Khorosho

Sono tornato all’alba di venerdì dal mio viaggio in Russia.
Soddisfatto? Diciamo di sì, perché oltre ad aver avuto interessanti incontri di lavoro, andare in Russia mi diverte sempre, per i luoghi (così vicini ma così lontani) e per la gente (cordiale, ospitale e un po’ matta). Ho visto qualcosa di nuovo, anche se non tutto bello. Ho avuto una esperienza memorabile di vita russa. Il tutto accompagnato da significative assunzioni di alcol, per le quali il mio fegato, sicuramente, ringrazia.
 
Ma andiamo per ordine.
 
La prima tappa è stata San Pietroburgo. E’ una città piena di fascino, non c’è bisogno di dirlo. Il fascino della sua fisionomia di città del nord, il fascino del fiume Neva e dei canali (ancora più affascinanti in questo periodo, essendo gelati), il fascino della storia degli ultimi tre secoli che trasuda dai suoi palazzi e dalle sue strade, il fascino della struttura urbanistica e architettonica, opera degli architetti italiani che nel settecento hanno "fatto" la città.
A San Pietroburgo sono arrivato nel pomeriggio e (riuscendo a sfuggire alla soffocante gentilezza della accompagnatrice, che voleva prendersi a tutti i costi prendersi cura di noi per tutta la serata) io e un mio collega siamo riusciti a farci una bella passeggiata toccando la Neva e i suoi ponti, l’Ammiragliato, la meravigliosa piazza su cui si affaccia il palazzo d’Inverno (sede dell’Ermitage), la prospettiva Nevskij. Chi conosce la città sa di quali meraviglie e di che atmosfera sto parlando. Chi non la conosce, beh, ci vada! Io ero alla mia terza visita, ci sono stato anche per vacanza e quindi sono riuscito a godermela abbastanza, ma il clima magico, i bei palazzi, perfino i cartelloni pubblicitari che a ogni angolo di strada ricordavano le opere d’arte dell’Ermitage, mi hanno fatto venire voglia di tornarci ancora. La prossima volta vorrei che fosse in Giugno, nel tempo delle Notti bianche, che a quanto sembra aumentano ulteriormente la magia di questa città. La passeggiata è stata lunga abbastanza da farci sfiorare l’assideramento, ma è stata bellissima. Ci siamo proposti di ritornarci anche il giorno dopo.
Purtroppo, però, la giornata successiva non è andata come avremmo voluto. La giornata di lavoro è cominciata presto, è stata abbastanza intensa ed è durata fino alle cinque e mezza del pomeriggio. La riunione si è svolta nel palazzo sede della ditta che ci ospitava. Un enorme palazzone degli anni ’40, esempio di architettura socialista, che sicuramente aveva visto altri fasti. Adesso, le scalinate erano malconce, i corridoi polverosi con i parquet scassati, le vetrate colorate inneggianti alle sorti della rivoluzione erano abbastanza a pezzi… Peccato!
Arrivata la fine della riunione, speravamo di avere tempo per un’altra passeggiata, ma i nostri colleghi locali ci hanno invitati a cena, con inizio alle sei (!). Niente da fare, quindi: corsa in hotel e subito a tavola. La cena ha rispettato il classico copione di queste occasioni. Quantità notevole di cibo pesantissimo (ma buono!) e, soprattutto, Vodka. Dal momento in cui ci si siede a tavola, è cortesia scambiarsi dei brindisi. La maggior parte dei commensali ne vuol fare almeno uno, qualcuno va oltre. Ad ogni brindisi, in teoria, ci si dovrebbe scolare un bicchierino di vodka. Dato che eravamo almeno una dozzina di persone, fate un po’ voi. Io sono riuscito a limitarmi a bagnare le labbra, nella maggior parte dei brindisi. Non accettare di farsi riempire il bicchierino, viceversa, non è possibile: la prendono come un’offesa personale!
Il giorno dopo, ancora riunione nel palazzo cadente, e poi direttamente in aeroporto, per prendere un volo per Mosca, e affrontare la seconda parte della missione: il meglio doveva ancora arrivare! Ma ve lo racconto la prossima volta.
 
