Mosca, terza e ultima

Una cosa “tipica” che mi viene in mente pensando a  Mosca è il traffico. In questa città c’è un traffico allucinante, con frequenti ingorghi “fermi”. Sono riuscito a impiegare tre ore per andare dall’aeroporto al mio hotel, percorrendo una distanza di una trentina di chilometri.

La tipicità è comunque legata al fatto che osservando il traffico si vede uno spaccato perfetto di quella che è la società moscovita oggi.

Si vedono macchine vecchie e scassatissime ricordo di altri tempi (Lada, Zigulì… ricordate le vecchie 124 Fiat?), rappresentative di un proletariato diventato miserabile; ci sono moderne utilitarie o berline, specialmente giapponesi, che riportano a una nuova borghesia, che vive dignitosamente del proprio lavoro; c’è una quantità impressionante (confrontata con qualsiasi paese dell’Europa occidentale) di supercar, di SUV, di fuoristrada… Porsche, Ferrari, Audi… ho visto più Hummer qui in una giornata che in tutta la mia vita (che ci faranno, poi…). Quasi tutte queste auto (e tutti i SUV) sono rigorosamente nere, rigorosamente con i vetri oscurati. Se si è abbastanza vicini da vedere dentro, sono rigorosamente guidate da signori tamarrissimi (secondo il mio personale gusto) e se non sono soli hanno al loro fianco degli esseri assolutamente mozzafiato (secondo il mio personale gusto), verosimilmente nipoti o figlie, data la evidente differenza di età… Questi sono i nuovi ricchi, gente disprezzata da molti, ma anche una casta molto invidiata e ammirata, un riferimento e un orgoglio per vaste parti della popolazione. Per dirne una, ho letto un articolo sul giornale che parlava di un comitato etico nominato dal Governo per giudicare le leggi, proporre miglioramenti, affrontare casi dubbi… Una sorta di Authority, insomma, e il giornalista per spiegare che si trattava di un organismo super-partes diceva: “E’ composto di ex-parlamentari, magistrati, uomini di scienza, billionaires…”.

C’è un’altra cosa di Mosca che mi fa impazzire: la Metropolitana.

La metropolitana di Mosca è, dal punto di vista tecnologico/architettonico, la materializzazione dell’ideologia sovietica e della capacità ingegneristica di quella gente, anche se meriterebbe qualche investimento per ripulire molte stazioni, e per rinnovare i treni che, anche se funzionano bene, sembrano tenuti insieme col filo di ferro.

La rete aveva, e mantiene, lo scopo di far muovere la gente per raggiungere i posti di lavoro nella maniera più rapida, economica, e tutto sommato confortevole possibile, in un contesto in cui la mobilità individuale era scoraggiata se non impossibile.

Per conseguire questo scopo, la rete è capillare, le gallerie profonde (avrebbero dovuto, all’occorrenza, anche servire come rifugi antiatomici), raggiunte da scale mobili lunghissime e velocissime (si rischia di cadere, le prime volte), i treni frequentissimi (non ho mai aspettato più di due minuti, anche a tardissima sera). E al tempo stesso, con evidente scopo educativo e propagandistico, moltissime stazioni sono dei capolavori di arte socialista, con sculture, mosaici, bassorilievi, inneggianti generalmente al progresso tecnologico e alle glorie del socialismo. L’effetto complessivo è molto bello.

Ma l’effetto più entusiasmante è la visione complessiva di questa macchina inarrestabile, di questa bolgia infernale, di questo fiume incessante e indescrivibile di umanità che viene continuamente vomitato o ingoiato dai treni e si muove inarrestabile verso le scale mobili, verso le uscite, verso le connessioni.   Se ci si ferma in mezzo al fiume, o se si cerca di andare controcorrente, si rischia di venire travolti (anche perché in questo, i russi sono un po’… particolari: se ti trovi sulla loro traiettoria ti buttano per aria senza troppi complimenti…)

Beh, ho detto le prime cose che mi sono passate in mente di Mosca, adesso dico qualcosa dei moscoviti

Questo è un aspetto su cui non sono capace di esprimere un giudizio. Infatti, in un contesto pubblico, i russi (almeno, le persone che ho incontrato per strada) hanno un comportamento freddo, diffidente, scortese. Mai nessuno che si fermi ad aiutarti quando con aria implorante guardi i cartelli della metro in cirillico, mai nessuno che ti faccia un sorriso in un negozio, peggio ancora in un ufficio o locale pubblico, mai nessuno che trattenga per te che soggiungi la porta che si richiude o che ti chieda scusa se ti sbalza per aria con una spallata… Invece, nel ristretto dei rapporti privati, fra gente che “si conosce”, sembra che l’atmosfera cambi totalmente. Spirito cameratesco, gentilezza, disponibilità assoluta, attenzione… un calore che io sento quasi “napoletano”!

