Le vite degli altri

Ieri sera sono stato al cinema. Spettacolo delle 22 e 30, temevo di addormentarmi. Invece, quando le luci si sono riaccese, all’una meno dieci, avevo gli occhi spalancati, lucidi, la voce spezzata, e la testa piena di pensieri e di emozioni.
 
Ho visto "Le vite degli altri", di Florian Henckel von Donnersmarck, un regista esordiente. Uno dei film rivelazione della scorsa stagione, che ha raccolto tanti riconoscimenti in giro per l’Europa e anche l’Oscar come migliore film straniero.
Racconta l’intreccio della vita di un intellettuale e dei suoi amici con quella di un abile investigatore della STASI (la polizia segreta della Repubblica Democratica Tedesca) che ha l’incarico di spiarlo.
 
Non sono capace di raccontare i film, e non voglio raccontare la trama per non rovinare la visione a chi ancora non l’ha visto.
Dico soltanto che l’ho trovato un film bellissimo, la cui storia è incentrata sull’incontro e lo scontro tra le certezze "incrollabili" della fede politica e del senso del dovere, che portano ad annientare la personalità e i sentimenti, e i sentimenti stessi, che alla fine prevalgono e riescono a piegare le logiche meccaniche di chi è abituato e addestrato a non pensare.
Il film riesce a trasmettere l’angoscia della vita nella Germania prima della caduta del muro, sia attraverso la narrazione della vita dei personaggi, sia attraverso la freddezza e la cupezza dei luoghi, sia interni che esterni. I paesaggi urbani tetri, attraversati da poche persone e da qualche Trabant sfumazzante, i locali pubblici malinconici, gli uffici e gli appartamenti tristissimi.
 
Fra tutte, una scena: quella nell’ascensore, con il bambino e la sua palla. La tensione si libera in una risata, ma c’è dentro tutto il dramma di una persona intelligente che ha annientato la propria autonomia di pensiero per allinearsi ai dettami del regime.
 
Un aspetto che mi ha inquietato è che la storia narrata appartiene appena all’altro ieri. L’altro ieri c’erano degli europei, in paesi civilissimi e avanzatissimi come la Germania, che erano schiavi di un potere poliziesco che tutto controllava e a cui nulla sfuggiva.
Abbiamo rimosso tutto questo, i tedeschi, i cechi, gli ungheresi hanno rimosso tutto questo. Questo è giusto, ma può anche nascondere un pericolo. Perché la Storia deve servire a non commettere di nuovo gli stessi errori, e quindi la memoria e la conoscenza storica devono essere vive, per evitare che, in maniera più o meno subdola, questi momenti così neri possano tornare.
 
Andatelo a vedere.
 
Federico
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14 risposte a Le vite degli altri

  1. Silykot ha detto:

    Grazie🙂

  2. Lilla ha detto:

    "La Storia siamo noi" … tanto nel collettivo, quanto nel personale, gli errori dovrebbero servire per evitare di ricaderci … basta rendersi conto che sono stati "errori" … ma visto tutto quello che succede nel mondo … temo che non tutti abbiano capito o quantomeno … non a tutti fa comodo capire, purtroppo … Un abbraccio.

  3. La Gatta ha detto:

    beh, ora che riesco a stare seduta, ora che riesco a uscire…beh, e\’ ora di tornare al cinema…mi segno il titolo….

  4. rosa ha detto:

    Prendo nota…io divoro i film e vado spesso al cinema🙂
     
    ps: scusa se non mi dilungo ma corro a studiare perchè domani ho un esame…a presto!

  5. nocciolina ha detto:

    grazie per il consiglio…sicuramente cercherò di vederlo, ho già aprrezato il tuo consiglio su Saturno contro, che ho visto e mi è piaciuto molto…
    buon primo maggio anke a te e, mi raccomando, poca pancetta!!!
     
    bacio
     
    lory
     
    P.S. perkè non ti piacciono i tatuaggi? il corpo "sommerso" dai tatuaggi nn piace neanke a me, ma uno solo, piccolino, in un posto che si vede e nn si vede…

  6. agnese ha detto:

    Corsi e ricorsi storici…purtroppo è così, difficilmente l\’uomo impara dai propri errori. E la Storia, magistra vitae, dovrebbe essere di insegnamento per non commetterne più, o quantomeno per non ricommettere gli stessi. Ma pare che non riusciamo proprio ad imparare…
    Credo che vedrò questo film, grazie per la dritta!
    Ciao
    Agnese
     

  7. agnese ha detto:

