Korosho (quarta e -veramente- ultima parte)

Approfitto di una pausa all’aeroporto di Londra, nel mio viaggio verso il Pakistan, per onorare la promessa e chiudere il racconto del viaggio russo… Anche perche’ altrimenti le cose si accavallano…

 

Per i distratti, vi ricordo che le puntate precedenti sono qui (prima puntata), qui (seconda puntata), qui (terza puntata).

 

——-

 

Allora, il nostro Dirigente ci lascia al tavolo e si dirige verso un altro angolo della sala, dicevo, dove avevo visto nella penombra una presenza femminile.

 

Raggiunta dal Dirigente, la donna si alza e, insieme, vengono verso di noi. Il Dirigente ce la presenta: è Irina.

Ho voglia di darmi un pizzicotto per svegliarmi. Ho appena visto il posto dove dovrei trascorrere la notte, adesso sono in uno squallido locale anni settanta, con un signore che parla solo russo, e con Irina…

Irina è piuttosto carina e molto giovane. Avrà venticinque anni, tutt’al più. Ha un viso da ragazza semplice, ma è vestita, pettinata, truccata e profumata in maniera vistosa e imbarazzantemente kitch. Inguardabile. E poi ha delle unghie di cinque centimetri di lunghezza, di un rosso brillante e con le punte dorate… Nei nostri sguardi si legge un grosso punto interrogativo. Chi è questa, mo’? Confesso di aver pensato perfino a una manifestazione distorta di ospitalità da parte del Dirigente. Non è possibile…

 

Irina: particolare della mano

 

I miei dubbi sono fugati immediatamente… Irina è "l’amica" del Dirigente. Secret love, ci dice lui.

Uno spettacolo di coppia. Vorrei farvi vedere le foto, ma non mi sembra giusto violare la privacy. Comunque, lui è un corpulento omone sessantenne, lei una bella ragazza venticinquenne: ma che ci volete fare, l’amore è cieco e trionfa sempre su tutto!

 

Cominciamo a cenare. La cena è buona, come sempre. In sottofondo, non so se in nostro onore, canzoni italiane e francesi. Mi sono ripassato tutto il repertorio di Cutugno, insieme a un certo numero di (a me) meno noti chansonnier francesi. A un certo momento, l’inconfondibile attacco di Je t’aime, moi non plus

La scena è di quelle indimenticabili. Provate a immaginare. Un luogo inquietante, presenze imbarazzanti, velluti, damaschi e specchi, polvere, la musica…

 

Je vais je vais et je viens
Entre tes reins
Je vais et je viens
Entre tes reins
Et je
Me retiens           

 

di fronte a me Irina che fuma il narghilé – sì, perché nel frattempo è arrivato anche un enorme narghilé argenteo – con in sottofondo gli orgasmi di Jane Birkin…

 

Tu es la vague, moi l’île nue
Tu vas tu vas et tu viens
Entre mes reins

Tu vas et tu viens
Entre mes reins
Et je
Te rejoins

 

Svegliatemi, è tutto un sogno!

 

Com’è, come non è, la cena finisce. Il Dirigente e Irina ci riaccompagnano a casa (oh, no, la casa… me l’ero quasi dimenticata!)

 

Ritorniamo nel vicoletto, ritorniamo nelle tristi scale, rientriamo in casa. Notiamo che è Irina a fare gli onori di casa. Si dirige verso la cucina, apre con perizia alcune antine, tira fuori dei vasetti già iniziati di caviale, di cetrioli sott’aceto, sottilette, prepara un piccolo snack. Il Dirigente sbuccia delle arance, compare l’immancabile Vodka… Una mezz’oretta di dialogo muto, molta gestualità… Si ride… Irina in fondo è simpatica, dev’essere davvero una brava ragazza… Guardo lei e guardo lui, che tristezza…

Abbiamo capito che questa, oltre ad essere una dependance della Ditta, è la loro alcova segreta… Forse lei è perfino contrariata che le abbiamo rubato la casa, stasera. O magari è contenta, si risparmia una serata col Dirigente! Ancora un po’ di convenevoli, poi ci salutiamo e ci diamo appuntamento alla mattina dopo. Vanno via…

 

Rimasti soli, io e il mio collega giriamo per casa, e adesso ci è facile trovare segni inequivocabili del passaggio dei nostri piccioncini. In bagno ci sono due spazzolini, rasoio e schiuma da barba, mascara… Ci sono due asciugamani, le uniche della casa… Ma sono le nostre o le loro?

