulla stessa autostrada e nella stessa direzione: ci siamo fermati al primo autogrill, e siamo rimasti pochi minuti lì, a guardarci negli occhi, a ridere, ad abbracciarci…
 
Quest’estate, invece, è andata peggio… Avremmo dovuto trascorrere una serata insieme, perché volevamo parlare, perché aveva qualcosa da raccontarmi, ma non c’eravamo riusciti… Pazienza, avevamo detto ancora una volta, sarà per la prossima volta…
Mi aveva detto: mi sa che dovrò venirti in sogno, per poter stare un poco tranquilla a parlare con te…
 
———
 
A settembre, L. mi ha lasciato per sempre. Purtroppo, ha lasciato per sempre tutti noi. Ci ha lasciati di notte, spero senza neanche accorgersene, lasciando nell’angoscia tutti quelli che le avevano voluto bene, e tutti quelli che avevano ancora tanto bisogno di lei. Soprattutto, ha lasciato i suoi due bambini che adorava, per i quali avrebbe fatto qualunque cosa, per i quali aveva fatto qualunque cosa.
 
Io l’ho saputo al mattino dopo, da un collega. Mi ha detto (senza sapere quanto ancora fossimo vicini): ti ricordi di L.? E’ successo che…
Mi è crollato addosso il cielo. Sono entrato nel mio ufficio e ho pianto.
Così, sono tornato a casa sua. Ho visto la casa che tanto aveva amato, e che tanto significava per lei. Ho visto le sue cose, anche qualcosa che io le avevo regalato. Ho visto anche lei, e dietro il suo volto inanimato ho visto ancora tutto ciò che riusciva a trasmettere, la serenità e la dolcezza, l’amore e la saggezza…
Ho visto tanta gente incredula, tanti amici, tante persone che si stringevano attorno ai suoi familiari… E fra loro ho visto lei, ancora seduta a tavola in quella serata gioiosa, che mi sorrideva, che mi raccontava delle sue delusioni e delle sue speranze, della sua voglia di essere felice…
Ho pianto, in silenzio e a lungo. Ho urlato di dolore, ma il grido è rimasto dentro di me perché nessuno sapeva cosa L. significasse per me… Qualcuno si sarà chiesto chi fosse quel signore che partecipava così tanto, e chi mi conosceva si sarà commosso notando quanto avessi a cuore la mia "ex collega"…
 
Sono passati tre mesi, dicevo, e L. mi manca da morire. Il sapere che non posso più contare su di lei, che non vedrò risposta alle mie email o ai miei sms o alle mie telefonate, che non riceverò il suo puntuale sms di augurio alla mezzanotte del nuovo anno, mi fa sentire dentro un vuoto enorme.
E’ incredibile che io senta così tanto la mancanza di una persona che incontravo due volte all’anno, ma è così… D’altra parte è una mancanza spirituale, non fisica… E come tale è qualcosa che si sente dentro… nello stomaco, nel cuore, nel respiro…
Mi sento solo. Di nuovo.

Sento ogni tanto il desiderio forte di voler tornare indietro (e ho quasi la sensazione che questo possa succedere…), di non perdere più neanche un appuntamento, neanche un minuto…

 
E’ la prima volta che ne parlo, dopo tre mesi… e mentre scrivo mi vengono in mente tante cose, tanti episodi… La tristezza aumenta, il vuoto si approfondisce… Non mi rassegno, perché il mio cuore, dove non c’è abbastanza Fede da riuscire ad accettare con serenità queste cose, pensa che sia atrocemente ingiusto morire a 40 anni, quando ancora si può avere tanto e dare tanto. E non mi rassegno al tempo sprecato, alle occasioni mancate, a tutto quello per cui non ci sarà una seconda possibilità.
 
Di questo volevo parlare, avevo bisogno di farlo con qualcuno. Chiedo scusa a tutti quelli che malauguratamente hanno letto questi miei post, rimanendone conseguentemente "ammorbati"… Li ringrazio comunque se hanno retto fino in fondo. D’altra parte, lo sapete già che io sono un po’ "pesantino" nelle mie esternazioni (dovrò ricordarmi di mettere un avviso di pericolo all’inizio del blog, per avvertire quelli che non lo sanno)…
 
Alla prossima!
 
