Ci risiamo…

Premetto che forse è troppo facile, e quindi non è neanche giusto, a posteriori, fare questo genere di commenti.
 
Purtroppo, qualche giorno fa c’è stato un altro fatto di cronaca orrendo, l’omicidio di una giovane donna in Umbria, madre di due bambini e all’ottavo mese di attesa di un terzo. Oggi, sembra che questo caso sia stato risolto.
 
Ancora una volta, bisogna dolorosamente constatare che le paure della gente di fronte a un evento così drammatico e così inaccettabile hanno portato, avevano portato, a identificare immediatamente i colpevoli, cercando di localizzare un nemico da combattere, da cacciare, da sconfiggere… Questo nemico, ancora una volta, era l’Alieno, il corpo estraneo alla comunità, che come tale doveva essere respinto per poter tornare al paradiso precedente.
 
Tutto questo è triste, ma è in qualche modo naturale.
 
Ci sono i giornalisti, però, che per mestiere dovrebbero diffondere le notizie. Dovrebbero sapere di avere una grande responsabilità, dal momento che possono influenzare e pilotare l’opinione pubblica.
E invece, sembra che non considerino questa responsabilità. Il sensazionalismo, la voglia di fare "il pezzo", l’inchiesta, lo scoop, prevale su tutto… Prevale su tutto, ma si accompagna alla incapacità di farla davvero, l’inchiesta… e quindi la si mette insieme con gli avanzi, con la roba marcia: più puzza, meglio è.
Così, mentre ogni persona di buon senso, solo leggendo poche righe di cronaca, si interroga sul fatto che, senza un "movente" di follia, nessun ladro avrebbe ucciso una donna incinta senza motivo apparente, mentre (solo oggi) sentiamo che gli inquirenti fin dal primo momento non credevano affatto all’ipotesi della rapina, i nostri valorosi giornalisti vanno in giro a frugare nei rifiuti.
 
Con un esercizio che, come dicevo all’inizio, è tristemente fin troppo facile, ho cercato nelle cronache immediatamente successive all’episodio. Ho trovato questo articolo, di Repubblica, che è paradigmatico di tutta la vicenda, e che vi riporto integralmente (ho paura che sparisca, come quelli relativi alla strage di Erba):
 
—————————
 
A Marsciano dopo l’omicidio di Barbara Cicioni paura e accuse agli stranieri
"Le badanti sanno cosa c’è nelle case e lo dicono ai loro uomini"

Umbria, l’eden infranto
"Difendiamoci con i fucili"

dal nostro inviato JENNER MELETTI

 
MARSCIANO (Perugia) – L’uomo seduto sulla scala di nove gradini guarda il suo pezzo di paradiso perduto. La sua casa rosa con le finestre verdi, il prato che va verso la strada, con lo scivolo di plastica rosa e arancione. L’uomo con la maglietta azzurra riceve carezze di consolazione, da grandi e da bambini, perché ieri notte qualcuno è entrato dalla porta finestra che si apre sul prato e ha ucciso la sua donna e la bambina che doveva nascere fra un mese. Fino a ieri questa era una corte di persone felici. Le case si guardano in faccia e dietro le diverse porte vivono fratelli, cugini, padri e zii. Una bella corte, con vista su una campagna di vite e di prati che sembra pettinata. Poco lontano, i casali che erano stati abbandonati e ora sono le ville di campagna di inglesi e americani che vogliono vivere fra i tesori dell’Umbria.

E’ arrivata la paura, nel paradiso spezzato. La raccontano in piazza a Marsciano ragazzi alti e grossi che già studiano come stanare il nemico. "Adesso basta, adesso ci si organizza. Facciamo le squadracce, facciamo". Loro sanno già tutto. "Sono stati i ladri, quelli che entrano nelle nostre case di notte e di giorno. Qui c’è pieno di ladri stranieri". Uno di loro, Marco, ha già trovato la pista giusta. "Secondo me sono stati i romeni. Ce ne sono tanti, in giro. E la colpa è nostra, che abbiamo messo in casa le badanti della Romania per i nostri vecchi. Adesso sono arrivati i loro mariti e tutta la famiglia, tanto non hanno più bisogno del visto. E attraverso le loro donne sanno cosa c’è nelle case, dove si può andare a rubare".

