Odore d’India

…e così, ho aggiunto un’altra bandierina alla mia carta geografica.
 
Sono arrivato stamattina, sono andato in ufficio e adesso sono a casa… appena finisco mi fiondo a letto!
 
Cosa posso dirvi dell’India? Beh, ben poco, in realtà, e per vari motivi.
 
Prima di tutto è stato un viaggio di lavoro, non previsto e quindi non preparato, e effettuato (o almeno cominciato) con un umore non proprio dei migliori.
Inoltre ho avuto degli orari di lavoro massacranti (inclusa domenica), che ben poco tempo hanno lasciato ad attività "turistiche".
Infine la parte di India che ho visto, tra Bombay (dove sono arrivato e ripartito) e Pune (dove ho risieduto) non credo che sia delle più affascinanti.
 
Non ho visto luoghi, non ho visto monumenti… Ho visto tanta gente, un po’ di vita indiana… per questo, le mie meditazioni si sono limitate a pochi aspetti, giusto un assaggio… Spero di poterci tornare, in India, di viaggiarci, e di poter conoscere meglio questo Mondo.
 
Il primo aspetto, interessante per me che ho frequentato spesso il Pakistan ma forse di poco o nullo interesse per gli altri, riguarda la somiglianza assoluta fra i due popoli, una somiglianza che io non mi aspettavo fosse così totale.
D’altra parte, fino a non troppi anni fa erano un’unica nazione, un unico popolo, successivamente separato sulla base della religione di appartenenza.
Pakistani e Indiani (almeno nelle aree dei due Paesi in cui sono stato) si assomigliano nei modi, nei tratti somatici, nei gesti (quell’oscillare del capo che significa un po’ di tutto… sì, no, forse, va bene…), nei cibi, nella lingua (hindi e urdu hanno per me lo stesso suono), negli odori, nei rumori.
Ho trovato la stessa simpatia nelle persone, sempre disponibili, sempre affabili, ma che ti fanno incavolare quando ostentano grande efficienza e capacità e poi li vedi avanzare ciondolando e facendo tutto in maniera maldestra, ma poi ti disarmano con il loro sorriso da bambini… Non ti dicono mai di no, anche quando non capiscono un’acca di quello che gli hai chiesto…
 
Un’altra cosa che ho "apprezzato" sono gli odori. Lo senti subito, appena si apre la porta dell’aereo. Io non sono molto bravo a riconoscere gli odori, a riconoscerne l’origine. Comunque, appena sbarchi lì, senti nell’aria umida questo odore di di vegetali marci, tipico delle aree tropicali, e di spezie. Poi esci, nel muro umano che ti aspetta (sono sempre lì, giorno e notte…) davanti all’uscita degli Arrivi, e senti un altro odore che non so definire, che trovi addosso alle persone… sembra lievito, qualcosa che fermenta… beh, forse è semplicemente scarsa igiene… Ecco, una delle differenze fra Pakistan e India è che in quest’ultima mi sembra che usino più profumo…
Questi odori cominciano quindi ad accompagnarti dovunque tu vai, nelle vie delle città. Spezie, marcio, ogni tanto una ventata di fritto, un baracchino che vende Samosa, ogni tanto una zaffata di orina, a qualcuno scappava, e poi ancora spezie, fiori, puzza di carogna abbandonata, puzza di benzina… Dopo un po’ ce l’hai addosso, te lo senti anche quando torni in hotel e ti metti sotto la doccia! Te lo senti, se rimani abbastanza, anche quando alla fine torni a casa!
 
Che cos’altro… Ho notato le donne, e i colori delle donne. CI sono tante donne in giro, e sono tutte eccezionalmente belle. Tutte avvolte in questi meravigliosi sari colorati, che conferiscono loro, alle ricche come alle miserabili, un’aria di nobiltà, di eleganza.
Sono belle le donne giovani, dagli sguardi affascinanti e dai sorrisi malinconici, e sono belle le donne anziane, con le loro rughe che raccontano le storie di tutta la loro vita…
Dall’altra parte del confine, queste donne non ci sono. La donna lì è coperta, nascosta, non si fa vedere in giro, se non con il marito, mentre qui appaiono sicuramente più "emancipate", se questo termine si può usare riferendolo a una società che è sicuramente maschilista. L’emancipazione significa anche lavorare, e fare lavori pesanti! Ho visto spesso donne portare sul capo montagne di oggetti, in un miracoloso equilibrio. Le ho viste spazzare le strade (che qui mi sembra come svuotare il mare con un cucchiaino…).
 