Il mio collega dice che non vuole dormire sul divano dove quelli fanno le loro cose… Ridiamo alle lacrime.

Però faccio una proposta. Con la scusa di dover partire presto da Mosca (ed è vero) potremmo chiedere di spostarci all’albergo vicino all’aeroporto, il giorno dopo, e dormire lì. Proposta accettata, telefonate all’albergo per prenotare la notte successiva. Domani spiegheremo ai nostri ospiti che non possiamo godere della loro ospitalità per un’altra notte…

Andiamo a letto. Sarò schifiltoso, ma dormo vestito, sopra le coperte. Spenta la luce, sento rumorini inquietanti. Credo (spero) siano gli inquilini del piano di sopra. Mi addormento, pensando però che sto avendo la chance di una full immersion nella Russia sovietica di trent’anni prima…

Al mattino dopo lavaggio e asciugatura con mezzi di fortuna (non sono mica sicuro delle asciugamani…) e poi giacca e cravatta per la riunione: The show must go on. Arriva il Dirigente a prenderci, rimane sinceramente rattristato dal fatto che ce ne andiamo in anticipo… Chissà, magari aveva in serbo qualcos’altro per la seconda sera.

Il resto è storia normale. Una riunione (interessante), un pranzo di due ore, una cena tre ore dopo, tanto alcool, il ritorno verso Mosca col nostro camionista-autista, la brevissima notte (check-out alle quattro del mattino) nell’hotel dell’aeroporto, ma con il tempo per una lunga lunga lunghissima doccia… E poi il volo, l’arrivo a Malpensa alle otto del mattino, un’altra doccia a casa, e una giornata di lavoro come tante, usuale… Le sorprese, i sogni, i tuffi nel passato, gli incubi, sono finiti. Almeno fino al prossimo giro.

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13 risposte a Korosho (quarta e -veramente- ultima parte)

  1. Mauro ha detto:

    Per un attimo, leggendo, quando Irina vi ha accompagnato ho pensato a una conclusione allegra della serata, omaggio della casa.
    Ti è andata bene, diciamo….
     
    Bionda platino vedo.

  2. agnese ha detto:

    Leggi, e non sai se ridere o piangere…Ridiamo alle lacrime è forse la definizione più appropriata.
    Oltre al biondo platino che mauro ha puntualmente notato, mi soffermerei anche sul particolare del vestito e l\’orecchino con la simil-perla…
    Almeno fino al prossimo giro…Ingy, a quanto pare il prossimo giro è già arrivato…
    A presto!
     

  3. soleluna ha detto:

    Quasi quasi stampo la foto e la porto alla mia estetista… dopo il "french manicure" potrebbe essere la volta del "russian manicure" chi può dirlo… dato il giallo-rosso, te la immagini la Ferilli solo di unghie vestita al prossimo scudetto della Roma?!

  4. Signora ha detto:

    acci…ho dovuto recuperare la terza puntata… e quella me l\’ero proprio persa…
    Certo che come atmosfera \’cortina di ferro\’ non era male… però dai che criticone che sei sugli arredi! dovresti saperlo ing… \’paese che vai…usanze che trovi\’ ;-))
     
    Chissà che ti riserverà Islmabad… ah … a proposito, ce la fai una foto alla grande moschea dii cui parla Khaled Hosseini ne \’Il cacciatore di aquiloni\’? sono curiosa ^_^

  5. Donatella ha detto:

    Sicuramente Irina con quelle unghie lì non fa la dattilografa🙂
    Però avresti dovuto chiedere al tuo collega di farti una foto mentre ti mettevi a dormire vestito…
    Buon viaggio!