Fino a ieri tutto sembrava funzionare come un orologio, in questa terra. Gli "stranieri" erano solo i ricchi inglesi che hanno comprato ruderi di cascinali a 200 – 300.000 euro e ne hanno spesi molti di più per trasformare i fienili in salotti con vista sui vigneti. Hanno portato soldi e lavoro e così anche le case di chi è nato qui – come le famiglie Spaccino e Cicioni, distrutte dalla tragedia – sono diventate come nuove, e con il prato all’inglese davanti. Ma chi lavora la campagna ha ancora memoria del passato.

Fra le viti che sono davanti alla casa rosa ci sono le croci fatte con le canne: sono messe da secoli per scongiurare la grandine. Poi sono arrivati "loro", gli uomini di cui si parla senza mai sentire il bisogno di precisare chi siano, da dove arrivino. "Loro" sono quelli che non sono nati qui e hanno portato la paura.
Nella piazzetta di Cerqueto, il primo paese sulla strada che dalla casa rosa porta alla città, ci sono anche ragazzi e uomini che cercano di ragionare. "Noi non siamo sicuri – dicono Angelo e Saverio – che i ladri siano stranieri, ma certo il dubbio c’è. E c’è anche una certezza: nell’ultimo anno i furti sono diventati una marea. Solo noi conosciamo almeno quaranta persone, in paese e qui intorno, che hanno trovato la casa svaligiata. E non è mai stato preso nessuno. Una volta abbiamo chiamato i carabinieri perché di notte dei ladri stavano entrando in farmacia. Quando sono arrivati, non avevano nemmeno la pila per guardare se fossero nascosti nel prato lì di fronte".

Perugia non è nel Nordest. Qui non ci sono bande specializzate nelle rapine in villa. "L’anno scorso – dicono i carabinieri – in tutta la provincia c’è stata una sola rapina a mano armata in una casa. Qui da noi, fino ad oggi, abbiamo visto all’opera solo ladri che, quando il padrone accende la luce, scappano". Ma la notizia che arriva dalla casa rosa cambia ogni cosa. "Lì i ladri hanno dimostrato che, se li scopri, ti ammazzano. E adesso arriva l’estate e si dorme tutti con le finestre aperte". Già adesso, di notte, si sentono colpi di fucile. Un mese fa è successo anche accanto alla casa rosa. "Per fortuna tanti sono cacciatori. Se vedono un’ombra, sparano. Almeno finora, hanno sparato in aria. Ma adesso cambia tutto".

Un giro in macchina, a vedere la casa del delitto circondata dalle telecamere e dai furgoni della diretta. Poi in casa o al bar, a guardare in tv i volti che si incontrano ogni giorno. Al bar Desirèe il telegiornale interrompe per un attimo il rito dell’aperitivo. "Ecco don Giuseppe". "Il mondo – dice il parroco – sta degenerando. Ora contano solo i soldi e per il soldi non si guarda in faccia a nessuno".

Una strada attraversa tutto il paese. "Vede, qui ci si saluta ancora. Qui c’è ancora qualcuno che fino ad oggi ha tenuto le chiavi sull’uscio di casa". Remo e Stefania, dal bancone del bar, ogni giorno vedono passare il paese, come in un film. "Questa era un’oasi di pace, adesso ci manca solo il mare per diventare un porto aperto a tutti e invaso da tutti. Noi cerquetani siamo 1000, gli stranieri chi li conta? Certo, ci sono gli stranieri che sono i primi ad arrivare al bar per fare colazione alle 6 del mattino perché poi vanno a lavorare. Ma ci sono anche quelli che alle 6 cominciano a ubriacarsi".

Nell’"oasi felice", se arrivava un forestiero, "tutto il paese lo sapeva". "Adesso ci sono troppi sconosciuti e c’è paura a fare tutto, ormai. Qui da noi hanno rapinato l’ufficio postale una settimana fa, e nella borgata di San Valentino sono entrati armati in farmacia. Ce li aspettiamo da un giorno all’altro anche qui al bar". Scende la notte. Basterà un piccolo rumore, e rimbomberanno i colpi di fucile.

(26 maggio 2007)

 
————————
 
Bravo Jenner Meletti. Penso che il Pulitzer quest’anno non te lo tolga nessuno… Una prosa perfino poetica, la capacità di trovare delle opinioni originali e importanti… Una inchiesta di cronaca e un’analisi sociologica…
 
Io leggo Repubblica, generalmente, e lo considero un buon quotidiano… Se conoscessi Ezio Mauro, gli chiederei cosa ne pensa di questa "inchiesta" e di questo suo "inviato"… Mi piacerebbe sentire la sua opinione… e mi piacerebbe anche sentire da lui quando impareremo, quando impareranno a fare del giornalismo vero, in casi come questo.
 
