Maalox… ed altre storie

A me la cucina pakistana piace moltissimo.
 
Mi piace quell’odore di spezie che talvolta si accompagna a un puzzo tremendo di fritto quando si passa davanti ai ristoranti, mi piacciono i colori, mi piace il sapore: E’ piccante, ma non esageratamente, e mi piacciono quelle note speziate che sono una costante di sottofondo.
Mi piace il pane, il "ciapati" sottilissimo che si mangia caldo (altrimenti diventa una gomma…) e del quale è meglio non sapere dove e come si prepara…
Mi piacciono poi i dolci, quei dolci (comuni a tutte le culture medio-orientali e del mondo islamico in generale) orribilmente dolci, fatti di zucchero miele frutta secca, che attaccano le dita, le labbra, il palato, lo stomaco… credo che un cubetto di quelli potrebbe bastare, in quanto a calorie, a riscaldare un condominio per una settimana!
Certo, non è una cucina molto varia: si mangia sempre pollo, montone, agnello, manzo, fatti in tre o quattro modi diversi… ma a me piace e, anche se non mangerei questa roba per tutta la vita, per una settimana o due mi rende contento!
C’è però un inconveniente (perché nella vita c’è sempre un inconveniente): le spezie, i condimenti e il modo di cucinare costituiscono una miscela pesantissima ed esplosiva… Tutte le notti mi sto svegliando sentendo dentro di me bruciare le fiamme dell’inferno…
Poco male, è il prezzo da pagare: una bella pastiglia di Maalox da sciogliere in bocca e la vita, e il sonno, tornano a sorridermi. Pronti per un altro pollo, un altro ciapati, altri dolcetti al miele!🙂
 
————–
 
 
           Vista del centro di Londra, poco prima dell’atterraggio del volo BA573 Milano-Londra del 12 Marzo
 
Il mio viaggio, fin qui, è andato bene. Non ho avuto molto tempo per entrare nei blog, ho letto però i vostri commenti (a proposito, ho risposto agli ultimi con un mio commento, in coda agli altri…) e ho inserito qualche commento qua e là, per far vedere che ero vivo…
I tre giorni sono stati ricchi di incontri, spostamenti, meeting. Tutto abbastanza fruttuoso e importante. Più che altro, porterò a casa un sacco di cose da fare… Come al solito.
In realtà, dal punto di vista pratico, il viaggio non era cominciato nel migliore dei modi, perché il volo da Londra è partito con cinque ore (!) di ritardo. Praticamente sono stato a Londra quasi otto ore: ad averlo saputo mi andavo a fare un giro in città… Appena arrivato a Islamabad e andato in albergo ho dovuto di gran fretta disfare la valigia, rinfrescarmi, e correre alla prima riunione… Vabbé, cose che capitano…
Dimenticavo: le hostess erano, manco a dirlo, cozze (non cozze come quella del milano-londra, ma comunque cozze)!
 
       Vista di Kabul, dal volo BA129 Londra-Islamabad del 13 Marzo
 
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Oggi pomeriggio ho fatto un po’ di turismo. Sono andato a visitare la Moschea, e poi sulla collina da cui si vede il panorama della città.
Islamabad è una città moderna, costruita per diventare la sede del potere, con tutti i palazzi del Parlamento, del Governo, della corte di giustizia e così via, e poi successivamente diventata anche centro di commercio e residenziale. E’ una città disegnata a tavolino, quindi, e di conseguenza è abbastanza ordinata, con strade mediamente larghe, parecchio verde… I palazzi del potere, poi, sono molto belli (almeno dall’esterno) e ci sono hotel belli e moderni.
Non ha un grande fascino, però, mentre io trovo estremamente affascinante la vicina Rawalpindi, precedente capitale, che è un ammasso inestricabile di strade strette, di case, di negozi, di gente urlante, di macchine, di animali, di puzza di cibo e di fogne… tutto senza soluzione di continuità.
 
La collina su cui sono andato – che si chiama Marghalla, ed è parte dell’estrema propaggine delle montagne del Kashmir – offre come dicevo un vasto panorama su Islamabad. Da qui si vede la città con la sua struttura geometrica e i suoi viali verdi, e si riconosce la sagoma dei palazzi del governo, e degli altri palazzi sede delle istituzioni che contano. Non è come Firenze da Piazzale Michelangelo, credetemi… Però pullula di famigliole, scolaresche in gita, fidanzatini, e di localini da cui viene fuori musica locale… E’ una gita piacevole e rilassante!
 
