Window seat

 
Come ho già avuto modo di raccontarvi in precedenti interventi, a me in aereo (ma anche in treno) piace occupare il posto di finestrino.
 
In realtà il viaggiatore frequente medio tende a occupare quello di corridoio, ritenuto più comodo perché permette di alzarsi con maggiore facilità, per esempio per andare… a fare la pipì!
 
Io, grazie a una certa resistenza da quel punto di vista, e per assecondare una infantile ma insopprimibile voglia di stare col naso schiacciato contro il vetro a guardare fuori, alla domanda "finestrino o corridoio" so sempre cosa rispondere!
 
Perciò trascorro parte dei miei viaggi "alla finestra", cercando di riconoscere i luoghi che sorvolo.
 
Ultimamente, ho cominciato a scattare qualche foto dall’aereo durante i miei viaggi (per lo più, come sapete, di lavoro), e oggi ho deciso di aggiungerle all’archivio foto del mio space. Sono ovviamente foto molto povere (e anche brutte) tecnicamente, ma l’ambiente e le condizioni di scatto non sono certo favorevoli. Ne aggiungerò altre.
 
Mi rendo conto che sostituire al classico ricordo della visita dei luoghi un ricordo del "trasferimento" per andare nei luoghi stessi può apparire un alienante ribaltamento dell’idea stessa di viaggio. Tenete però conto che – anche questo ormai lo sapete – molto spesso i miei viaggi di lavoro da "criceto", pur interessando mete "esotiche", si riducono al mero trasferimento da un ufficio a una sala di riunione a una camera d’albergo, per cui le foto aeree sono spesso le uniche significative.
  
Alla prossima. Federico.
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2 risposte a Window seat

  1. Cristina ha detto:

    Caro Fede,
    anche a me piace fare foto dal finestrino dell\’aereo, le foto dall\’alto hanno sempre un certo fascino per me…
    Spesso pero mi capita un inconveniente: chiedo sempre il posto al finestrino, ma il rischio di capitare sull\’ala è molto forte: per te che viaggi un business, forse è un rischio moolto remoto, ma per noi comuni mortali .. no!
    non sai che delusione, una volta che volevo fotgrafare la nostra città, ed ero già pronta li\’, con la mia macchinetta, per scopirere, appena seduta, che dal mio posto non di vedeva un bel niente, se non il bianco dell\’ala……
     
    un bacione

  2. Pingback: Paperi senza le ali | Paperi si nasce

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