Buonanotte.
 
Federico
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15 risposte a Ci risiamo…

  1. Virginia ha detto:

    In Spagna Federì dove, come si sa, " la rana gracida in campagna "!!!!
     
    Quanto a quello che hai appena riportato non c\’è da commentare molto. La stampa si nutre di sensazionalismi tematici. Adesso sono le donne uccise e le presunte rapine in piccoli centri a far da fulcro centrale dell\’attenzione pubblica. La gente, in genere, merita questo. Sai come è più comodo non ragionare, non tentare di capire, e " dalli all\’untore "? \’ Giorno. Kisses

  2. agnese ha detto:

    Ne abbiamo già parlato, quindi non aggiungerò altro a quanto già detto. Del resto, ogni parola pronunciata ora mi suonerebbe banale, scontata, e soprattutto inutile. Mi limiterò a riportare un titolo: "Fatti non foste a viver come bruti…e il dubbio diventa legittimo".  
     
    Buona giornata, ingegnere!
    Agnese

  3. maria ha detto:

    I giornali e i giornalisti ci marciano sempre su tale genere di notizie!Ma il loro lavoro non induce a sospettare solamente degli  stranieri quando avvengono fatti di cronaca nera!Ricordi il piccolo Tommy ucciso un anno fa?Furono i primi  a untare il dito contro il padre del bambino: prima ancora di avere le prove assolute di un suo coinvolgimento, lo definirono pedofilo e assassino.Le parole, a maggior ragione quelle stampate, perchè incisive su un pubblico più ampio, sono armi potentissime.Resta il fatto che la donna e la sua bimba non ci sono più e ,ancora più aberrante, che  a ucciderle è stato che avrebbe dovuto amarle e proteggerle.Saluti Ing.

  4. Mariko ha detto:

     
    Se fosse sufficiente Repubblica dovrebbe ripubblicare l\’articolo con una serie di "errata corrige"………

  5. Paola ha detto:

    Caro Ingegnere,
    la cosa importante è fare notizia!
    Adesso lo stesso paese che si preoccupava per i troppi stranieri (ladri!!!) invoca la pena di morte per il suo concittadino.
    Ma in un paese dove tutti si conoscono e dove si sa tutto di tutti… dov\’era la solidarietà per questa donna che pare non fosse la prima volta che subiva violenza, non solo dal marito ma dall\’intera sua famiglia… davanti agli occhi innocenti dei suoi figli?
    Gran brutta storia!
    E magari, alla fine, si invocherà l\’infermità mentale… e andremo tutti in pace…
     
    Paola

  6. Lilla ha detto:

    I giornalisti? Come i politici … fanno il loro "mestiere": creano la notizia! Raccontando le cose in modo da ricamare l\’intreccio che la gente vuole sentirsi dire. E\’ allucinante come questi fatti di cronaca siano quasi all\’ordine del giorno … "un giorno di ordinaria follia" … capita all\’extracomunitario … capita al connazionale … tutto sommato persone a noi "estranee" … fino a quando non capita al nostro vicino di casa … al nostro compagno … a nostro figlio … o a noi stessi …
    Quello che i giornalisti raccontano e come lo raccontano è sicuramente importante ma quello che conta veramente è quello che siamo! Questo è veramente quello che mi spaventa … cosa può spingere una persona a commettere un atto così atroce … quale meccanismo scatta nella mente umana … non ci sono parole …
     

  7. La Gatta ha detto:

    te l\’ho detto, viviamo in una puntata dei simpson….siamo tutti gialli e con gli occhi a palla!!!!!
     