    Diciamo che conosco persone di vario tipo, o vari tipi di persone, dipende. Io sono convinta che nella vita si debbano frequentare persone di ogni genere, classe sociale, provenienza, cultura, e anche ricchezza. E poi scegliere. Scegliere gli amici, scegliere come si vorrebbe essere e come "non" si vorrebbe essere. Fin quando è possibile farlo, naturalmente. Io riesco a stare bene un pò ovunque, e un pò con tutti. Evito di settorializzare. Anche se sembra in apparente contraddizione con quanto ho appena detto, concludo dicendo che in fondo la bella vita piace a tutti, è inutile negarlo! E tu, che pensi di certi ambientini???
    Bacio e buonanotte.
    Agnese
     
    p.s. Dimenticavo! Salutami il Monte Rosa, visto che ci andrò domani, io posso salutarti Ravello. Giuro, ho cercato su google qualche immagine del posto da inviarti, ma non ho saputo scegliere. Fatti un giretto tu, se puoi. Però sei pure tu che te le chiami…

  8. agnese ha detto:

    Passo ad augurarti il buongiorno, mio nostalgico amico! Stavo pensando che forse farei bene a darmi una regolata, perchè quasi sicuramente il prossimo anno dovrò "salire" di nuovo in Lombardia per lavoro per parecchio tempo…e dunque, altro che gongolare, dovrò innamorarmi del Monte Rosa!
    Condivido la tua opinione su "certi ambienti", compresa la differenza tra il ricco e l\’arricchito. Ci siamo capiti. Eppure io resto convinta che anche tu faccia parte della categoria "riccastri"…
    Buona giornata!
    Un bacio (uno solo, ma buono)—> a Napoli direbbero azzeccoso, che è un altro gran bel termine!
    Agnese

  9. agnese ha detto:

    Risalgo in Lombardia per il mio secondo lavoro, cioè la prof! In realtà io ho vissuto tra lecco e bergamo e poi a milano (zona san siro) tra il 1999 ed il 2001, e ti dirò che mi sono trovata bene (ma io riesco a trovarmi bene quasi ovunque!), anche se , inevitabilmente, mi mancava pure l\’aria di casa mia! Il mio terrore però è un altro: stavolta non sceglierò io, o meglio sceglierò io ma tra le sedi disponibili in ambito regionale. Ciò vuol dire che potrebbe anche toccarmi una scuola di montagna della provincia di sondrio, per dire, e là mi posso pure suicidare! Va bè, ci penserò l\’anno prossimo, ora è davvero presto!
     
    Si è "riccastri" di tante cose…valori, amici, princìpi, e anche soldi…e secondo me a te non manca nulla di tutto questo…
    E comunque per oggi ti perdono tutto guagliò, hai detto un paio cose (naturalmente non ti dico quali…) e mi hai fatta letteralmente squagliaaare…
    Bacissimi
    Agnese 

  10. Antonio ha detto:

    intervenire in questo momento sarebbe….ehm….inopportuno….🙂 anzi, linguaccia,😛
     
     

  11. Paola ha detto:

    Eccomi tornata…
    e la tua recensione mi piace molto… vado a vedere il film in settimana e poi ne parliamo…
    Un sorriso…
     
    Paola

  12. Dinah ha detto:

    beh …se è eper questo…siamo purtroppo ancora immemori di quando ci spiavano dai cavi delle televisioni, quando dentro una grigia città orweliana ci nascondevamo dietro le tende pensando di esser rispettati almeno nel nostro privato … quasi vivendo un sogno ricco di utopia…
     
     
    e oggi non ricordando quello non vogliamo ammettere che intorno a noi c\’è un modo che ci scheda soltanto come numeri, forse formati anche soltanto da un sistema binario…
     
    basta immettere un codice ed ecco che anche il più impensabile sconosciuto sa chi noi siamo…
     
    meno male che a leggerci nel cuore non è ancora in grado nessuno!!!!
     
     
    (scusa il volo pindarico) ma ispirata da questa canzone nel blog ho scritto più di quanto avrei dovuto…
     
     
     
    buona giornata …
     
     
     
     
                                                                                            *littledreamer*

  13. Ferdinando ha detto:

    Mi ricordo il clima che si viveva negli anni \’80, ero un ragazzino ma seguivo parecchio l\’attualità, stranamente. Ed ho vissuto solo gli ultimi anni della cortina di ferro dall\’Italia di confine di allora, posso solo immaginare cosa dovesse essere negli anni \’60 e \’70, e soprattutto dall\’altra parte. Oggi il nemico non ce l\’ha più un viso, è diffuso e potenzialmente ovunque, ma questa è un\’altra storia.

  14. Donatella ha detto:

    Ciao Federico,
    ho sentito parlare molto bene di questo film anche da miei amici di Napoli. Ovviamente, poiché vado al cinema praticamente mai, me lo perderò. Salvo poi far comprare il DVD a mio padre e farmelo masterizzare😉
    Buona serata
    Donatella

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