Gli incerti del mestiere

Ore 18:10 decollo, con un quarto d’ora di ritardo, da Francoforte, alla volta di Seul. Penso allo stress di dover aspettare, a Seul, quasi cinque ore per prendere la mia coincidenza per l’ultima tratta…

Si raggiunge la quota di crociera, condizione ideale, aereo mezzo vuoto, mi comincio a ambientare, coccolato dall’amato servizio di Lufthansa, sgranocchiando noccioline e bevendo spumante comincio a riflettere sui penosi dilemmi del viaggiatore di business class… Film o musica? Cena europea o menù coreano? E con che vino?

Scelgo di sentire un po’ di musica, ma la programmazione è interrotta dall’annuncio dello steward che chiede se c’è un medico a  bordo… Mmmm, brutto presentimento!

Passano ancora dieci minuti, siamo ormai sulla costa baltica della Polonia, e un altro annuncio, solo in tedesco, chiede di interrompere il servizio per la cena… Dopo pochissimo, l’annuncio che atterreremo a Berlino per un’emergenza sanitaria, perché c’è una persona che non sta bene.

Inversione, ritorno, atterraggio.

2008_07_22_09

Siamo accolti dalle ambulanze. Sale del personale a bordo. Dopo un po’ si fa anche rifornimento di carburante. Rimaniamo fermi, mentre altri aerei vanno e vengono a ritmo incessante. Le gambe si indolenziscono sempre di più.

All’alba delle 21:30 si riparte. Il malato, pare, si è ripreso. Temo che sia stato finito dai vicini di posto, ma è solo una mia supposizione.

Torno a riconcentrarmi sulla "vita di bordo"… Europeo o Coreano? Beh, opto per l’europeo, ché il coreano mi allieterà per le prossime due settimane.

La cena corre via rapida, e quindi subito a dormire. Mi sono svegliato a meno di un’ora dall’atterraggio. Seul ci accoglie in un cielo lattiginosissimo. Fuori dall’aereo, una cappa insopportabile di umidità e calore. Atterrato con circa tre ore di ritardo, devo cambiare aeroporto. Il largo margine che avevo se n’è andato, costringendomi a correre. Comunque ce la faccio, e prendo il mio ultimo volo.

Tutto sommato alla destinazione finale sono arrivato come previsto. Giusto un po’ di brivido in più, tanto per gradire e per non annoiarsi, un atterraggio e un decollo imprevisti, quasi quindici ore seduto in quell’aereo. Siccome anche la persona che si era sentita male si è ripresa, credo che non ci abbia rimesso nessuno (forse solo Lufthansa, per le spese relative all’operazione…).

*******

Nei prossimi giorni vi racconterò del luogo dove trascorrerò il mio soggiorno. Ho già sperimentato l’hotel (migliore di quello dell’altra volta ma comunque un po’… particolare), e una cena in una bettola (ho ancora la bocca in fiamme). La cittadina è carina, stavolta, e offre anche qualche attrattiva turistica: vedremo!

Adesso dovrei andare a dormire, ma non ho per niente sonno…

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7 risposte a Gli incerti del mestiere

  1. Signora ha detto:

    Giusto un po\’ di brivido… ma come dice il saggio \’tutto è bene quel che finisce bene\’… ad esempio la giornata lavorativa!😉
     
    Notte ingy… e cerca di dormire anche se per te sono ancora le 17.30 …

  2. Lilla ha detto:

    sicuro che il volo fosse della lufthansa e non organizzato da "avventure nel mondo"????
    come si dice …  "chi ben comincia è a metà dell\’opera" … :)  … (qualcuno ha messo del guttalax nel bicchiere del malcapitato di turno per movimentare un pò il viaggio) … ma per fortuna … "tutto è bene quel che finisce bene" (nonostante le "andate" ed i "ritorni" … alla fine sei riuscito ad arrivare in tempo per la coincidenza)!!!!!!🙂
    buona permanenza … buon lavoro!!!!!
    ciao ingy!!! un bacio grande, grande!

  3. Michele ha detto:

    Mamma mia…

  4. La Gatta ha detto:

    beh ad antonio capitò un volo intercontinentale della mattina il cui pilota si era sentito male nella notte… "se si riprende partiremo"…
    tutta i passeggeri credo lo gufarono (chi farebbe un volo intercontinentale con un pilota che ha passato la notte a vomitare?)…e partirono al sera alle 23…
     
    un\’altra volta, finale del campionato del mondo del 2006, atterra a bruxelles, appuntamento a casa di amici per vedere italia francia e…un tizio ha un infarto nelle prime file…lo stendono nel corridoio
    escono dal velivolo solo quelli davanti a lui…gli altri devo restare nell\’apparecchio fino all\’arrivo dei soccorsi (mica potevano camminargli sopra?)
     
    per sua fortuna (del malato) lo protano via in tempo, prima che il tifo calcistico più che l\’infarto lo mettesse in pericolo di vita

  5. Sonja ha detto:

    Ed io che speravo l\’avessero fatto fuori davvero! ^_^
    Comunque, dai…non puoi dire di esserti annoiato, e….se proprio, visto che siete atterrati a Berlino e magari l\’attesa diventava insopportabile…bastava che mi facevi un fischio e ti spedivo il mio Diggì, così almeno lo utilizzavi come bersaglio mobile.
    A tal pro: stavolta di casse…me ne servono due.😉
    Guten nacht, Ingenieur™🙂

  6. agnese ha detto:

    Bei momenti, non c\’è che dire!
    A me capitò solo una volta, in un banalissimo Eurostar, una donna infartuata stesa in mezzo al corridoio in attesa dei soccorsi. E mentre il treno fu costretto ad una fermata di emergenza, la gente mormorava…sui ritardi!
     
    Buon viaggio, Ingy!
     
     

  7. Virginia ha detto:

    ma a te salgari ti fa un baffo!
    mi chiedo a volte, leggendo delle tue peregrinazioni, nel giorno lontanissimo in cui andrai in pensione che cosa succederà.
    per non andare in crisi di astinenza farai un abbonamento mensile sulla linea milano – napoli e andrai su e giù, giù e su… e così ti scollano dagli aerei!!!
    buon lavoro federichetto!:-))))

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