Mosca, parte seconda

Cosa penso di Mosca, in generale?

Mosca è una città che mi affascina profondamente, più che piacermi secondo i canoni classici. A parte pochissime parti molto belle, infatti, la trovo urbanisticamente brutta e architettonicamente pesante.

Ciononostante, sono affascinato da quello che Mosca rappresenta per la storia, sopratutto per la storia recente, quella che ho conosciuto, che ho sentito alla radio e visto al telegiornale.

Ovviamente quando mi trovo davanti ai luoghi che per anni sono stati per me il sottofondo di eventi storici importanti, beh… non riesco a fare a meno di essere emozionato.

E così rimango preso e affascinato non soltanto dalla sagoma complessa e bellissima delle mura del Cremlino che fanno da sfondo alla piazza Rossa, che sono belle per sé, ma anche da obbrobri architettonici quali il palazzo e la piazza della Lubjanka, che fu sede del KGB, o l’enorme e opprimente palazzo della Duma, sede del Parlamento… Sono tutti luoghi dove è passata ed è stata condizionata la storia del XX secolo, e non possono non esercitare un fascino per questo. Quella che si vive camminando in queste strade è una lezione di storia e anche di vita.

Siamo infatti abituati a leggere di civiltà, di dinastie e di potenze che si sono succedute nel corso dei secoli, e ci sembra normale che si siano sviluppate, siano diventate potenti, e poi siano scomparse. Giriamo ogni giorno fra i resti dell’impero romano, ma è roba di duemila anni fa. Anche Napoleone ha cambiato la storia e poi è sparito, ma è pur sempre successo due secoli fa…

In questa città c’era invece il centro di un potere e di una potenza planetaria che sembrava impossibile da mettere in discussione (se non annientando l’umanità) fino a pochi anni fa. Per molti era una speranza, per molti era un incubo, ma da Mosca si muovevano le sorti di una metà del mondo e si condizionavano le sorti dell’altra metà.

 

Nel giro di pochissimo tempo, tutto questo si è sbriciolato, e quello che è più impressionante è che è stato sostituito dal suo esatto opposto! L’ideale (o la dottrina) comunista, la cancellazione della proprietà privata, l’egualitarismo sono spariti lasciando spazio all’arricchimento spietato e egoistico, all’individualismo più esasperato.

Non so come fosse Mosca prima del crollo dell’Impero. Certo, molto diversa da quella di oggi. Ho avuto modo di vedere Praga, “prima” e “dopo”, e la differenza è sconvolgente…

Insomma, quando giro per la piazza Rossa, quando vedo il Mausoleo di Lenin desolatamente solo (non ci sono più le spose che vanno a fare le foto davanti, non c’è più la coda per andare a visitarlo, non c’è più nemmeno il picchetto d’onore, qualcuno ha addirittura proposto di demolirlo e trasferire il corpo da un’altra parte…) mentre di fronte la gente si accalca nei (peraltro bellissimi) magazzini Gum, ora tempio delle griffe italiane e francesi… beh, mi viene da pensare che tutto ciò che ci pare stabile lo è soltanto perché lo osserviamo sotto un angolo molto stretto… Potrebbe essere una lezione importante per chi, a tutti i livelli, si proclama portatore di verità universali e immutabili.