    sulla vicenda di cui parli io l\’ho detto dal primo momento "è stato il marito!" a maggior ragione quando ho sentito che a gennaaio la famiglia era già stata vittima di ladri in casa…
    e non dico "l\’avevo detto io!" per farmi bella con il senno di poi, nè per dimostrare quanto io sia perspicace o intelligente, ma semplicemente perchè, da appassionata di libri gialli e telefilm polizieschi, lo so che l\’assassino prende sempre spunto da un fatto vero per crearne uno fittizio….
    da utente della lavanderia lo so che le lavanderie non chiudono a mezzanotte (quindi perchè il marito era tornato a casa a mezzzanotte… con la moglie incinta di otto mesi era strano che se ne fosse andato girando di notte…)…
    da abitante di questo pianeta mi sembra strano che gente ammazzi a botte una donna mentre due bambini dormono di là e non si accorgono di nulla….poi i suddetti malviventi aprono al cassaforte che sanno esistere…
    bah…
     
    e sopratutto, da appassionata di CSI lo so benissimo che la polizia scientifica trova le tracce di sangue nella macchina, nei vestiti, nei capelli, che anche se ti lavi il sangue lo vedono con il luminol, con le sostanze chimiche che diventano rosse, che ormai trova il DNA …
     
    ma, santo cielo, perchè la gente non guarda CSI e impara che la polizia (o i carabinieri, e lo dico per puro campanilismo…eh eh eh ) oggi ha questi mezzi sofisticati e che alla balla del rapinatore straniero non crede piu?
    la tv è cattiva maestra, ma almeno qualcosa ce lo ha insegnato!!!! e che cavolo!!!!

  8. Donatella ha detto:

    Una volta (e quando inizio così mi sento già terribilmente vecchia) alcune professioni, e le chiamavano mestieri, si facevano per vocazione. Al giorno d\’oggi si lavora per soldi. E così un giornalista che dovrebbe avere "amore" per la notizia e la verità dell\’informazione, in realtà lavora per un editore che invece ha a cuore il profitto del proprio prodotto. Il giornale perde la sua funzione di informare per diventare oggetto di consumo. Cosa è che vende? Lo scandalo, il sangue, il torbido. Purtroppo siamo una società di "voyeur" (ed è caratteristica comune di tutte le nazioni) e basta vedere le code che si formano in autostrada dopo un incidente per i curiosi che rallentano a guardare. Come nel Colosseo, vogliamo il sangue…
    Cinica? Forse…
    Buona giornata
    Donatella

  9. VALERIA ha detto:

     
    si ho sentito in questi giorni il caso..
    si cercava la badante rumena spia e il marito rumeno assassino
    e poi…sappiamo come è andata…
    ieri funerale e linciaggio..
    se aspettiamo che i giornalisti imparino qlcosa stiamo freschi
    se aspettiamo che gli italiani imparino qualcosa stiamo…come sopra
    il male è ovunque come la cattiveria
    sono apolidi..
    io vedo solo una donna incinta massacrata
    nel passato c era rispetto x le creature che si portavano in grembo, la donna in gravidanza era sacra
    oggi cosa c è di sacro? nulla…
    non metterei al mondo un figlio x nessuna ragione…
     
    ciao
     
     

  10. Lau ha detto:

    …notizia=bene , ossia prodotto. Così il giornalismo sta facendo la fine dell\’editoria…si pubblicano sempre meno "buoni libri" per lasciare spazio ai libri che fanno notizia…(vedi Melissa P. che se é un\’autrice, io sono un\’astronoma) .
    Si pubblicano sempre meno inchieste degne di essere chiamate tali…per lasciare spazio a cosa? Ad articoli come quello di Meletti…a sensazionalismi, ad accuse stile Medioevo, a colonne che sembrano estratti di romanzetti polizieschi di quarta categoria, quelli con l\’omicidio nella tranquilla cittadina e i sospetti sul forestiero, le ronde di notte per trovare l\’assassino, la gente che vuole farsi giustizia da sola…
    La deriva del giornalismo anche su carta stampata? (perché quello televisivo l\’abbiamo già perso da un po\’)
    Vorrei poter sperare che nno sia così.
    un abbraccio
    Lau

  11. Mauro ha detto:

    Com\’era quella festa?
    ah, sì.
    Il "family day" organizzato per proteggere le famiglie da chi vuole distruggerle,
    e poi leggo che il 70% dei delitti avviene proprio all\’interno delle famiglie.
    Qualcosa non quadra.
     
     

  12. donnarock ha detto:

    E\’un\’idecenza. Io non capisco come facciano a chiamarsi giornalisti, io li chiamerei scrittori. Io mi immagino un giornalista come colui che ti deve dare una notizia, bella o brutta ma comunque in modo neutrale invece no, ormai si cerca di impietosire o di dare sentenze prima di sapere la verità. Non ti dico quello che penso di Fede o di studio aperto: è proprio un\’indecenza. Ma li senti come ti raccontano la vicenda? anzi non ti raccontano il fatto, ma ti mettono la musica di sottofondo e ci aggiungono qualche frase ad effetto che ti strappi anche il lacrimone finale. Maròòòòòòò, che rabbia!!!
     
