La solitudine dei numeri primi

 
Ho letto, con una velocità che non mi è usuale, "La solitudine dei numeri primi" romanzo opera prima di Paolo Giordano. Non mi dilungo in descrizioni, commenti e critiche perché non ne sono capace, e perché se volete approfondire potrete facilmente trovare tutto in rete. O acquistando e leggendo il libro.
Dico soltanto che mi è piaciuto, malgrado qualche piccolissima insoddisfazione per lo stile di scrittura, ed è un libro che consiglierei.
L’ho trovato bello, coinvolgente e originale, a partire dal titolo. E’ la storia di due bambini, poi adolescenti e infine giovani, sicuramente imperfetti, le cui vite sono indelebilmente segnate da episodi drammatici dell’infanzia. Non ho potuto fare a meno di pensare alle storie di adolescenti patinati dei libri di Moccia, così lontane e così diverse da queste.
Non è stata una lettura leggerissima, perché non si può fare a meno di condividere l’angoscia pesante in cui sono immersi i personaggi, l’angoscia che deriva dalla incapacità di riuscire a liberarsi dei propri incubi, e di riuscire a vivere completamente la normalità che nasce dai desideri, dai sentimenti e dalle aspirazioni "normali".
E poi, sarò un sentimentalone, ma per tutto il libro ho sempre… e vabbé, non posso dirvi niente, ché altrimenti vi rovino la lettura!
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28 risposte a La solitudine dei numeri primi

  1. Signora ha detto:

    ne ho sentito parlare… e penso che seguirò i buoni consigli…
    un ingegnere sentimentale? mmmh… bellissima scoperta! 😉

  2. nocciolina ha detto:

    mi hai incuriosita, anche se sinceramente in questo periodo una lettura drammatica, angosciosa nn sarebbe proprio il massimo.
    magari lo leggerò durante le ferie…
     
    baciottolino
     

  3. Virginia ha detto:

    e ti credo che l\’hai finito in un amen! con tutti i viaggi di qua e di là, potevi anche leggerti la britannica visto che c\’eri!
     
    (l\’aveva consigliato donatella a tutti e mauro è stato il primo a leggerlo. io dovrei, non fosse altro, per " mestiere"… ma sono così incasinata!)
     
    sei a casa ora? sìì??? che strano:-))))))

  4. Donatella ha detto:

    Anche io l\’ho letto d\’un fiato… è trascinante e coinvolgente… un tuffo in due solitudini che non riescono a completarsi!

  5. donnarock ha detto:

    Grazie del consiglio 😉

  6. Lilla ha detto:

    mi aveva già stuzzicato la curiosità Donatella che ne aveva parlato bene … ma avevo pensato di smaltire prima i 2000 libri che già sono sulla libreria in attesa di "giudizio" … ora però … la curiosità cresce … non mi resta che comprarlo!! 🙂
     

  7. nicla ha detto:

    Vero, mi hai incuriosito, ma ora che già sto facendo tante cose "pesanti", ho bidogno di qualcosa di più leggero per compensare.
    Comunque i numeri primi sono… infiniti! 🙂
    Rispondo alla tua domanda sul blog: "prima di cosa?".
    Stavo per pubblicare le foto del matrimonio da cui ero appena tornata. Mentre lo facebo, mi son resa conto che era meglio se aspettavo di averne delle altre, per scrivere una specie di resoconto del magnifico week end appena terminato. Poichè la mia mente collega cose tra loro apparentemente sconnesse, mentre cercavo le foto, ho trovato quella che poi ho postato risalente ad ottobre scorso. Ottobre, quando il ragazzo in foto non era ancora nulla per me, se non un conoscente da tirar su per una storia finita non bene. Allora l\’ho inserita nel blog, ed il titolo che m\’è venuto instintivamente è stato "prima", ossia prima di accettare di condivere con lui parte della mia vita 🙂
    Un bacio.
     

  8. La Gatta ha detto:

    credo che lo leggerò a questo punto, essendomi già fidata del tuo giudizio per "che tu sia per me il coltello" e non essendomene affatto pentita…
    l\’ho preso in mano molte volte in libreria, sfogliato, ho valutato la possibilità di prenderlo…
    quello che mi frenava era forse la paura che fosse troppo….triste…
     
    ma, sia come sia, credo che lo leggerò….
     
