Brasileira (Parte prima: Cinisello do Brasil)

Eccomi qui a raccontarvi come sta andando la mia trasferta brasiliana.

So infatti che i miei viaggi eccitano l’immaginario collettivo, ma mentre quando vado – per dire – in Pakistan vedo in voi un po’ di preoccupazione e un po’ di compassione, quando vengo in Brasile mi pare di vedervi ammiccanti che mormorate “a lavorare, sì… sì… certo, certo…”. E allora non voglio lasciarvi troppo in ansia.

Come sta andando? Dal punto di vista lavorativo, sta andando come doveva andare. Io non amo particolarmente questi viaggi “a supporto” degli uomini del marketing perché impongono ritmi strani e discontinui, la partecipazione a riunioni poco costruttive, ascoltando parole inutili e vedendo nascere (e morire immediatamente) strategie cervellotiche. Le persone con cui mi accompagno in questa trasferta, inoltre, sono di quelle con cui mi trovo meno bene… Solo chiacchiere e distintivo, per farla breve!

E hanno un altro grande difetto (molto comune fra i nostri connazionali, devo dire): sono di quelli che all’estero vanno a cercarsi il ristorante italiano (salvo eventualmente sollevare critiche sulla cottura degli spaghetti o sulla bontà della carbonara o del pesto…). E per me, in viaggio, questa cosa è la più sgradita, seconda soltanto al mangiare da soli!
Beh, a parte questi dettagli interpersonali e inter-ruolo, diciamo che il mio contributo lavorativo l’ho dato e quello che dovevo raccogliere lo sto raccogliendo. E tanto mi basta.

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La prima parte della mia trasferta si è svolta a S J dos C (non metto i nomi perché non mi va di essere Googlato…), ridente cittadina industriale a 80 km dall’aeroporto di San Paolo, di circa seicentomila anime, sede di una fiorente industria aerospaziale e del suo altrettanto fiorente indotto. Ve ne ho forse già parlato in passato. E’ una città estremamente tranquilla, ma non è esattamente quello che si ha in mente quando si pensa al Brasile, specialmente se ci si lascia condizionare (come voi, miei cari amici di blog) dai luoghi comuni… Come già ebbi a dirvi, è un po’ come andare a Venezia e ritrovarsi a Mestre, o andare a Roma, e rimanere a Pomezia… A me ricorda moltissimo Cinisello Balsamo, e chi conosce questa città dell’interland milanese mi ha capito.

Insomma, dopo essere andato nella Potenza di Turchia, mi sono ritrovato nella Cinisello Balsamo del Brasile… Continuiamo così, facciamoci del male!

Dopo i primi due giorni, ci siamo trasferiti a Rio. Il trasferimento è avvenuto in auto, e mi ha permesso di vedere, lungo i trecentocinquanta chilometri di strada, diversi panorami. Una buona parte del percorso è costellato da centri abitati e da insediamenti industriali (fra cui Aparecida, la città che ospita il santuario dedicato alla madonna dell’Aparecida, patrona del Brasile. A quanto pare, si tratta di uno dei luoghi di culto più frequentati al mondo), ma ci sono anche dei tratti molto belli in mezzo a vegetazione rigogliosissima… E non smetterò mai di stupirmi del fatto che in questa terra le stesse piante che vivono striminzite nei vasi nelle nostre case sono qui invece degli alberi rigogliosi, coloratissimi e soprattutto enormi.

Arrivati a Rio, siamo scesi nell’hotel prenotato su richiesta dei miei colleghi. E’ un hotel di una importante catena internazionale, e anche in questo caso ho dovuto adeguarmi a una scelta non proprio in linea con le mie preferenze.

Ma di Rio vi racconterò nella prossima puntata.

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8 risposte a Brasileira (Parte prima: Cinisello do Brasil)

  1. Sonja ha detto:

    Finite le lamentele? ;p

  2. Paola ha detto:

    🙂

  3. Signora ha detto:

    pessima compagnia caro ingy a quanto pare… gli italiani che cercano gli spaghetti all\’estero sono ben piazzati sulla mia lista dei cattivi :-)ps. sorrido nel leggere delle piante rigogliose e un ricordo immediato è il mio stupore nel vedere un albero di ficus enorme nel parco della Reina Cristina di Siviglia, quando io, a casa, ne avevo già \’seppelliti\’ una decina…. uno ogni sei mesi circa :-S

  4. salmastro ha detto:

    continua mi piace………..

  5. Kalispera ha detto:

    Mi siedo e aspetto le "goodnews" come dalla Gabbanelli…..(ARGH! GLI SPAGHETTI IN BRASILE! ARGH! Hai tutta la mia solidarietà!)

  6. Virginia ha detto:

    che ti devo dire… mi sarei comunque accontentata:-))

  7. Virginia ha detto:

    non vedo l\’ora sapere che cosa viene dopo:-D

  8. Lilla ha detto:

    mi piace sentirti raccontare … continua … :))PS: la prossima volta lascia i "markettari" a casa e porta con te una segretaria a caso … che so, magari una presa in prestito da un\’azienda del gruppo!!😉

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