  6. Lilla ha detto:

    wow … un incrocio tra un racconto del terrore e … una storia di topolino … anzi di paperino!!! :-)un bacio … fai buon viaggio!PS: ma Irina fa soltanto l\’accompagnatrice … con quelle unghie, fare la colf, sarebbe … fastidioso!!PPSS: da bravo papero, le puntate precedenti dovevano essere … qui … quo … qua!!😉

  7. Federico ha detto:

    Per Mauro: Anche noi, all\’inizio nel ristorante, avevamo pensato a una conclusione "allegra" della serata (temuto, direi)… Aspettavamo da un momento all\’altro che comparisse anche Svetlana (perché noi eravamo in due, eh…), ma poi c\’è stata la rivelazione, e la tensione si è dissolta!
    Comunque, è decisamente platino… direi platinum plus!
    A Caffeina e Soleluna: vedo che avete notato tanti dettagli… Mi piacerebbe farvi vedere le foto complete… Credo che potreste prendere un sacco di spunti per il vostro look… Già vi vedo, platinate e con quelle unghie! Comunque Caffeina, anche noi abbiamoriso tanto, dopo… Ma durante il tutto era di una depressione unica!
    A Lilla  e  Donatella: Che strano che abbiate pensato subito alla poca praticità per fare la colf o la dattilografa… Ma evidentmente Irina non aveva di questi problemi.
    Alla Signora dei Sogni: Sarò criticone, ma io mica l\’avevo chiesto di conoscere le usanze del luogo… Preferivo un onesto hotel. L\’avessi saputo, almeno mi sarei messo due asciugamani e magari delle lenzuola in valigia… Mica per altro!
    Riguardo la moschea, non so se stavolta ci andrò, ma ne ho tantissime foto fatte in viaggi precedenti. Appena ho cinque minuti le metto in rete.
    Ancora a Lilla: Qui quo qua l\’avevo già usata… Non mi piace ripetermi!😉
     
    Ah. dimenticavo: sono a ISlamabad, in albergo. Fin qui, tutto bene!

  8. Virginia ha detto:

    mi unisco a caffeina nelle risate! sono qui davanti al display con le lacrime agli occhi alle sei del mattino :-)))
    insomma, che ti doveva capitare, eh?
     
    ( sono contenta che tu sia passato da tore, è un ragazzo in gamba! )
     

  9. Michele ha detto:

    Altro che allegra…
    io pensavo che fosse sua figlie e volesse farvela sposare ad uno dei due per portarla in Italia e farsi spedire un po\’ di soldi ogni tanto…

  10. agnese ha detto:

    Comunque Caffeina, anche noi abbiamo riso tanto, dopo… Ma durante il tutto era di una depressione unica! No dico, ti rendi conto che è una frase che si presta a diverse interpretazioni? Rido perchè so la verità, e perchè so che qualunque interpretazione sarebbe sempre abbastanza comica…!!!

  11. Sonja ha detto:

    Buona sera Federico, son costretta a pastrugnarti questo spazio x lasciarti un pensiero poco pertinente con il tuo post, visto che volevo ringraziarti x il passaggio nella mia "casina", ma non ho trovato il guestbook.
    Il mio sarà un mondo da "capogiro" (grazie, mi piace questo tuo complimento ^_^), ma vedo che anche tu non scherzi, eh???
    Ehm..se permetti anch\’io ripasserò a trovarti, anche xk questi tuoi report (ho letto giusto questo x farmi una prima…idea) mi intrippano un casino.
    Un pò meno le raccapriccianti unghie della signorina Irina…belin, sono di un kitsh imbarazzante!!!
    X il momento ti lascio un abbraccio e l\’augurio di una serata deliziosa.
    A presto.

     
    P.s. Nel commento su Cohen ho poi scordato "So long, Marianne"…. giusto x citare un altro pezzo che mi é rimasto nel cuore.
     

  12. maria ha detto:

    Oddio…che unghieeeeeee!!!
    Fanno impressione!
     
    Anche io avrei dormito vestita di tutto punto!;)) 

  13. La Gatta ha detto:

    😀
     
    scusa, mi sto rotolando sulla scrivania per il gran ridere!!!
    ma non può essere vero!!!!
    è la sceneggiatura di un film, hai bevuto troppa vodka e la tv passava un vecchio film sovietico…
     
    chissà che cosa vi siete eprsi nella serata successiva…
     
    magari le amiche di Irina!!!!
     

     
    o la madre…..tanto per farvi sentire in famiglia….
     
     

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