e la Colombia?

Mi rendo conto che non ho scritto nulla del mio viaggio in Colombia e a Bogotà.
 
Non ho scritto nulla perché questa settimana è stata caotica e (devo dare ragione a Mariko e Mauro) non ho nemmeno avuto il tempo di farmi vivo sul blog o su msn. Fra l’altro, tanto per cambiare, ho dovuto fare anche un viaggettino, improvviso e inatteso, in Francia…
 
Ma, in fondo, non ho scritto niente anche perché non ho granché da scrivere.
 
A Bogotà, speravo di avere almeno il pomeriggio del penultimo giorno e almeno una mezza giornata dell’ultimo per andare un po’ in giro e farmi un’idea della città, in attesa del volo di ritorno previsto per il tardo pomeriggio di giovedì. Invece, un impegno inizialmente cancellato e poi più volte rinviato di ora in ora ha fatto sì che io sia rimasto in stand-by fino all’ora di dover andare in aeroporto per partire…
 
Quindi, dal punto di vista turistico, il viaggio è stato sicuramente fallimentare. Mi consolo pensando che invece, dal punto di vista professionale, è stato abbastanza utile e significativo. In fondo era questo l’obbiettivo primario, no?
C’è poi un’altra cosa positiva, che mi accade ogni volta che faccio un viaggio in qualunque posto nuovo. Sia che io visiti qualcosa, sia che non visiti niente, l’entrare in un Paese nuovo mi fa venire la curiosità di conoscerlo meglio, di conoscerne la cultura, la storia e la vita di tutti i giorni. Per questo, generalmente (tempo permettendo) leggo un po’ di cose sul paese, dopo la visita, e comincio a seguirne le vicende dai giornali e dai siti internet. Mi sembra comunque un buon risultato!
 
Cerco tuttavia di raccontare le pochissime cose che ho osservato durante la mia permanenza.
 
Innanzitutto, mi aspettavo di trovare una città più degradata e un’aria di maggiore miseria.
Inaspettatamente, invece, la città appare abbastanza pulita e ordinata, con strade ampie, anche se tormentata da un traffico spesso caotico.
La gente è simpatica e cordiale, c’è molta animazione per le strade, e c’è un’aria tutto sommato piacevole.
 
Bogotà si trova a 2500 metri di altitudine, circondata da monti ancora più alti, in una conca che nell’antichità era occupata da un lago. L’altitudine rende accettabile il clima in questa zona tropicale. D’altra parte, proprio a causa di questo, l’escursione termica è notevole. Nei giorni che sono stato lì c’erano almeno 20 gradi di giorno e 5 o 6 di sera.
 
La città è sterminata, per gli standard italiani, avendo almeno 7 milioni di abitanti.
Dal punto di vista urbanistico e architettonico, la città non è granché. Strade larghe, dicevo, ma case non bellissime, prevalentemente moderne. C’è un centro direzionale fatto di palazzi alti supertecnologici. C’è però un centro antico che, da quello che ho potuto vedere passandoci in macchina, è molto carino, con la tipica architettura barocca delle città coloniali. Ci sono anche un paio di chiese molto belle (almeno esternamente…).
La sera prima di partire, poi, sono andato (con i nostri ospiti locali) a cena su un picco, il Cerro de Monserrate, che si raggiunge in funivia, e da cui si ammira un panorama splendido su tutta la città e la conca in cui si trova. Il picco è a tremila metri, la sensazione è un po’ strana, perché dovrebbe essere come salire, chessò, sul Sass Pordoi, e invece che ghiacciai ci si trova circondati da lussureggianti piante tropicali…
In ogni caso, un bellissimo posto per una serata romantica… ve lo consiglio, se volete fare una cosa originale!
 
In definitiva, il pochissimo che ho visto mi fa dire che Bogotà, se non merita un viaggio, merita sicuramente una visita. Può darsi che riesca a tornarci, anche fra breve, e vorrei avere il tempo di girare per il quartiere coloniale e entrare nelle chiese… Vorrei pure visitare un paio di musei, di cui ho letto stando lì: quello dell’Oro, che ha una collezione notevole di ori precolombiani, e quello di arte moderna, che contiene parecchie opere di artisti del novecento, oltre a una completissima collezione di dipinti di Botero (che è colombiano…).
 
