Napoli, ventotto dicembre duemilaesette

Ieri a Napoli c’è stato un incontro fra blogger o meglio – direi – fra persone che attraverso l’uso del blog si sono conosciute (“blogger” la continuo a pensare una denominazione che non si addice alla maggior parte di noi).

E’ stato l’evento promosso da Nando e Mauro e da loro battezzato Bar-Campania, per ironica assonanza con i bar-camp che sono i raduni fra blogger “veri”.

 

Non mi voglio soffermare sul resoconto dettagliato della giornata, che immagino – non ho ancora visto gli altri blog – è stato o sarà ampiamente riportato e documentato fotograficamente.

Voglio però almeno riportare qualche sensazione.

L’incontro ha fatto ritrovare membri della diaspora napoletana: la “genovese” Donatella, Nando fuggito dal fantabosco di San Donato Milanese, e il sottoscritto in arrivo dall’Alto Milanese (o dal basso varesotto, fate voi), con gli indigeni: il napoletanissimo Mauro e la gragnanese Maria (con accompagnatore), e con – special guest – la torinese Lea (con accompagnatore). Io non conoscevo nessuno di loro personalmente.

Tuttavia, ancora una volta, si è riprodotto il “miracolo” che avevo già avuto modo di vivere a Roma qualche mese fa: appena ci si incontra, e si associa finalmente un volto e una voce all’icona di msn, si comincia a conversare come se ci si conoscesse da anni, già conoscendo di ciascuno le opinioni, le abitudini, le preferenze…

Così, lentamente, ho avuto modo di rafforzare e completare quelle che attraverso la lettura erano già impressioni ben solide, e ho confermato la convinzione di trovarmi nel mezzo di un gruppo di bellissime persone.

Inevitabile per me pensare al modo in cui i media trattano questi luoghi di incontro virtuale. Si legge sempre di luoghi di alienazione, di isolamento, quando non se ne parla come mezzi utili a favorire reati e traffici di ogni genere… Saranno tutte cose vere ma, se ogni tanto permettono anche di conoscere qualche personcina come quelle che ho avuto la fortuna di incontrare io, beh, il rischio vale la pena di essere corso!

 

Tornando a noi, la giornata è stata piacevolissima, complice il tempo splendido e l’incredibile palcoscenico napoletano.

Dopo il caffè in piazza Trento e Trieste e la sosta (e relative foto) alla installazione di Pistoletto (*) in piazza Plebiscito, ci siamo aggirati praticamente per tutta la giornata nel centro storico, in una lenta e piacevole passeggiata-chiacchierata. La larghezza delle affollate vie napoletane non permetteva di procedere in gruppo compatto, e quindi eravamo generalmente spezzati in più gruppetti e, come ciclisti in una tranquilla tappa di trasferimento, c’era un continuo trasferimento da un gruppetto all’altro, lasciando e prendendo conversazioni a metà, ma senza mai interromperne la piacevolezza.

 

C’era sempre un occhio attento alle reazioni dei “torinesi” alla visione delle meraviglie del centro storico napoletano, perché si sa, noi siamo tutti molto orgogliosi della qualità e della originalità del nostro patrimonio umano e culturale, ma ci sentiamo talvolta sotto esame, e abbiamo spesso paura che “gli altri” non riescano ad apprezzarlo, magari prevenuti o impressionati dagli aspetti meno piacevoli della quotidianità napoletana… Credo che stavolta l’esame sia stato ampiamente superato, perché i nostri torinesi erano di quelli che sanno apprezzare le cose belle… D’altra parte, erano con noi… Personalmente, auguro loro di continuare a divertirsi nel loro soggiorno napoletano, e spero egoisticamente che gradiscano in particolare la visita della Napoli Sotterranea e la visione della “Trilogia della Villeggiatura” di Goldoni al Mercadante, cose di cui mi sento personalmente responsabile.

 

Così, fra una chiesa e un caffè, fra il taciturno (l’avreste mai detto?) Nando e la entusiasta Lea, in un cavalleresco confronto fra calzone ripieno e bagnacauda (ma, almeno ieri, il calzone ha trionfato…), fra Reggia di Caserta e Venaria, fra vicoli di Spaccanapoli e portici di via Roma, la giornata è andata.

