Come Volevasi Dimostrare

Vi ricordate il Teorema del Papero viaggiatore, da me enunciato in un post di qualche tempo fa?

Recitava così:

In trasferta, il livello di confort dell’hotel in cui si è alloggiati è inversamente proporzionale al numero di giorni di permanenza

In quell’occasione, vi offrii la dimostrazione diretta: permanenza lunga, hotel di dubbia pulizia e confort.

Ora, sono in grado di fornirvi la dimostrazione inversa. Ritorno dagli Emirati Arabi Uniti, dove sono stato (ovviamente) in trasferta di lavoro.

Sono stato alloggiato (per mancanza di altre sistemazioni) in un hotel dal promettente e altisonante nome di Emirates Palace.

Ebbene, pur nella mia lunga esperienza, non ho visto mai niente del genere. Innanzitutto, l’hotel è un complesso enorme, con un corpo centrale e due lunghissime ali simmetriche. Architettonicamente, è quanto associereste all’idea di Reggia delle Mille e Una Notte. Profusione di marmi, ori, stucchi, mosaici… Cupole altissime, specchi… Corridoi interminabili (ogni tanto c’è un inserviente che ti indica la strada, casomai ti perdi… cosa che a me è successa) pieni di boutiques e gioiellerie di lusso. Vedete le foto sul sito, se non ci credete…

E poi un parco lussureggiante (e non è facile, da queste parti), una serie di piscine di cui una con giochi acquatici, scivoli, rapide… Una spiaggia stupenda attrezzata di tutto.

E poi le camere… Nella mia (che era una "semplice" camera standard) c’era un televisore da 50 (!) pollici, un bagno enorme, e quando gli inservienti preparavano la camera per la notte disponevano sui tappetini e sulle lenzuola dei petali… strappati al momento da una rosa!

Camera

Il letto… lenzuola di seta, tappetini con petali di rosa

Insomma, un lusso ostentato e imbarazzante. Inutile, secondo me, ma divertente da vedere, una volta nella vita… specie se non sei tu a pagare!

Ebbene, il soggiorno in questo hotel è durato due notti, neanche intere, dal momento che sono arrivato all’una di notte e ho lasciato l’hotel alle cinque del mattino del giorno successivo.

C.V.D., appunto!

*******

Due parole sugli Emirati. Tanto per cambiare non ho visto granché. Diciamo che ho spiato dalla macchina, spostandomi fra gli hotel e la sede dei meeting, e da e per l’aeroporto, e ho fatto un po’ di domande ai residenti.

La sensazione, è di un luogo virtuale, inventato, che sembra uscito dalla perversa fantasia di un folle.

A quale persona normale, infatti, verrebbe in mente di costruire grattacieli in un deserto? E quel che è peggio, chi riuscirebbe a fare di Dubai – che ha teoricamente a disposizione degli spazi illimitati – una città più congestionata di Bombay? Ho infatti scoperto, e non l’avrei mai immaginato, che ci sono delle fasce orarie in cui a Dubai è assolutamente impossibile muoversi, dal momento che esiste una sola strada principale e tutti si muovono in automobile, essendo pressocché assenti i mezzi pubblici.

Ma la cosa che mi è parsa davvero allucinante è il fatto che, pur essendoci oggettivamente tantissimo spazio in uno sconfinato deserto, stanno continuando a creare e promuovere insediamenti urbani realizzati su terre artificiali (con forme costruite ad arte). C’è un complesso in cui la penisola artificiale vista dall’alto ha la forma di una palma, un altro complesso di isolette che riproduce il planisfero (dove si può comprare una singola isoletta a un prezzo che oscilla fra i 6,2  e i 36,7 milioni di dollari…). E ne stanno sorgendo altri.

DubaiVolo

The Palm, vista dall’aereo

In ogni angolo della città e della strada che collega Dubai a Abu Dhabi ci sono cantieri edilizi, che abbattono i palazzi vecchi (che poi così vecchi non sono) e costruiscono nuovi insediamenti. Il tutto a ciclo continuo, ventiquattr’ore su ventiquattro. E’ una corsa alla originalità, al lusso. Ho visto palazzi a forma di vela (come il notissimo hotel Burj al Arab, ormai divenuto simbolo di Dubai), palazzi a forma di piramide egizia, palazzi a forma di… palla (non sto scherzando…). Alcuni sono belli, altri orribili, e molto spesso sono ravvicinatissimi: credo non arrivi molta luce ai piani bassi!

La corsa al lusso si manifesta in cose deliranti. Vi racconto quella a mio avviso più emblematica: ho visto una enorme costruzione, una specie di sigaro schiacciato e inclinato, e alto come un palazzo di una decina di piani. Un collega mi ha detto: indovina cos’è? Io ho fatto un po’ di tentativi e poi mi sono arreso. Il collega mi ha detto la verità a cui non sarei mai arrivato: E’ una pista di sci, anzi una vera stazione sciistica, completamente (ovvio!) artificiale, dove i ricconi locali possono andare a divertirsi quando non hanno tempo e modo di correre a St Moritz… Arrivato a casa, sono andato a verificare: c’è anche un sito, da dove potete prenotare il vostro… skipass!