L’altro edificio che connota il panorama di Islamabad, e che ho visitato oggi, è la Moschea Faisal.
E’ moderna come il resto della città, ed è molto grande. Architettonicamente è imponente e io la trovo bella. Ho scattato anche qualche foto, che inserirò appena possibile. Più che per l’architettura, comunque, la Moschea è affascinante per l’osservazione della gente, delle sue abitudini, della vita che vi si svolge.
Mi sono diligentemente tolto le scarpe, che ho lasciato all’apposito… guardascarpe, e ho girato per parecchio tempo attorno al tempio, facendo foto, e guardando la gente, i bambini che giocavano, le tante donne sedute sui gradini a parlare, gli uomini a passeggiare… Ecco, l’impressione che mi ha dato è che, oltre ad essere un luogo di culto, sia anche un punto di ritrovo… Credo che questo aspetto si sia un po’ attenuato, o perso del tutto, nelle nostre Chiese.
Non si può entrare all’interno, purtroppo… o meglio si potrebbe ma esclusivamente per pregare… Non sapendo come comportarmi, e se potevo creare fastidio ai presenti, ho preferito rimanere fuori (ho spiato attraverso le vetrate).
 
———
 
Il mio viaggio sta per finire. Domattina, quando in Italia sarà ancora notte, andrò in aeroporto. Affronterò il muro umano che staziona davanti all’ingresso a ogni ora del giorno e della notte, attraverserò tutta la estenuante trafila di controlli, visti e così via, e poi salirò sul mio aereo. Scalo a Londra, di nuovo, e poi Milano.
 
Nel frattempo il viaggio previsto per lunedì prossimo è stato cancellato, ma in compenso ne è comparso un altro per la seconda metà della settimana… Il criceto continua a far girare la ruota!😉
 
Mando a tutti un abbraccio pakistano(*)
 
A presto. Federico
 
*) L’abbraccio pakistano non è solo un modo di dire… I pakistani quando si incontrano si abbracciano, cingendosi reciprocamente con un braccio dietro la schiena e battendo con la mano sulla schiena stessa… Sono così carini…🙂
 
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10 risposte a Maalox… ed altre storie

  1. Mauro ha detto:

    sei sempre in giro ma mai che portassi un souvenir!
    pazienza… mi accontento dei tuoi simpatici reportage e dei tuoi album fotografici.
     
    un abbraccio pakistano
     
     

  2. Mariko ha detto:

    …ci stai prendendo gusto a tenere questo diario, eh?
    Buon rientro
     

  3. Paola ha detto:

    Mi piace l\’abbraccio pakistano!
    E mi piacciono anche i tuoi diari di viaggio, mi pareva di vedere la moschea con i gruppi di donne raccolte a chiacchierare, magari un occhi attento ai loro ragazzini… il cuore di mamma è uguale in tutto il mondo.
     
    Non ci hai detto però dove il Criceto continuerà a far girare la ruota… dove ti porta il lavoro la prossima volta?
    Dovremo, ancora una volta, invidiarti?
     
    Un sorriso e buon rientro…
     
    Paola

  4. La Gatta ha detto:

    non vorrei portarmi sfiga da sola, ma non ho mai avuto FINORA problemi di stomaco….nemmeno con una cosa cinese allucinante che si chiama hot pot, una specie di bourguignonne rossa fuoco, piccante da morire, un paiolo di liquido rosso piccante che bolle, nel quale si tuffano non meglio identificati cibi…(ne ho mangiata di roba piccante, ma quella è imbattibile…credo che il piatto calabrese piu\’ piccante sia roba da neonati…i fumi che uscivano dal paiolo erano già piccanti….)
    una roba che mi servirebbe adesso al posto dell\’aerosol …
     
    buon ritorno…..