Io mi sento di aggiungere ai saluti che ci siamo scambiati ieri un altro grazie di cuore a tutti voi, per il calore e per l’amicizia. Spero che ci siano altre occasioni del genere, magari in altre parti d’Italia, magari in compagnia di quelli e quelle che ieri non sono riusciti a unirsi a noi.

Un abbraccio e un augurio di Buon Anno. A presto!!!!!  Federico

 

 

*) un piccolo commento all’installazione di Piazza Plebiscito. Riproduce una mappa dei paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo, completata dalle scritte (sia sulla mappa che – in tutte le lingue – lungo il colonnato della chiesa di San Francesco di Paola) che incitano ad amare le differenze. Non entro nel merito del valore artistico, ma ne ho apprezzato il significato emotivo e culturale. Mentre passeggiavamo sulle nazioni riprodotte, mi è venuto in mente un passo di “Napòlide” di Erri De Luca, che sto rileggendo in questi giorni, che ho già citato qualche giorno fa in un’altra occasione, e che vi suggerisco di trovare e leggere, se non l’avete già fatto. Ve lo riporto qui, perché mi sembra che contenga in sé la spiegazione di quella installazione in quel luogo.

 

Si vuole che la città appartenga al Sud, anche se si trova al centro del Mediterraneo, che è il continente e contenitore della penisola. Siamo d’Europa solo per la cresta di gallo delle Alpi, siamo di mare per tutto il resto del corpo. Per chi è nato qui, in questo esatto centro, dirsi del Sud è un errore geografico recente, dovuto all’unità d’Italia.

Se tracci una linea da Marsiglia a Beirut, da Trieste a Tripoli, dal delta del Nilo a quello del Rodano, dalla Voiussa all’Ebro,trovi lì la citta, bisettrice del mare che rende Africa e Oriente, slavi, arabi e latini, popoli di un’unica riviera, tutta gente di costa. Quel mare è la stanza su cui si aprono le nostre porte, comprese le acque del Mar Nero e la città di Odessa, carica di vigne e di fichi, di pagine meridionali scritte dal suo Isaak Babel’

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7 risposte a Napoli, ventotto dicembre duemilaesette

  1. Mauro ha detto:

    Son contento della buona riuscita dell\’evento e delle persone che vi hanno partecipato.
    Auguri ancora.
     

  2. Virginia ha detto:

    che bell\’incontro!!! sono davvero convinta che ci siano i miracoli, come tu dici, anche in questo "luogo di perdizione", e quello che avete vissuto ieri ne aveva tutta l\’aria.
    non mi meraviglia affatto sapere di un nando taciturno. penso che debba essere molto timido…
    torno più in là a farti gli augurixxx

  3. maria ha detto:

    E\’ stata una giornata davvero bella:rilassante!
     Ernesto (http://alcoor.spaces.live.com/) ed io
    abbiamo trovato la compagnia di tutti voi davvero piacevole!
    Sarebbe bello riorganizzarci in futuro!
    Ciao Ing!!!! 

  4. Lilla ha detto:

    Wow … bello, bellissimo … ma del resto … anche se "personalmente" conosco solo te e Mauro … non avevo dubbi … perchè immagino che anche gli altri siano sulla stessa "lulnghezza d\’onda"!! Sono proprio contenta per voi … chissà … magari la prossima volta potremmo essere di passaggio lì anche io e Mr. Lillo … mai mettere limiti alla Provvidenza ;-)Auguri tanti, caldi, affettuosi! Un abbraccio grande.

  5. Silykot ha detto:

    E\’ ORA DI FARE UN RADUNO AL NORD!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. Virginia ha detto:

    anche la mia città merita una visita!!!
    ad ogni modo un viaggio a milano prima o poi dovrò farlo, sennò le mie ziette mi depennano dalla lista del parentame!
    napoli è una città bellissima come può esserlo una bella zingara. tutte le volte che ci metto piede alterno momenti di fastidio o momenti di estasi. l\’ultima volta, l\’anno scorso, è stata per una gita scolastica alla città della scienza a bagnoli. posto stupendo, una bellissima ristrutturazione, ma poi all\’esterno…

  7. nicla ha detto:

    Mi spiace, mi hanno obbligato a pubblicare entro il 29 i risultati dell\’esame di programmazione, senza preavviso. E così ho dovuto correggere i 50 elaborati in due giorni😦 Non sai quanto m\’è dispiaciuto non esserci. Vi ho pensato. Ora leggo i vostri post. Uf.

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