A quanto mi raccontavano i nostri ospiti di Bogotà, poi, le parti più affascinanti del Paese sono sulla costa caraibica (con la città di Cartagena), la foresta e le montagne (in cui è abbastanza sconsigliato muoversi, a causa dei possibili attacchi dei guerriglieri). C’è anche un parco nazionale (del quale però non ricordo il nome…), molto interessante per la enorme varietà di vegetazione e di animali che contiene.
 
Questo è tutto, e come vedete è davvero poco. E’ stato effettivamente uno dei viaggi con minore tempo libero, cosa particolarmente odiosa se si considera che in posti così lontani difficilmente si ha occasione di andarci.
Tutto sommato (sempre tralasciando il "successo" professionale della mia missione) ho ottenuto due scopi (almeno spero):
– al prossimo viaggio mi invidierete un po’ di meno,
– ho accumulato un po’ di miglia della compagnia aerea… Ne ho tantissimi, e dovrò cominciare a pensare a come utilizzarne un po’… A proposito, voi sapete come funzionano le miglia (o i punti) che le compagnie aeree regalano ai loro clienti affezionati? Sapete i meccanismi tragico-comici che si scatenano nei viaggiatori frequenti per accumulare queste miglia? Beh, penso che dedicherò un intervento sull’argomento… ho un paio di cose interessanti da raccontare…
 
Un abbraccio. Federico.
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7 risposte a e la Colombia?

  1. Valentina ha detto:

    E meno male che avevi visto "niente" !! qui c\’è un poema! ripasso domani a leggere…sono tornata ora e sono abbastanza morta di sonno! curiosaaaa però!!! oggi ho conosciuto un brasiliano (anche discretamente fico ehehe) e mi è venuta una voglia matta di america latinaaaa!!!
    notte =)

  2. Mariko ha detto:

    Non è vero che siamo meno invidiosi! Le opportunità di vagare per il mondo che ti da il tuo lavoro non sono "bruscolini". E\’ chiaro che ci sono tanti "contro", ma anche da questo tuo ultimo racconto si sente che ci sono anche molti "pro".
    Bella l\’idea di leggere informazioni sul paese visitato, perchè ti fa sentire parte del posto in cui (anche se "distrattamente") sei passato.
    A me capita quando vedo un film ambientato in un posto che conosco……..
    Buona domenica
    Tiziana

  3. Fiord ha detto:

    Per un certo periodo, da ragazza, sognavo di salire su una specie di piramide a tondo, proprio a Bogotà.
    Avrà un senso???
    Ciao anch\’io son di Milano.
    Piacere….Rosangela

  4. perlinavichinga ha detto:

    staremo a vedere se ti invidieremo meno…insomma, qui da noi c\’è la stessa escursione termica di bogotà al momento, assurdo…eh, io devo beccarmi agosto, perché chiude la ditta del mio ragazzo. altrimenti lo eviterei come la peste. mi sa che l\’amore trionfa su tutto. preferisco patire un po\’ con lui, piuttosto che godermela appieno da sola… o no? =)

  5. La Gatta ha detto:

    beh, mettila così…fai punti frequent flyer per poi viaggiare per diletto….🙂

  6. Paola ha detto:

    Se pensi che smetteremo di invidiarti sei un illuso… caro mio!
    Anche se per lavoro hai comunque la possibilità di "annusare l\’aria" di tanti paesi che, per la maggior parte di noi, non sono neppure nei nostri pensieri.. e mi sembra di capire che, almeno a sensazione, un viaggio in Colombia non sia poi così male.
    E pensare che nella mia "mappa dei sogni" non è certo menzionata… ma temo che per fare tutti i viaggi che vorrei mi ci vorrebbero almeno tre o quattro vite.
     
    Un sorriso…
     
    Paola

  7. Ferdinando ha detto:

    Almeno fino a gennaio prossimo posso dimenticarmi trasferte e viaggi di lavoro, non sono autorizzato economicamente a farlo. Al massimo potrò andare a Torino o a Pisa… Che bellezza😦 Come meta che mi sta però affascinando ultimamente c\’è Istanbul. Ma non so quando ci metterò mai piede. Mi sa che fa prima ad entrare in Europa.Per quanto riguarda la questione dell\’uso sporco della fede altrui non posso che essere d\’accordo con quello che dici. E chi se lo sarebbe mai aspettato questo inizio di millennio così medievale… :)Di Osho non ne sapevo nulla, io ero semplicemente incuriosito, ma viste come stanno le cose… Che se ne stia a casa sua, nel suo bel scaffale di Feltrinelli😉

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