     

  9. Federico ha detto:

    E\’ un po\’ triste, effettivamente… Ma vale la pena leggerlo… Mettete in bilancio un momento di tristezza che può durare da mezz\’ora a tre giorni… E se al momento siete un po\’ giù, un po\’ soli, compratelo e mettetelo in libreria! 😉
    Per Donatella: avevo letto il tuo post, infatti… e per puro caso lo avevo comperato giusto un paio di giorni prima
    Per la Signora dei Sogni: mai fidarsi dei luoghi comuni… Esistono ingegneri sentimentali, così come esistono poeti aridi!
    Per Virginia: effettivamente, l\’ho letto quasi tutto durante i miei ultimi voli…

  10. Silykot ha detto:

    Ingegnere – paper – psicologo – sentimentale….
    Non sarà troppo?
    😉

  11. Fabrizio ha detto:

    Bene, seguirò il tuo suggerimento di lettura, grazie.Vedo che sei uno che gira parecchio, allora un saluto da Pechino, eheh.Ross, li scova proprio tutti.Ciao,Fabrizio

  12. rosa ha detto:

    Lo metto nella mia "lista dei desideri" 🙂 Mi piace anche l\’immagine in copertina…

  13. Mauro ha detto:

    Condivido in pieno il giudizio su questo romanzo.
    Appena Donatella scrisse il post su questo libro, andai di corsa a comprarlo.
    L\’ho letto avidamente, come le storie che mi prendono e mi coinvolgono.
    E per tutta la durata della lettura mi sono sentito immerso in una tristezza profonda ma dalla quale non riuscivo a staccarmi e che alla fine quasi mi piaceva vivere di riflesso.
     
    Anche io ho sempre…. ma la vita va sistematicamente da un\’altra parte rispetto a come vorremmo.
     
     

  14. Mauro ha detto:

    Aggiungo che nelle settimane precedenti me l\’ero sfogliato più volte, con la tentazione di prenderlo ma non riuscivo a convincermi.

  15. Sonja ha detto:

    Incredibile, ma vero…ce l\’ho sul comodino in "play list", e ci metterò sopra gli occhi appena finisco Pennac.
    Io quando vado in libreria ne compro un tot e poi preparo la "scaletta" alternando letture intense, ad altre più leggere.
    Il prossimo (ad occhio e croce penso inizierò a leggerlo domenica, visto che domani…lavoro -_-) sarà proprio il libro di Giordano.
    Davvero una simpatica curiosa coincidenza.
    E la tua recensione mi ha ulteriormente stuzzicata.
    I luoghi comuni che contemplano gli ingegneri alle prese solo con numeri ed aridi dati….son stati coniati da chi della vita non ha capito una cippa…. ^_^.
    Un abbraccio.

     

  16. Federico ha detto:

    L\’ha detto lei, Prettyinpink, mica io… Comunque, Sò, loro scherzano! Lo sanno benissimo con chi hanno a che fare! 😉

  17. Sonja ha detto:

    Doverosa puntualizzazione: ho parlato di luoghi comuni senza leggere i precedenti commenti.
    Indi x cui questa voleva solo essere una pacata e tranquilla nonché personalissima riflessione su quanto hai scritto (vedi alla voce: "e poi sarò un sentimentalone").
    E quindi…che nessuno mi venga a dire qualcosa in merito, visto che era una dichiarazione che non riguardava affatto i presenti che non ho il piacere di "conoscere". Senza eccezioni.
    Altrimenti ti autorizzo a cancellare il mio commento.
    Ne penserò un\’altro che non dia addito a fraintendimenti. 🙂
    Tschuss.
     
     