Ho notato inoltre la spiritualità. Beh, non mi sembra di scoprire niente, tutti sanno che l’India è la patria della spiritualità… E’ stato interessante per me notare come questa spiritualità si associ alla vita di tutti i giorni, con tempietti e cappelline a ogni angolo di strada, dedicate a santi e divinità. Altarini anche sui cruscotti delle auto, all’ingresso dei negozi di qualunque genere… A giudicare dall’esterno, a me sembra più superstizione che spiritualità vera e propria… o quantomeno le due cose si confondono parecchio.
 
Infine, l’aspetto che più di tutti mi ha sconvolto, e che credo che mi porterò dentro associandolo a questo viaggio, è la miseria.
Non credo di aver mai visto niente del genere. Ho visto interi quartieri in cui i bambini sono seminudi per strada, frugano nei rifiuti, giocano con le capre e i maiali che gironzolano liberi.. Pensavo fosse il peggio. Poi ho visto ancora di più, ho visto gente che vive e dorme sui marciapiedi, a venti centimetri da un traffico assurdo a ogni ora del giorno e della notte. Alcuni hanno una stuoia, con sopra poche cose. Alcuni hanno anche un telo che li copre, fissato a un muro, a un traliccio… Comunque vivono lì, senza nulla… Uomini, donne, bambini… tanti bambini… mi sono chiesto che vita sia, che speranze e aspirazioni possano avere quelle persone… mi sono chiesto per che cosa vivono… Non credo che saprò mai darmi una risposta…
Ho visto una ragazza che chiedeva l’elemosina ai passanti. Aveva legato al collo un marsupio, con dentro una bambina di una bellezza devastante… La ragazza chiedeva uno spicciolo, e io ho pensato che con un nostro stipendio mensile lei potrebbe vivere tutta la vita, dare un futuro e una speranza a sua figlia… Però non ci ho messo troppo a farmi raggiungere dalle ciniche argomentazioni che tutti noi ci diamo in questi casi, e che mettono a tacere la vergogna e il disagio… non dare l’elemosina, le fai solo del male… non dare l’elemosina, poi lei va via e ne vengono altri 100… non dare l’elemosina, non se li prende neanche lei… non dare niente, tanto è una goccia nel mare… Ho scelto una a caso fra queste scuse, mi ci sono aggrappato, ho voltato le spalle alla mamma con la bambina e sono andato via con i miei amici…
 
Questo è tutto… Non saprei cos’altro aggiungere.
 
Un abbraccio. Federico
Questa voce è stata pubblicata in Viaggi. Contrassegna il permalink.

11 risposte a Odore d’India

  1. Cristina ha detto:

    Ciao Fede,
    bentornato …
    ho petto con avidità il tuo racconto di questa terra lontana…
    un bacio e buon – meritato – riposo….
    Cris

  2. La Gatta ha detto:

    beh, si la miseria è qualcosa che da noi non c\’è, non in questa misura, non con questa rassegnata dignità….
    credo che la religione faccia da…ammortizzatore sociale….credo che lìidea di potersi reincarnare in qualcuno con una vita migliore aiuti ad accettare le proprie condizioni devastanti in questa…
    chissà, magari nella vita precedente stavi ancora peggio….
    per noi è dura da vedere e difficile da accettare, difficile pensare a come loro invece riescano a non farci caso…
    io cercavo di andare in giro con biscotti per i bambini (non soldi), anche io cercavo di non vedere….
    però ci sono state occasioni nelle quali non ho resisitito…nelle quali chissenefrega se ne arrivano mille, ora c\’è lì lei davanti a me (anche nel mio caso una ragazza con una microbambina) e non ce la faccio a non darle nulla…
    si, poi ne arrivano mille e ti ritrovi in fuga, con un senso di colpa, di impotenza difficili da spiegare…
    ma non importa…non è il mio mondo, posso accettare che sia così, posso accettare che ci sia quella miseria…
    posso chiudere gli occhi e andare avanti a testa bassa….
    ma arriva un momento nel quale li riapri, trovi altri occhi davanti ai tuoi e ti riconosci in quegli occhi…
    e fai cadere una goccia nel mare, la guardi confondersi al resto dell\’acqua, la lasci sparire prima di mescolarsi al mare…
    ma va bene così…
    dopotutto ognuno di noi è una goccia nel mare…
     