Ho tentato di spiegarmi come questo accada… Credo che dentro di loro abbiano ancora, senza neanche rendersene conto, una diffidenza o una prudenza eccessiva nei confronti dell’altro, dello straniero, del presunto nemico, del possibile delatore: Un secolo di storia, di vita, di abitudini, non si cancella in un attimo… E infatti i giovani sembrano essere un po’ più aperti, meno diffidenti.

Parlando dei russi, come fare a non dire niente… delle russe? Non voglio indugiare sui luoghi comuni, né credo ci sia bisogno di descrivere le splendide ragazze bionde, alte, con gli occhi chiari, che riempiono questa città… L’unica cosa, quella che rimane più in mente (niente battutine, please…) è che queste donne hanno una grazia incredibile nei movimenti, un’eleganza di portamento che sembra innata. Sono spesso vestite in maniera un po’ vistosa, questo sì, ma si fanno perdonare tutto! E poi, si muovono su tacchi a spillo altissimi e sottilissimi con la stessa disinvoltura con cui noi ci muoviamo in ciabatte per casa… Sembra innato, e io ho sospettato che le scarpine per l’infanzia russe, le Chicco di Mosca, abbiano già il tacco… Fra l’altro, questa volta aveva nevicato e sulle strade c’era neve, un po’ di ghiaccio, tanto fango… E loro niente, impavide, svolazzavano sui loro tacchi mentre io arrancavo con le mie Clark’s per paura di scivolare…

Un’ultima cosa. La Vodka! Io bevo pochissimo vino, e non bevo per niente superalcolici. Non avevo mai bevuto la Vodka prima di mettere piede a Mosca.

Qui, durante i nostri meetings, i nostri partner moscoviti ci portano a pranzo in una specie di mensa-ristorante che hanno nella loro Ditta. E qui, a tavola, non mancano mai le bottiglie di Vodka. Ora, prima che la prima portata arrivi, qualcuno riempie i bicchierini. La prima volta ho tentato di rifiutare e loro hanno creduto che stessi facendo una battuta, mi hanno ignorato, e mi hanno comunque riempito il bicchierino… Poi qualcuno propone un brindisi. Tutti levano i bicchieri (anche io…), qualcuno beve un bel sorso, qualcun altro si scola interamente il primo bicchierino… Il primo sorso è una vampata, a stomaco vuoto… Di corsa butto giù un po’ di pane nero, poi si comincia a mangiare… finita l’insalatina iniziale, prima della zuppa, un altro riempie i bicchieri e propone un altro brindisi… Stavolta mi rassegno… lascio riempire, cin cin, bevo… E così via, con un paio di brindisi a portata!   Devo dire che pensavo che l’effetto fosse più devastante, dal punto di vista dell’ebbrezza alcolica. La pesantezza dei cibi russi forse contribuisce a smorzare l’alcol… Tuttavia la parte pomeridiana del meeting è sempre più allegra di quella mattutina…

Ecco qui. Questo è tutto quello che mi è venuto in mente. Domani cercherò di mettere qualche foto.

Un abbraccio e, alla russa, un triplo bacio sulle guance! Federico

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4 risposte a Mosca, terza e ultima

  1. Paola ha detto:

    Difficile commentare qualcosa che non si conosce…
    ma la tua descrizione della metropolitana mi ha fatto venire in mente quella di Londra, che nelle ore di punta è un fiume che ti trascina, magari anche dove non vuoi andare…
     
    Un sorriso e buona we.
     
    Paola

  2. Mariko ha detto:

    Paola mi ha "fregato" il commento, no vabbè è stata più veloce di me🙂, visto che recentemente sono stata a Londra!
    Buon fine settimana
    Tiziana
     
    P.S. Spero che la domanda che mi hai fatto stamattina (e alla quale purtroppo non ho potuto rispondere) sul fatto che lavoro solo due giorni al mese sia una battuta!😉

  3. perlinavichinga ha detto:

    ti ringrazio per averci reso partecipi delle tue impressioni… anche perché mosca é una di quelle città che un giorno mi piacerebbe visitare…grazie per i tuoi complimenti… devo essere sincera, è piaciuto molto anche a me il mio intervento…bacioni e buon week end!

  4. La Gatta ha detto:

    beh, la mia insegnante di russo ci raccontava che a vole faceva così frddo che i collant le si attaccavano alle gambe e doveva toglierli con l\’acqua calda..
    "ma anche donne russe vogliono essere eleganti" commentò sorridendo mentr noi cheidevamo se none ra meglio mettersi dei pantaloni…
    concordo comunque, le donne russ sono elegantissime

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