  18. Lucia ha detto:

    Ti racconto una storia:Io ho un amico particolare, non vedo quasi mai, e adesso lo sento molto meno di quanto non succedesse qualche settimana fa.io gli voglio una infinità di bene, anche lui mi vuole bene ed a volte questi sentimenti si alterano e complicano le cose soprattutto quando l\’alterazione non avviene da ambedue le parti in maniera equa.Non riuscendo a vederci spesso, quasi mai direi, dato che viviamo in due regioni diverse, a volte ci diamo degli appuntamenti in città che poco hanno a che fare con noi, così entrambi ci troviamo a far ei turisti.Niente di che, solo pochi giorni per stare insieme e godere della nostra compagnia.Alla fine di ogni incontro ci regaliamo un libro, lo stesso libro, che leggeremo presumibilmente insieme, poi la volta dopo lo stesso identico libro verrà scambiato con l\’aggiunta della dedica.i primi di aprile è avvenuto un nuovo incontro e questa volta il libro lo ha voluto decidere lui…ed indovina cosa ha scelto…nelle nostre scelte ci sono sempre delle motivazioni…delle assonanze con la nostra amicizia…ho letto il libro tutto d\’un fiato, ho iniziato appena messa a letto ho letto l\’ultima parola che era già mattino.Un continuo rincorrersi di sentimenti…un continuo rincorrersi di pensieri…La storia cheper molti può sembrare triste in realtà per me è un romanzo di amore…non lo so…forse non riescirò a spiegarmi, ma credo che spesso ognuno di noi reprime alcuni desideri per poter vivere in maniera più serena e meno tortuosa.la vita è scelta ed ogni scelta importante comporta difficili scelte.Forse è meglio rinunciare a chi si ami per evitare di scoprire che chi amiamo non potrebbe renderci felice per sempre, soprattutto quando si sa che per sempre non esiste!Ok ho finito di tediare…buon inizio settimana!

  19. Lucia ha detto:

    però forse lui ha ragione…io e lui siamo due numeri primi…ed a me piace essere un numero primo se sono in sua compagnia.

  20. donnarock ha detto:

    ehy, tutto bene? non scrivi dal 21 aprile…non farmi preoccupare !!!

  21. Mauro ha detto:

    comincio pure io a preoccuparmi,
    sei in un paese senza possibilità di connessione internet?

  22. domitilla ha detto:

    e per stasera mi fermo qua a leggerti..il resto lo farò domani o dopo,
    sono passata seguendo le tue orme passando da un\’altra che mi piace il suo dire
    ROSS ossia signora dei sogni
    in punta di piedi esco vista l\’ora ..lkasciandoti il mio buon di…senza cappuccino
    ANTONELLA

  23. Miss ha detto:

    Ho comprato il libro una decina di giorni fa, perché incuriosita dal titolo… ma ancora non l\’ho letto per una certa analogia con la mia vita! Comunque lo farò prossimamente, anche perché sono certa sarà un libro che merita di essere letto!

  24. Ciro ha detto:

    http://www.thespacebetween.it
     
    Voto 2/10 Questo libro è veramente brutto, è bene metterlo subito in chiaro. Esaminiamo, punto per punto, gli aspetti poco convincenti di questo romanzo.
    La trama è veramente pessima e lacunosa; non ricordo nulla di tanto patetico e vuoto dai tempi delle telenovelas di Grecia Colmenares. Giordano  approccia al libro come  un neofita della cucina ai fornelli: non sceglie con cura gli ingredienti, non dosa le misure, non usa i tempi  giusti. Il risultato è un pastone dei tempi moderni; ci vengono proposti in modo orticantemente patetico e disordinato  tutti i luoghi comuni della nostra società: l’emarginazione, l’incapacità decisionale, il bullismo giovanile, l’anoressia,l’omosessualità, la personalità border line, il rapporto di coppia non appagante, la difficoltà del ruolo genitoriale e chi più ne ha più ne metta. Una puntata di Lucignolo non sarebbe riuscita a condensare tanta banalità tutta assieme. Notevole sforzo di sintesi.
    La caratterizzazione dei personaggi è perfino peggio della storia. Non c’è introspezione, Giordano sembra conoscere la realtà in modo indiretto. Il libro non sembra scaturire da esperienze personali, per definire i personaggi fa un uso  selvaggio di  copia/incolla apponendo sciattamente stereotipi presi un pò qui e un pò lì; il risultato è un buffo vestito di arlecchino per nulla convincente. Le parole non sembrano nemmeno figlie di un mondo interiore. La storia della letteratura è ricca di capolavori scritti da prigioni di emarginazione: Bronte, Dickinson, Leopardi, solo per citarne alcuni, ci hanno regalato pagine intense arandosi dentro. Giordano invece ci regala pagine vuote come un foglio intonso, non usa il Teorema 0 della buona letteratura: mai parlare di ciò che non si conosce (o che non si vive). Poco autentico.
    La scrittura, per quanto ripetitiva, è scorrevole. Il libro si lascia leggere e questa è il suo peccato più grave; se ci fosse stato qualche disincentivo alla lettura avrei evitato di perdere tempo in una lettura sterile ed inutile. Sebbene alcune metafore e similitudini siano molto belle, evocative e di grande impatto perdono subito la propria vis per via del contesto arido in cui sono inserite. Alla lunga, poi, il ricorso alle similitudini fisico-matematiche risulta fastidiosissimo.  
    Possibile che per parlare di disagio ed emarginazione si ricorra sempre al caso umano? Questa volta, poi, i casi umani sono addirittura due e le loro vite subiscono una strana attrazione magnetica ed empatica(ma che combinazione!!!). Terribile.   Il disagio si insidia nella normalità del quotidiano, se ne può parlare senza ricorrere alla storia di candy candy e Jack lo squartatore. Immaturo, da un quasi trentenne mi aspetterei maggiore spessore. Mi viene il solito dubbio che qualcuno ci stia prendendo per fessi. Basta una storiella insulsa ed un pò di pubblicità per far diventare un libro vuoto un successo editoriale? Evidentemente si. Usando un linguaggio matematico potremmo dire La solitudine dei numeri primi sta alla letteratura come Lucignolo sta al mondo dell’informazione
     