    leggiti maximum city…..
     

  3. Mauro ha detto:

    bentornato!
    è stata \’na faticata eh?

  4. La Gatta ha detto:

    e comunque anche a me aveva divertito l\’efficienza inefficiente degli indiani…
    si prodigano piu\’ del dovuto, dispiegano forze a non finire per fare qualunque operazione…
    poi il risultato non è sempre quello voluto, ma si sono prodigati…
    eh eh

  5. Federico ha detto:

    per Mauro: eh, sì… è stata proprio \’na faticata… ho dormito pochissimo e ho lavorato tanto… nel viaggio di ritorno ero talmente stanco che ho dormito praticamente dal decollo fino a quando, cinque minuti prima dell\’atterraggio, la hostess è venuta a svegliarmi… Comunque (e ripeto, non ditelo a nessuno…) a me \’ste faticate piacciono.
    Infatti temo che la settimana del 19 ne parte un\’altra…
    per La Gatta: cederò alle tue insistenze e leggerò il libro… devo solo trovare il tempo di andare in libreria… magari sabato. Riguardo alla miseria, beh, il tuo intervento è intensissimo, e capisco bene cosa tu voglia dire… Io gli occhi di quella bambina ce li ho ancora davanti… però io non sono riuscito a riconoscere nessuna dignità nella miseria di chi dorme sul bordo della strada… rassegnazione sì, tanta, ma dignità no… e riguardo al tuo discorso sulla reincarnazione, sei sicura che sia così? E\’ possibile, secondo le loro credenze, reincarnarsi in qualcuno con una vita migliore?
    La religione secondo me non è di grande aiuto, se non per quello che hai detto tu… E\’ di aiuto, anche pratico, l\’Islam dei loro vicini pakistani: lì questa miseria esagerata non si vede, e ciò è in parte dovuto al fatto che fra i precetti fondamentali dell\’Islam ci sia quello di farsi carico dell\’assistenza alle persone bisognose mediante la carità.
    D\’altra parte, uno dei motivi del "successo" della religione musulmana nel subcontinente è proprio legato al fatto che era vista dagli appartenenti alle caste più basse come l\’unico modo per affrancarsi dal vincolo di casta.
    In quanto alla "efficienza inefficiente" come la definisci tu (bellissima!), io ne ho una lunga esperienza Pakistana. Gli autisti in particolare sono tremendi. Tu entri in macchina, dici un indirizzo, e loro non ti dico mai di no: yes, sir! e vanno!
    Poi dopo un chilometro vedi che cominciano a guardarsi in giro, a sospirare, magari a chiamare al telefonino… e poi ti chiedono chiarimenti, e scopri che non hanno minimamente capito dove andare!🙂

  6. Lau ha detto:

    …non ci posso credere che tu abbia raccolto informazioni anche sulle galline indiane! Non avresti rovinato nulla dei miei plexisintetici interventi se avessi lasciato qualche riga in proposito…ci mancherebbe! Quindi aspetto di leggere un tuo commento con qualche notizuola fresca fresca d\’Oriente…e non aggiungo altro a proposito del tuo viaggio perché L\’INVIDIA é una brutta cosa e potrei diventare terribilmente irritante…XD
    A presto Fede, e grazie per le tue passeggiatine nel mio blog, mi fa sempre piacere trovare le tue righe.
    un plexiabbraccio
    °°P.DoLL°°
     

  7. Cristina ha detto:

    rieccomi qui, a lasciare un breve saluto …
    mi aspettavo nuovi interventi, ma …
    Un bacio …
     