     
    Comunque a parte questo, mio caro federico…immaginati me con le braccia conserte e che sbatto il piede destra a terra: sto aspettando😉
    Ciaoooooooooooo

  13. agnese ha detto:

    Volevo salutarti, ma mi viene difficile farlo alla mia solita maniera sotto un simile post.
    Però notavo una cosa: ma sbaglio o tra i commenti manca quello della nostra SoleLuna??? Proprio lei…mmm…
    Notte federico, e grazie.
    Agnese

  14. soleluna ha detto:

    Ecco arrivata Soleluna! Come l\’ingegnere già sa, torno da un piacevole "ritiro" casertano, ecco il perchè della mia assenza fino a questo punto.
    Dunque… che dire? Avete perfettamente ragione! E\’ così… l\’informazione è totalmente strumentalizzata, in ogni suo livello. Da scassata-aspirante-praticante giornalista di un quotidiano a diffusione provinciale (passatemi il titolo in buona fede!) ne vedo di tutti i colori… sulla mia stessa pelle: mandi i pezzi e te li pubblicano quando dicono loro, col titolo che vogliono loro, con il tono che vogliono loro (loro sta per "redazione") con il mio nome sotto; scatenano apposta questioni tagliando e cucendo, danno la risonanza opportuna a ciò che gli ormoni indicano quel giorno… insomma… ciò che dovrebbe essere totalmente "super partes" diventa spudoratamente una questione "ad personam". Con ciò non me ne lavo le mani.. personalmente, da buona neofita desiderosa di inparare al meglio i segreti di questa preziosa professione per la quale, è indubbio, ci vuole la giusta vocazione, mi guardo intorno e cerco di capire… Ma anche se ti dicono appena varchi quella fomosa porta "La tua coscienza deve scomparire a vantaggio di quella degli altri", ti rendi conto che sono solo parole.. perchè un attimo dopo quelle stesse bocche dicono "Vai da quello e fa succedere un casino" oppure su una notizia di due righe "Fammi un articolo da 2000 battute" e tu giri e rigiri la frittata, o invece su un fatto importante ma scomodo falciano il tuo pezzo alla grande… L\’unico interesse è vendere, non informare. Insomma, come diceva qualcuno, non mi ricordo se famoso o no, ma forse era un mio amico, "fare il giornalista è un pò come fare la prostituta". Fermo restando che c\’è anche chi lo fa bene, e con dignità. Spero un giorno di diventare uno di quelli.

  15. Federico ha detto:

    Ho seguito in silenzio le vostre risposte, che condivido tutte a trecentosessanta gradi…
     
    Non c’è niente da aggiungere, salvo la rabbia ulteriore che viene leggendo le notizie degli ultimi giorni… Ieri il giornale diceva che tutti sapevano delle violenze che questa donna subiva… Tutti in paese sapevano… Oggi leggo che quest’uomo nella sua lavanderia “ci provava con tutte”… Non so se credere anche a queste notizie, però due riflessioni si fanno strada.
    La prima riguarda ancora i giornalisti: se era tutto così evidente, come mai sono venuti fuori articoli come quello che ho riportato?
    La seconda riguarda (e sottoscrivo pienamente quello che dice Paola) la gente del paese. Il classico paese dove tutti si conoscono e tutti sanno tutto, magari anche delle badanti romene e dei loro mariti, però nessuno aveva mai mosso un dito, evidentemente, per mostrare solidarietà e aiuto pratico a questa povera donna… Che tristezza.
     
    Una sola ulteriore considerazione. Si tratta di eventi tristissimi e bruttissimi, siamo in una società che spettacolarizza tutto, ma io rimango e voglio rimanere ottimista. Certo, è dura. Per i nostri figli potrà essere meglio o peggio, ma non credo che ci si debba rifugiare dentro il pessimismo più nero e affermare, come fa fra gli altri Vale, che non vale la pena mettere al mondo dei figli in questo mondo… Se i nostri nonni l’avessero pensata così, prima e durante la guerra o subito dopo, oggi non ci sarebbe nessuno di noi… Ehi, chi ha sussurrato che sarebbe stato meglio?
     
    Un abbraccio. Federico

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