  25. Andrea ha detto:

    scusa se mi intrometto a me è piaciuto tantissimo, ho letto dei commenti davvero brutti su questo libro, pensavo che anch\’io mi sarei aggregato a questi commenti invece devo ricredermi….

  26. ●♥.тιттα.♥● ha detto:

    Questo libro per me è stato bellissimo e anch\’io nel giro di 3 giorni l\’ho finito e quasi mi dispiace, la loro angoscia diventa la tua, la speranza di un miglioramento interiore anche, è un libro che prende in ogni aspetto, dalla trama al lessico ora semplice ora contorto pieno di termini ai quali io stessa mi chiedevo cosa centrassero in un libro che non è di matematica! A parte questo la fine è stata un pò deludente, il bel finale manca, un motivo in più per allontanarlo da quelli che sono più in voga di Moccia e co.

  27. W ha detto:

    E\’ stata mia madre che me l\’ha consigliato. Mi ha detto \’Leggi questo libro.\’ Io non ne ero tanto convinto, anche perchè il drammatico non è il mio genere preferito. Dopo però aver letto Il cacciatore d\’aquiloni, ho preso in mano il lbro e l\’ho cominciato a leggere. All\’inizio mi sembrava un libro disgustoso perchè, con Alice che si cagava addosso e Mattia che si tagliava kle vene… però dopo…Sì, dopo ho continuato la lettura. E mano a mano che la storia continuava diventava sempre più interessante. Questa solitudine, il baratro che separa Alice e Mattia, è una distanza, saranno sempre divisi. Così come i numeri primi gemelli, che sono separati da un numero pari, è destino che i due non si possano mai toccare.Libro travolgente, emozionante e crudo: come potrebbe essere definito brutto? Alice e Mattia non sono atro che la reincarnazione dei due problemi fondamentali: l\’annoressia e il taglio delle vene. Una vita piena di peccati e dolore insegue i due, che non riescono ad integrarsi nel mondo dove viviamo, nonostante abbiano contatto con persone \’normali\’.Il dolore è il punto culminante di questa storia, la depressione, la tristezza: il non avere una vita normale è una maledizione per Alice e Mattia, ma non lo possono cambiare: il fato ha scelto la strada dei due.Anche nella fine, nonostante finica \’bene\’, c\’è sempre un pizzico di questo dolore: Giordano ha saputo regalarci una fine che ci lasci un amaro in bocca.Eppure è un libro intrigante che (aleno a me) fa venir voglia di riprenderlo e sfiorarlo. Alice e MJattia sono persone speciali, diverse da tutte le altre: sono riuscite a trovare un coraggio per combattere tutta la tristezza che li sommerge. E le loro azioni ti lasciano con il fiato sospeso, perchè mentre combattono altri si arrendono: come possono trovare una vita normale? Come possono trovare la felicità?Però il fato impedisce che cambino il loro destino. Rimarrano sempre divisi e non riusciranno a vincere. Non riuscirano neanche a vincere, e la fine sembra più uno \’svolgimento di quersta battaglia\’. Perchè non hanno vinto, ma sono sempre lì: molto vicini nel loro amore.

  28. Cristina ha detto:

    l\’ho letto ank io…!!!bellissimo… poi sono molto empatika x film e libri mi ci affezziono e rimango trp tempo a pensarci m immergo in ql mondo ank qnd nn leggo!!! ahahhahatrp bello… xò avrei preferito un altro finale… sono x il lieto fine… eheh=P

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