Insomma, è tutto un enorme luna park. Una Las Vegas ad uso dei ricchi e agiati sudditi degli emiri (e dei turisti, perché c’è una crescente quantità di turisti… e questa è un’altra cosa che io considero allucinante), e fatto funzionare da una quantità spaventosa di immigrati, provenienti dall’India, dal Pakistan, da tutto il medio oriente, e che qui trovano vita dignitosa, lavoro, e un relativo benessere.

Ma credo sia importante non dimenticare che questa Las Vegas non è solo un parco di divertimenti, è anche una realtà economica in crescita furibonda, una realtà nella quale si muovono, si gestiscono, si decidono e da cui dipendono tanti degli equilibri economici di questo nostro pazzo mondo. Ma questa è un’altra storia.

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10 risposte a Come Volevasi Dimostrare

  1. La Gatta ha detto:

    se fossi io a pagare…credo che non uscirei dalla stanza….
     🙂
    mezzi pubblici a Dubai? francamente non avrei mai pensato di trovarne… voglio dire i ricchi non li userebbero (ce lo vedi l\’emiro sul bus? "scusi, da quanto tempo non passa il 38 barrato?" …2eh, da oltre venti minuti….ma ora dovrebbe arrivare.."  … "inshallah!")…i poveri…che si arrangino…e in mezzo credo non ci sia nulla….

  2. Sonja ha detto:

    Prenotato lo skipass!
    Quest\’anno Garmisch può attendere…..😉

  3. Michele ha detto:

    Sapevo della Palma e della pista da sci; per me è violenza totale sulla natura, soprattutto la Palma che è ricavata forzando qualcosa di preesistente, scavando laddove non si dovrebbe.
    Il fatto è che come hai detto non si fermeranno di certo qui.
     
    CPerò che spettacolo dormire almeno una notte nell\’hotel che hai descritto !

  4. Virginia ha detto:

    saranno in furibonda crescita economica, però a me, ai miei piedi, i petali di rosa appena strappati non ce li ha mai messi nessuno, sob!:-( voglio la rosa pure io!!!

  5. donnarock ha detto:

    "Ho visto palazzi a forma di vela" non potranno mai superare le nostre vele di Secondigliano eheh

  6. agnese ha detto:

    Senza parole e senza fiato.
     
    Vedi perchè voglio diventare ricca come te? Per frequentare simili posti…Scherzi a parte, sarò sincera, ma mentre vedevo queste, mi sono ricordata di quelle foto russe…Brividi questi, brividi quelli, anche se così diversi!
     
    Sono assolutamente pazzi, assolutamente folli, assolutamente perversi…ecco perchè forse piacciono tanto …!
     
    A presto!
    Agnese

  7. Lilla ha detto:

    ancora una volta, leggendo i tuoi post … mi viene voglia di … candidarmi come tua segretaria … o assistente … o portaborse … o sciuscià … insomma come quello che ti pare … ma ti prego: anch\’io voglio dormire, almeno una notte, in un albergo così … ma senza doverti addebitare il costo della stanza!!!😉
     

  8. Lilla ha detto:

    PS: grazie … di tutto!!!🙂

  9. Mariko ha detto:

    …e ieri continuavi a dire che non sei uomo di mondo!
     
    P.S. Bella serata fra amici eh?
    P.P.S. Grazie ancora del pensierino.

  10. Kalispera ha detto:

    Per ricollegarmi ad un tuo vecchio post…
    non oso immaginare la dotazione di oggettini del set cortesia!
    SONO CURIOSISSIMA!
    Cosa si poteva portar via per la collezione!
    AHHH!
    Immagino bottigline deliziose e saponettine fantastiche!
    HEM!
    Come la Gatta, avrei qualche difficoltà ad uscire dalla stanza, presa come sarei dal godemi tutte quelle raffinatezze!
     
    Di  Dubai e gli emirati, conoscevo le "amenità" che hai descritto perchè, appena progettate, finiscono sulle riviste di archittettura.
    Forse lo scopo è costruire qualcosa che stupisca, perchè fuori dagli schemi e dalla ragionevolezza, qualcosa che possa assolvere un ruolo specifico: pubblicizzare una realtà fatta di denaro che ne attira altro.
     
    Io sono una sciatrice dall\’età di 8 anni, ma sinceramente, non mi chiuderei in quel tubo, costringendomi a percorrere sempre la stessa pista, neppure  gratis!
    Chissà che spese di gestione ha,
    chissà quanto inquinamento viene prodotto per mantenere quelle condizioni climatiche,
    chissà…
    Rientra tutto nel discorso di prima: CHIAMARE DENARO!
    SIGH!
     
    Ciao.
    Kali
     

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