Federico
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6 risposte a Tears In Heaven (Ricordando L.)

  1. Paola ha detto:

    Ho letto i post uno di seguito all\’altro solo oggi… evidente la struggente nostalgia sin dal primo, che faceva presagire l\’epilogo del secondo… purtroppo.
    Conosco il tipo di amicizia che descrivi.
    A. è per me qualcosa di molto simile, molto più vicino nonostante la distanza di tanti amici che vivono nella mia stessa città.
    A. è la persona che mi chiama ogni mattina e dal mio semplice "pronto" sa capire che cosa mi passa nel cuore e nella mente, e chi chiama all\’improvviso solo perchè sembra sentire che ho bisogno del suo aiuto ma anche chi non ha paura di mollare tutto e farsi un bel po\’ di km se sente che sia giusto così.
     
    L. non credo che ti abbandonerà mai.
    La sua energia, il suo "amore" credo che resteranno sempre al suo fianco… sarà solo diverso il modo di percepirli…
     
    Un abbraccio…
     
    Paola

  2. serena ha detto:

    Spiazzata da questa seconda parte… non so perchè ma leggendo il primo post non immaginavo potesse essere andata così…
    Io ho avuto sempre perdite, nel senso di allontanamenti più o meno definitivi, non così quindi non so cosa si possa provare… però sai, mi piace credere che queste persone continuino a restarci accanto al di là di tutto, e sono convinta che sia così.
     
    per ora ho un infinita lista di libri da leggere (ultimamente ho fatto moooolti acquisti), ma continuerò a leggere erri de luca…mi è piaciuto molto il suo stile!
     
    ti ho aggiunto agli amici🙂
     

  3. Cristina ha detto:

    …. ti abbraccio….

  4. Mariko ha detto:

    Ciao Federico, ero passata per lasciare i miei auguri e ho trovato tanta dolcezza in quello che hai scritto. Non ti nascondo che ho le lacrime agli occhi e devo dirti che non hai assolutamente "ammobato" nessuno con il racconto di questo tuo pezzo di vita.
    A volte mi chiedo cosa si prova a perdere una persona importante, e tu con queste tue righe in parte mi hai dato una risposta.
    Mi dispiace moltissimo, ma come dice Paola, la tua L. sarà sempre con te e ogni volta che vorrai potrai tornare indietro con la memoria e rivederla e sicuramente potrai dire: come sono stato fortunato ad incontrarla!
    Un bacio grande grande e un augurio di un sereno Natale.
    Mariko
     

  5. nocciolina ha detto:

    sono arrivata al tuo blog attirata da Paperino, da sempre uno dei personaggi disney che preferisco, gran simpaticone, e mi trovo a commentare questo post…
    mi sono salite le lacrime agli occhi, soprattutto pensando a quei due bambini, anche io sono mamma di due ragazzi, la tua storia mi ha molto turbata, però sono contenta che tu sia riuscito a parlarne con qualcuno, anche se attraverso il cyber spazio, perchè così facendo piano piano riuscirai a superare questo triste momento.
     
    mi farebbe piacere se passassi a trovarmi
     
    chiudo augurandoti di passare un Natale sereno, in compagnia di persone care.
     
    lory

  6. La Gatta ha detto:

    oh…leggo solo ora, e capisco che il mio precedente commento era fuori luogo….
    L. quindi "sa", di certo quel che provi…..ed era con te mentro lo scrivevi, è con te adesso….è negli sms che non può madarti con il cellulare, ma che ti manda a mezzanotte, non solo l\’ultimo dell\’anno…..
     
    è anche con noi, visto che ce l\’hai presentata in questo mondo virtuale, fatto di parole e di pensieri….quindi ora anche noi abbiamo un\’amica (per la cronaca adoro quella canzone…)
     
    un abbraccio e – da brava romanticona – questa storia continua a piacermi molto…..

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