Ah, a proposito. la parola Khorosho con cui ho intitolato questo post (e che si pronuncia più o meno carasciò) significa più o meno va bene, molto bene. Nelle conversazioni fra russi la si sente praticamente sempre!
 
 
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11 risposte a Khorosho

  1. Donatella ha detto:

    e così sappiamo come si dice OK anche in Russia :-))
    Non ci sono mai stata da quelle parti, ma i miei hanno visitato sia Mosca che S. Pietroburgo e sono rimasti affascinati da quest\’ultima… Devo proprio rinnovarlo il passaporto, sono mesi che ci penso ma non lo faccio mai!

  2. rosa ha detto:

    San Pietroburgo! Quando sono stata a Mosca me ne hanno parlato tutti…ci vorrei tanto andare… Finalmente sei riuscito a farti un giro!!!:-)

  3. Signora ha detto:

    certo che leggere questo post… e sentire nelle orecchie un amico che mi ha proposto libagioni a base di caviale beluga e vodka… mannaggia a me… che ho rifiutato! ma aspetta che me lo riproponga… col piffero che dico di no! ;-))
     
    Ah… bentornato!

  4. Michele ha detto:

    Beato te…

  5. Kalispera ha detto:

    ARGH!
    E mi invidi la settimana sulle Alpi?
    Dopo la tua descrizione di San Pietroburgo, mi pare di camminare nel freddo e restare affascinata da ciò che mi circonda (ma la vodka, non so se la reggerei!)
    Grazie anche per le descrizioni "architettoniche" ;0))
    E poi…
    L\’ERMITAGE!VOGLIO VEDERE L\’ERMITAGE!
    Uff…sto "rosicando"…
    Me ne starò qui, seduta in un angolo del blog, in attesa del seguito del racconto!
    (potevi mettere una panchina, no?)
    Buona giornata.
    Kalispera

  6. La Gatta ha detto:

    Здравствуйте!
     
    in russia trangugiai quasi mezza bottiglia di vodka senza effetti…ma solo perchè la bevvi all\’aperto sotto al neve e credo che i fumi dell\’alcol servirono per scaldarmi (il mio sistema di termoregolazione è decisamente pessimo…)
    😮
     
    a san pietroburgo mi piacerebbe tantissimo andare, me ne dicono tutti meraviglie…prima o poi…
     
    До Свидания

  7. Lilla ha detto:

    hic …  ho letto tutto d\’un fiato … hic … e … ora mi gira la testa … hic … ma quante bottiglie … hic … abbiamo bevuto … hic ?????????? 😉
    bentornato ingegnere!!!
    PS: sicuro che "carasciò" sia un modo per dire ok … e non un modo per allontare dolcemente la propria compagna/moglie/fidanzata??
     
     
     

  8. Mauro ha detto:

    Mi ricordo quella volta, in Russia, eravamo io, Nando, Michele, Gorbaciov e Pugaciov, Wess e Dori Ghezzi, Nurejev e Michele Strogoff, il dottor Zivago e il dotttor Stranamore a bere vodka e a cantare e ballare sulle note di Casatshock, il ballo della steppa….
    che tempi! 

  9. agnese ha detto:

    Strano…mi è sfuggita la polemica su questi luoghi…Vuoi vedere che il varesotto risulta assimilato alla Russia??? Gli unici posti che non sono sottoposti a polemica! Incredibile, direi.
     
    Sarei curiosa di sapere in quali occasioni, e ripeto in quali occasioni, tu, e sottolineo tu, abbia pronunciato la parola Khorosho…(va bene, molto bene)…
    Mi immagino la scena, e la cosa mi inquieta alquanto.
     
    Ciao ingy!!!

  10. soleluna ha detto:

    Meno male che prima di cliccare su  "Aggiungi" ho riletto… avrei rischiato di scrivere più o meno le stesse cose dell\’amica mia qua sotto…
    Ingegnè, dobbiamo fare al più presto una delle nostre mitiche multi-conversazioni a tre… ci hai "appese" a me e Coffee per una matrioska russa, eh?!

  11. Michele ha detto:

    Uhm… tu che conosci i posti, potresti fare l\’impresario del trio…

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