  8. Valentina ha detto:

    Bentornato! dopo aver letto il "diario di bordo" della Gatta e questo tuo resoconto ho ancora più voglia di partire!
    stavo leggendo il commento della Gatta e la tua risposta. Io non credo sia propriamente la religione, intesa come dottrina, a conferire dignità alla vita e alla miseria. Credo si tratti piuttosto di spiritualità, che non è la stessa cosa. Gli indiani contemplano la vita da un livello diverso, più alto se vogliamo, del nostro. Credo sia un atteggiamento che noi non possiamo comprendere a pieno.  Ovviamente mi pongo come una che dell\’India e degli Indiani sa ben poco! però da quel poco che ho letto in proposito, mi pare di aver capito che il popolo indiano alla spiritualità non si aggrappa per accettare più facilmente la vita, ma ne è permeato e la mantiene viva, la esprime attraverso la tradizione, ma non è nella tradizione stessa, non è nella religione o nella preghiera, ma dentro il popolo stesso.. io credo sia un popolo speciale.. in fondo la religione è un\’espressione del bisogno umano di dare un significato alla propria esistenza ed è comune a tutti i popoli. Ma solo l\’india ce l\’ha così radicato e lo esprime in tutti gli aspetti del quotidiano.

  9. mitica ha detto:

    Ciao, quando sono partita per l\’india per un viaggio di lavoro, temevo mi sarei presa mille accidenti, tra cui infezioni ect ect, invece mi sono ammalata di mal d\’india! Facevo meditazione e yoga da pochi mesi ma l\’india mi ha cambiata…cosi\’ ci sono tornata altre volte affascinata dalla cultura e dalla sua filosofia. Ho pianto nel vedere bambini in mezzo alla strada, uscendo dalle case dei ricchi nostri clienti…ho pianto nel sentire gli om che risuanavano nelle varie case di preghiera! Be scusa volevo solo scrivere due cose, ma quando parlo dell\’india non la smeto piu\’… ciao

  10. La Gatta ha detto:

    si, probabilmente synestesia ha colto nel segno..
    la religione in india non è pratica religiosa, ma permea tutta la vita, cosa che da noi non è, per mille e mille motivi, economici, culturali, vattelapesca…
    ma laggiu\’ l\’aspetto religioso è assolutamente inscindibile dagli altri…
    il tassista inizia la giornata affidandosi a ganesh (se entrando in un taxi vedeste il tassista farsi il segno delal croce che pensereste?), si mangia o non si mangia una cosa perchè quel giorno si può o non si può per motivi religiosi (da noi se qualcuno il venerdì commenta "non prendo la carne, è venerdì" lo guardano come un marziano)…
    insomma si respira davvero una spiritualità diversa….

  11. Sonja ha detto:

    Hai presente quando pigli un mappamondo (io da piccola lo facevo sovente insidiando quello antico di nonno Angst), lo fai ruotare e poi lo fermi puntandoci il dito?
    Ecco, oggi pomeriggio ho voluto fare così nel tuo blog, sai bene che ho intenzione di leggerti tutto e siccome l\’andare sistematicamente a ritroso mi pareva un pò troppo predefinito e preordinato, ho pensato di utilizzare il mouse al ditino…e mi sono fermata qui.
    Affascinata e senza fiato son giunta alla fine del post, con tutti i sensi aperti ed una strana inedita sensazione di stupore.
    Innanzitutto, xk mi rendo conto di essere nata privilegiata, visto che l\’Italia avrà una vagonata di problemi, però…tutto sommato non si vive male.
    Aggiungiamo la devastante descrizione olfattiva che hai reso con una precisione così realistica al punto che mi pareva chiudendo gli occhi di avvertire quegli afrori.
    Il fatto che…nei miei viaggi bene o male le persone che incontro o solo incrocio sono "standardizzate"….non proprio il solito grigiore, ma poco ci manca.
    Le tue considerazioni mi hanno dato ulteriore conferma che hai una sensibilità ed una ricettività fuori dal comune.
    E leggerti é davvero un piacere….

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...