Brest, Prevert, e il bello del blog

Qualche tempo fa, in una delle varie catene che di tanto in tanto ci tormentano (o ci divertono) nel nostro paesello virtuale, c’era pressappoco la domanda: quali sono i motivi per cui vale la pena avere un blog?
Ebbene, l’altro giorno ne ho sperimentato uno.
Avevo inserito un banale post in cui mi facevo vivo e aggiornavo sulle mie coordinate, e due delle mie amiche, Virginia prima e la Gatta poi, avendo associato al luogo in cui mi trovavo, Brest in Normandia, una poesia di Prevert che conoscevano, me l’hanno riportata o citata.
 
Ho aperto il blog nel corso della mia giornata lavorativa, appunto a Brest, mentre stavo attendendo che una riunione cominciasse. Mi ero fugacemente affacciato a vedere le novità, e sono stato folgorato dai loro commenti, da quella poesia, che io non conoscevo. Una poesia che mi ha emozionato, che mi ha fatto rivedere con un occhio diverso quella città un po’ grigia e poco familiare, né antica né moderna, in cui avevo fatto quattro passi la sera prima, quel lungo corso, rue de Siam, che sale verso la piazza principale, il porto, e perfino quella pioggia sottile che "cade senza tregua su Brest", specialmente in questa stagione, e che ti inzuppa tutto…
 
Ecco, il mio stato routinario di quel momento ha incontrato una sollecitazione, una scintilla profonda che è arrivata dal piccolo mondo del blog, e che mi ha fatto cambiare il modo di percepire la realtà che mi circondava. Non foss’altro che per questo, per questo incontro, vale la pena avere un blog.
 
Grazie ancora a Virginia e alla Gatta e a tutte le altre persone che mi fanno compagnia e a cui provo a fare compagnia.
 
Ecco di seguito la poesia, in francese e in italiano, per chi l’ha persa nei commenti del precedente post:
 
Barbara (Jacques Prevert)
 

Rappelle-toi Barbara
Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là
Et tu marchais souriante
Epanouie ravie ruisselante Sous la pluie
Rappelle-toi Barbara
Il pleuvait sans cesse sur Brest
Et je t’ai croisée rue de Siam
Tu souriais, et moi je souriais de même
Rappelle-toi Barbara
Toi que je ne connaissais pas
Toi qui ne me connaissais pas
Rappelle-toi, Rappelle-toi quand même ce jour-là
N’oublie pas
Un homme sous un porche s’abritait
Et il a crie ton nom
Barbara
Et tu as couru vers lui sous la pluie
Ruisselante ravie épanouie
Et tu t’es jetée dans ses bras
Rappelle-toi cela Barbara
Et ne m’en veux pas si je te tutoie
Je dis tu a tous ceux que j’aime
Même si je ne les ai vus qu’une seule fois
Je dis tu a tous ceux qui s’aiment
Même si je ne les connais pas
Rappelle-toi Barbara, n’oublie pas
Cette pluie sage et heureuse
Sur ton visage heureux
Sur cette ville heureuse
Cette pluie sur la mer, sur l’arsenal
Sur le bateau d’Ouessant
Oh Barbara, quelle connerie la guerre
Qu’es-tu devenue maintenant
Sous cette pluie de fer
De feu d’acier de sang
Et celui qui te serrait dans ses bras
Amoureusement
Est-il mort disparu ou bien encore vivant
Oh Barbara
Il pleut sans cesse sur Brest
Comme il pleuvait avant
Mais ce n’est plus pareil et tout est abîmé
C’est une pluie de deuil terrible et désolée
Ce n’est même plus l’orage
De fer d’acier de sang
Tout simplement des nuages
Qui crèvent comme des chiens
Des chiens qui disparaissent
Au fil de l’eau sur Brest
Et vont pourrir au loin
Au loin très loin de Brest
Dont il ne reste rien.

 

Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Raggiante rapita grondante, sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua su Brest
E t’ho incontrata in rue de Siam
E tu sorridevi, e sorridevo anche io
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati, ricordati comunque di quel giorno
Non dimenticare
Un uomo si riparava sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia
Grondante rapita raggiante
Gettandoti tra le sue braccia
Ricordati di questo Barbara
E non volermene se ti do del tu
Io do del tu a tutti quelli che amo
Anche se non li ho visti che una sola volta
Io do del tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara, non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
Sul tuo viso felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare, sull’arsenale
Sul battello d’ Ouessant
Oh Barbara, che cazzata la guerra
E cosa sei diventata adesso
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco acciaio e sangue
E lui che ti stringeva fra le braccia
Amorosamente
È forse morto disperso o invece vive ancora
Oh Barbara
Piove senza tregua su Brest
Come pioveva prima
Ma non è più cosi e tutto si è guastato
È una pioggia di morte desolata e crudele
Non è nemmeno più bufera
Di ferro acciaio sangue
Ma solamente nuvole
Che schiattano come cani
Come cani che spariscono
Seguendo la corrente su Brest
E scappano lontano a imputridire
Lontano lontano da Brest
Dove non c’è più niente

 

 
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6 risposte a Brest, Prevert, e il bello del blog

  1. Virginia ha detto:

    ehi, buongiorno! si pò dire che la poesia aiuta a vivere? penso di sì…

  2. Mauro ha detto:

    A me torna in mente il titolo di un film di Fassbinder che però non ho visto: Querelle de Brest.
    Mi sembra che ci stia bene come titolo anche per questo intervento.
    buona domenica
     

  3. donnarock ha detto:

    Sai federico, anche io ho tanti motivi per amare il mondo dei blog. E\’difficile spiegarlo a chi non ce l\’ha ma si vivono veramente mille emozioni, La parola giusta detta al momento giusto, un\’immagine particolare, i legami che si creano, le sintonie che nascono.
    Mio fratello a volte mi gaurda ridere o sorridere davanti al monitor e mi prende per pazza e, guardandomi anche io da fuori, mi rendo conto che può sembrare follia ma non è così … e noi lo sappiamo eh?😉

  4. La Gatta ha detto:

    bellissima!!grazie e stragrazie!!!trovo bellissima quetsa immagine"Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-làEt tu marchais sourianteEpanouie ravie ruisselantes sous la pluie"

  5. Sonja ha detto:

    Avevo scelto il nome di mia figlia dopo aver letto questa poesia….
    Sono amante delle poesie di Prévert e Pessoa (passioni contraddittorie, ma perfettamente in sintonia con il mio modo di essere).
    Ritrovarla qui é….
    Non aggiungo altro….

  6. di lorenzo giovanni ha detto:

    La guerra, purtroppo, distrugge tutto, affetti, amori, emozioni, sensazioni. E tutto non sara’ mai piu’ come prima.

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