Frammenti al volo

Sono da domenica sera a San Diego: E’ quindi ora di ripartire.
Niente di particolare da segnalare, di San Diego vi ho già raccontato. E’ una città "normale", terribilmente americana, è affacciata sul mare, e ha una stupenda skyline fatta di palazzi moderni, ma per il resto non la trovo particolarmente affascinante (per me, almeno).
C’è troppo cemento, troppo "uomo". Dove c’è una insenatura, trova posto un porto turistico, dove c’è uno spazio grande, un aeroporto, dove c’è uno spazio piccolo, dei grattacieli… Penso a come doveva essere questa zona, con le sue colline tormentate ricche di vegetazione rigogliosa, le isolette, i golfi, quando il cemento non c’era ancora. Un paradiso!
Di paradisiaco però una cosa è rimasta: il clima è assolutamente spettacolare! Cielo sereno, sole tiepido, aria calma. Anche di questi tempi, si può girare in maniche di camicia. E’ un piacere passeggiare, in riva al mare ma anche in mezzo ai palazzi.

 
E passeggiando, si scopre una città tranquilla, dove la vita scorre (apparentemente) senza stress. Non c’è molto traffico, la sera c’è tanta gente per strada, in giro per ristoranti, per locali. Ci sono molti posti dove si fa musica dal vivo.
 
*****
 
Il viaggio di andata è stato lungo e noioso, ma ha avuto un momento emozionante.
Complice l’ora del volo, ma soprattutto le rare condizioni meteo, ho potuto assistere a uno spettacolare sorvolo della Groenlandia, generalmente coperta dalle nuvole.
Nell’avvicinamento, il mare si è rapidamente riempito di gigantesche lastre di ghiaccio, sempre più frequenti e più ravvicinate, fino a formare un tappeto bianco senza apparente soluzione di continuità. Dopo, raggiunta la costa, si sono viste le montagne ghiacciate dell’entroterra. Il tutto era esaltato dalla magica luce delle prime ore del giorno, che proiettava lunghe ombre spettrali su questo panorama di un bianco abbagliante.
Ho ripensato ai ghiacciai della Norvegia e dell’Islanda che ho visto, a quelli dell’estremità meridionale del continente americano, che ho immaginato attraverso i racconti e le foto della Gatta e di Antonio. Ho tanto desiderato fare un viaggio in questa terra incredibile.
 

 
Poi, mano a mano che l’aereo si spostava verso ovest e soprattutto verso nord, verso la notte artica, siamo sfuggiti al sole che sorgeva, lasciando l’alba e entrando di nuovo nella notte fonda. Il panorama è sparito, inghiottito dal buio.
Difficile raccontare la bellezza della visione, impossibile esprimerla attraverso le poche foto prese attraverso il finestrino opaco dell’aereo.
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9 risposte a Frammenti al volo

  1. Michele ha detto:

    Brrrr… però: che spettacolo !

  2. Donatella ha detto:

    Per fortuna che oggi ho messo su due maglioni (uno di pile e sopra quello di lana)… io so\’ freddolosa!!!!
    Buon viaggio

  3. Silykot ha detto:

    Che bello!
    Il panorama è mozzafiato, ma…….
    IO ASPETTO SEMPRE IL PRIMO PREMIO DEL CONCORSO "IL CONGIUNTIVO: QUESTO SCONOSCIUTO"!!!!!
     
    Grrrrrrr!!!!

  4. Lilla ha detto:

    le foto sono meravigliose … ma immagino che certe cose viste "dal vivo" regalano emozioni così intense che è difficile metterle nero su bianco!!
    sono rimasta colpita dalla tua frase "dove c\’è uno spazio piccolo, (trovano posto) dei grattacieli" … gulp … il concetto di "piccolo" è veramente relativo  … se ci vado io rischio di essere calpestata … magari mi scambiano per una formica!!!😉
     

  5. agnese ha detto:

    Ma santa pace, ma tu da noi che vuoi? Cioè, ti pare normale che ci devi raccontare di San Diego così…E poi  non  cercare di fregarci…quando c\’era la vegetazione, c\’eri già pure tu!!!  Magari polemico come ora, perchè magari allora c\’era "troppa" vegetazione, e poco ordine umano…Buon rientro in Lombardia, ingegnè, che a te solo quella ti ci vuole! L\’unico luogo del mondo in cui non hai mai nulla da obiettare…chissà com\’è… Agnese

  6. maria ha detto:

    Qui in Campania sta facendo un freddo polare!

  7. Virginia ha detto:

    che belle le foto dall\’aereo! avrei bisogno di un po\’ di sole che riscalda. sono stufa di tramontane…

  8. agnese ha detto:

    Ehi, anche io voglio sapere la storia del congiuntivo….me la sono persa! E poi, chi è che si permette di sostituirmi nel correggerti? Sebbene ingrato, quel ruolo lo sento abbastanza mio…
     
    Ciao
    Agnese
     
    p.s. Ieri ho raccontato ad una mia collega la storia dell\’ora in America…e di me che volevo convincerti che avevo ragione io sull\’ora esatta del paese in cui TU ti trovavi…che pazienza, Federì..!!!

  9. Kalispera ha detto:

    Ho guardato anche le foto dell\’album e, devo dire, che quella della Groenlandia postata sopra, è decisamente affascinante. Anche la foto del palazzo con la città riflessa, mi piace molto e dalla tua descrizione, mi verrebbe voglia di girare in abiti leggeri a cercare bellezze anche in quella americana normalità.Ciao.
    Kalispera

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