Speranze

In risposta a un mio sms che le chiedeva se fosse contenta della elezione di Obama, mia figlia mi ha scritto: "sì, abbastanza… spero solo che non lo ammazzino, e spero solo che non mi deluda!".

Beh, mia figlia non brilla mai per ottimismo, questo è vero. Ma sicuramente la paura di rimanere delusi, dopo tutto quello che si è detto, è elevata. E sicuramente qualcuno sarà deluso. Rendiamoci conto, un presidente degli Stati Uniti non potrà accontentare totalmente gli ecologisti e i pacifisti, gli estremisti e i conservatori… Ha di fronte a sé delle sfide enormi e non riuscirà a vincerle tutte. Non farà miracoli sul protocollo di Kyoto, non risolverà il problema del terrorismo, non risolverà le guerre in Iraq e Afghanistan, non metterà fine alle disuguaglianze, non risolverà i problemi dell’economia. Ma a me piace sperare che affronterà questi problemi con uno spirito nuovo, fresco, progressista…

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Io sono di quelli felicissimi per questa elezione. In questi giorni si è scritto e detto praticamente tutto lo scrivibile e il dicibile (e anche qualcosa di indicibile, ma lasciamo stare…). Personalmente, io sono di quelli a cui essere diventato antiamericano pesava un po’… Che lo si voglia o no, la nostra vita e la cultura occidentale contemporanea è molto legata e molto grata a quello che da oltreoceano è arrivato e può arrivare, in termini di democrazia, di libertà, di benessere, di progresso. Questi ultimi anni mi hanno fatto sentire tradito, ho cominciato a vedere l’America come un sistema sinistro, che usava e tradiva i valori fondamentali di libertà e democrazia per esportare violenza e sopraffazione.

Questa elezione mi fa tirare un sospiro di sollievo. Pensare di non vedere più la faccia perennemente inebetita e la voce perennemente balbettante di Georg-dabbliù mi fa sentire più leggero. Pensare che sia tornata l’America in cui credo, quella in cui chiunque – di qualunque età, provenienza, razza, religione – usando solo il proprio impegno, può raggiungere qualunque obbiettivo, mi fa essere più sereno.

A prescindere dalla capacità e dalla volontà di Barack Obama, che poi valuteremo dai fatti.

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Ma per finire, non posso non ritornare nei confini della nostra Patria, e guardare da qui il riflesso di questo evento.

E osservo con tristezza il comportamento assolutamente provinciale della nostra italietta, in un evento epocalecome questo.

Il mondo cambia, o promette di poter cambiare, e i nostri uomini più eminenti fanno la gara a chi è più contento dell’elezione del presidente, e soprattutto a chi può reclutare un inconsapevole Obama nelle sue file. Dalle patetiche manifestazioni di esultanza della Sinistra (che dovrebbe soltanto chiudersi in un eremo a studiare i meccanismi e i programmi che hanno portato Obama al trionfo), alle impagabili acrobazie dialettiche della Destra (che fino a ieri esaltava Mc Cain e perfino la Palin). Ho visto Storace (sì, Storace…) proclamare Obama come uno dei suoi, ho letto stamattina (Tremonti) paragonare Obama a Adriano (lo confesso, avendo in mente il livello dei nostri politici, avevo pensato prima al calciatore, e dopo all’imperatore…), ho letto nei giorni scorsi che Obama in fondo è un Berlusconi di America… Che tristezza!

A questo proposito, un altro momento che mi ha commosso (e al tempo stesso depresso, pensando all’Italia) di questo evento, è stato vedere il breve discorso di Mc Cain che, non appena avuta la certezza della sconfitta, se ne è preso la responsabilità, ha fatto le congratulazioni al neopresidente, ne ha esaltato le doti, e si è messo a disposizione, anche zittendo i suoi rumoreggianti fans.

Un esempio da seguire, ma irrangiungibile, se si pensa a cosa è successo e cosa succede dopo le elezioni da noi.

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4 risposte a Speranze

  1. Sonja ha detto:

    Riguardo all\’ultima parte, é inutile ch\’io sottolinei che azzardarsi a fare un paragone con i nostri politici é decisamente pura follia.
    Anzi….volendo esagerare…mi farebbe decisamente ridere.
    E saltando (visto che il mio tempo é risicato) alla parte principale…ehm…meglio ch\’io non ripeta quello che dissi qualche giorno fa ai miei Amici e che corrisponde perfettamente al pensiero pessimista di tua figlia: "Speriamo che non lo facciano fuori".
    Non so xk, ma ho questo brutto presentimento.
    E detto da una che ha nominato Haider alla mattina e poche ore dopo…."fu".
    Ecco…ci siamo capiti.
    Buona domenica, riprendo il mio snuvolazzare.🙂

  2. Incontroluce ha detto:

    Ciao Federico, ti riporto qui ciò che scrive Internazionale questa settimana:
    "Barack Obama è un tuo amico. Barack Obama ti ha aiutato a spostare il divano. Barack Obama ti ha tenuto la mano quando eri spaventato. Barack Obama ha scritto il tuo nome sul suo zainetto. Barack Obama ti ha cantato tanti auguri sulla segreteria telefonica. Barack Obama ti ha rifatto il letto. Barack Obama ti è venuto a prendere all\’aeroporto. Barack Obama ha lasciato un commento sul tuo blog. Barack Obama ti sogna ogni notte" e prosegue a lungo così fino a concludere che "Oggi Barck Obama è la proiezione delle cose più belle e più buone che noi tutti vogliamo in ogni parte del mondo. Godiamoci questo momento finchè dura".
    E mi spaventa questa proiezione che il mondo sta facendo su quest\’uomo. Su un solo uomo.
    Mi chiedo quanto bisogno abbiamo di sognare…ma anche quanto deleghiamo la capacità di costruire e realizzare ciò in cui crediamo.
    E mi spaventa questa "campagna di idealizzazione"…perchè concordo con tua figlia…e se da un lato ci sono ammirazione e fiducia smisurate dall\’alto ci sarà anche il contrario. Smisurato.
     

  3. ariel ha detto:

    ..penso che nel titolo ci sia tutto caro Federico…;))…il resto e\’politica…un abbraccione per un buon inizio settimana!!ciao!

  4. Silykot ha detto:

    Anche io sono felicissima dell\’elezione di Obama, per i motivi che hai ben esposto.
    Mi ha colpito la lezione di stile di Mc Cain "fino a ieri era il mio avversario, oggi è il mio presidente"….
    …. siamo lontani anni luce: da noi all\’indomani di un\’elezione si urla all\’imbroglio e al riconto dei voti…

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