  5. soleluna ha detto:

    Io sono a prova di Maalox, sai?!?
    Dovunque vada mangio solo ed esclusivamente piatti locali, anche a rischio intossicazione…giuro!
    A Praga ho fatto la cura di goulash,in svizzera di formaggi, a Parigi di baguette e crepes…che senso ha mangiare pasta e pizza ovunque?!? Anche il cibo è cultura, scoperta, novità. Qualche volta avventura!
    Buon rientro…

  6. Federico ha detto:

    Ciao a Tutti. Sono tornato. Qualche rispostina preliminare (nel week-end magari inserisco un commento…):
    A Mauro: Dammi l\’indirizzo e al prossimo viaggio…
    A Mariko: Sì, mi piace… e mi piacciono anche i vostri commenti!
    A Paola: Il criceto si ferma un attimo poi, foglia di lattuga e via… destinazione Colombia (di nuovo). Comunque niente è ancora certo, vi farò sapere!
    Alla Gatta e a Soleluna: Purtroppo io soffro un pochino di gastrite. Finché mangio a casa, generalmente, non ho problemi (qualche bruciorino se bevo vino bianco, o se mangio qualche dolce particolare…), ma in viaggio ho spesso dei problemi. Ma viaggio con una buona scorta di Maalox che risolve ogni mio problema, e così non devo rinunciare a provare…
    Sono d\’accordo con Soleluna che il cibo fa parte del viaggio, e io ho sempre cercato di provare cose nuove in tutti i paesi in cui sono andato. Ti assicuro che ci sono dei limiti, però… In Cina ho visto cose che… non mi hanno stimolato nessuna ansia culturale di conoscenza.
    Comunque mi ripugnano quei colleghi che vanno dovunque in giro a cercare il ristorante italiano, e poi magari si lamentano pure perché gli spaghetti sono scotti!
    Ho mangiato l\’Hotpot citato dalla Gatta: ne esistono varie versioni, in realtà, ed alcune sono veramente mortali. Ecco, solo a pensarci devo già prendere il Maalox!
    A proposito di Goulash, citato da Soleluna, a questo piatto, mangiato a Vienna, devo (per l\’appunto) associare il mio primo vero lancinante bruciore di stomaco notturno. Era il 1988, ero giovane, e non pensavo ancora di essere così sensibile… Una notte passata a bere e a contorcermi nel letto (non conoscevo ancora, e quindi non portavo con me, gli antiacidi…) mi ha mostrato in tutta la sua evidenza questa realtà!

  7. Mauro ha detto:

    ah!
    i colori! gli odori! i sapori!

  8. Donatella ha detto:

    Hey! ma l\’hai letta questa news? http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/esteri/volo-cadavere/volo-cadavere/volo-cadavere.html
     
    Forse il mio "difetto" è quello di concedere troppe chances nella vita… ho il cuore tenero😉
    Buona settimana
    Donatella

  9. nicla ha detto:

    Bellissima la foto di Londra

  10. La Gatta ha detto:

    sugli italiani e il cibo all\’estero:
    peru\’, puno, lago titicaca, 4000 metri slm….
     
    ristorante…il marito ordina il cuy
    "è un piatto tipico!!! Lo voglio mangiare!!"…io sapevo che cos\’era e dicevo "lascia perdere…."..insisite….si vede arrivare un porcellino d\’india, una bestiola delisiosa, arrostita…TUTTA INTERA, ancora con la forma dell\’animale…
    mentre io gli davo del mostro, lui gli copriva la testa con un tovagliolo e lo mangiava tutto dispiaciuto, entra un gruppo di italiani..
     
    e che ordinano???LA PIZZA!!!!!!!!
     
    in un posto in cima al tetto del mondo, dall\’altra parte della terra tu che ordini?
    LA PIZZA, certo…che i poveretti, inenti a cuocere cuy, cuocevano UNA ALLA VOLTA in un microforno…
    non contenti gli italiani chiedevano
    la pizza senza algio
    al piazza con la cipolla
    quella con la salsiccia ("non c\’è la salsiccia? ma come!!!")
    quella una fetta formaggio, una aglio, una senza aglio, una salsiccia..
    la guida era sull\’orlo del suicidio, mentre la masnada infernale protestava perchè la suddetta pizza faceva schifo…(ma va?)
     
    noi eravamo chini sui nostri piatti, senz aprir bocca…un po\’ per il dispiacere del cuy, un po\’ per la vergogna—-
     
    "parliamo inglese fra di noi" suggerisco al marito…"mi vergogno di far vedere ai camerieri che siamo italiani come loro…."😦
     
    quei tipi ricorderanno il lago titicaca "come quel posto dove la pizza faceva schifo"

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