C’è un altro pezzo di Mosca che è emblematico per questo. Si tratta della cattedrale del Redentore, una basilica ortodossa. Ho sentito un racconto della sua storia dagli amici russi, e ne ho approfondito qualche dettaglio. Questa chiesa fu voluta dallo zar Alessandro I come ringraziamento per la vittoria contro Napoleone. CI vollero molti anni per costruirla, e fu consacrata soltanto nel 1883. Dopo la rivoluzione, la gran parte degli edifici religiosi viene destinata a uso civile e pubblico. A questa chiesa spetta un destino ancora peggiore. Nel 1931 è demolita, per far posto a un gigantesco Palazzo del Soviet, sormontato dalla statua di Lenin: doveva essere più alto dell’Empire State Building. Tuttavia, per mancanza di fondi e per problemi costruttivi (il suolo, in riva al fiume Moscova, non è molto stabile) rimangono soltanto le rovine per molti anni, finché alla fine il sito ospita una gigantesca piscina pubblica riscaldata. Caduto il regime, si decide di ricostruire la chiesa com’era. I lavori cominciano nel 1990 e, grazie anche a sottoscrizioni pololari, la chiesa è di nuovo consacrata nel 2000. Insommma, in poco più di un secolo, quel sito ha dovuto celebrare la vittoria degli zar, la grandezza dei soviet, la forza del sentimento religioso al di sopra dei regimi… Quale sarà il prossimo passo? Un centro commerciale? Una concessionaria dell’Audi? Sic transit gloria mundi

Alla prossima. F.

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3 risposte a Mosca, parte seconda

  1. La Gatta ha detto:

    sono stata a mosca un inverno di pochi anni fa, quindi l\’ho vista solo "dopo"…quando la ptoenza pasata aveva lascaito il posto a una corsa verso il capitalismo….corsa difficile, lunga, per recuperare un gap non solo temporale, ma soprattutto sociale…
    era febbraio, faceva freddo ed era una città decisamente affascinante…
    quello che però era inquietante era l\’aria di…come dire…diffidenza che si respirava.
    si vedevano girare moltissimi soldi, sembrava che convivessero due mondi, ugualmente sommersie nascosti sotto pellicce e colbacchi, uno spopositatamente ricco e arrogante, l\’altro povero e inasprito…
     
    ho avuto impressioni diversissime fra di loro.
    da un lato una città apparentemente immobile, ma forse per l\’effetto ovattato della neve, silenziosa. una specie di grosso felino acquattato non tanto in attesa di una preda, quanto di capire da che parte andare.
    dall\’altro mi dava l\’idea di aver come covato sotto il ghiaccio tutto il suo passato, di non averlo cancellato del tutto, sia quello prima della rivoluzione, sia quello successivo…come se avesse stratificato le sue anime e ora cercasse di farle convivere…due fratelli, a lungo separati, che si ritrovano e non sanno che dirsi…e che si trovano anche un po\’ antipatici…
    solo che non sempre le cose possono convivere, e allora si devono fare delle scelte…(mi colpì come, alla morte di giovanni paolo II, la chiesa ortodossa russa impedì al primo ministro di andare ai funerali…quindi la russia mandò non so piu\’ che ministro, ma NON il primo ministro….una chiesa che in teoria era scomparsa per decenni…)
     
    ricordo perà la grandiosità della piazza rossa, ricordo una serata fuori dal tempo al bolshoi, ricordo un piccolo locale dove suonavano musica tzigana….ricordo una serata senza trovare un taxi, sotto la neve, a scolare una bottiglia di vodka come gli ubriaconi (ma con quel freddo non ci siamo nemmeno ubriacati…faceva effeto antigelo e basta…) mentre tornavamo a piedi in albergo (l\’Ukraina, che mi sembra abbiano abbattuto recentemente)…
    ho dei bei ricordi di mosca….attendo il seguito dei tuoi….
     
     
     

  2. Mauro ha detto:

    non hanno avuto ancora tempo di smontare l\’albero di Natale, a Mosca?

  3. Paola ha detto:

    Esempio davvero emblematico di come le cose possano cambiare quasi alla velocità della luce… tristemente penso che il prossimo possibile utilizzo sia proprio un moderno centro commerciale, in fondo sarebbe sempre un luogo di culto… al dio più potente della terra, il dio denaro.
    Mi hai fatto venire una gran voglia di visitare Mosca… i luoghi con la storia "addosso" hanno sempre avuto un grande fascino per me… uhm… devo dare un\’occhiata ai voli, chissà che non ci sia qualcosa di interessante🙂
     
    Paola

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