Brasileira (Parte seconda: sul Fiume di Gennaio)

Con un pochino di ritardo, causa saturazione da lavoro, ecco la seconda parte delle mie cronache brasiliane. Nel frattempo sono già tornato – felicemente – a casa, e ho anche smaltito l’eritema solare dovuto all’esposizione incauta al sole dei tropici…

***********

Vi stavo raccontando del mio soggiorno a Rio de Janeiro, a cominciare dall’Hotel. Come dicevo, non è di quelli che preferisco. E’ uno di quegli hotel di grandi catene, che sono estremamente standardizzati. E se questo aspetto può essere rassicurante per alcuni, io lo considero un elemento alienante e impersonale, specie in una città che di personalità ne ha tanta.
Un’altra caratteristica di questo hotel, nei giorni del mio soggiorno, è stata la clientela. L’hotel era quasi toalmente occupato da comitive di turisti (crocieristi, credo) statunitensi, di età media non inferiore ai settantacinque-ottanta. Anche qui, alla faccia degli stereotipi brasiliani!
Avete presente i
classici vecchietti americani benestanti, gioia degli scippatori locali, con orologio d’oro, anelloni e camicia a fiori… E le signore con cofane inverosimilmente cotonate e inverosimilmente bionde, vestitini improponibili, rossetti sgargianti… La mattina, andando a colazione, mi veniva una tristezza incredibile, attorniato da tutti ‘sti vecchietti con bastone, a cui comunque non mancava l’appetito, dal momento che saccheggiavano letteralmente il buffet…

Ma torniamo al mio albergo… Per la sua posizione, per le sue caratteristiche e per i suoi dintorni raccoglie in uno spazio limitato tutte le caratteristiche belle e brutte di Rio.
Infatti, l’hotel si affaccia direttamente su una piccola baia con una spiaggia di sabbia finissima, una delle tante che caratterizzano la movimentata morfologia della costa di Rio.
Al tempo stesso però si presenta come un colosso di 25 piani piazzato a deturpare con la sua presenza quella stessa baia, così come le costruzioni invadono e deturpano ovunque il panorama della città.
E alle sue spalle, aggrappata al pendio scosceso della montagna, c’è una favela, con case poverissime, a creare un contrasto stridente con l’ostentata opulenza dell’hotel.

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L’hotel, la spiaggia e – dietro – le case della favela

Peraltro la spiaggia (che – come tutte quelle del Brasile – è libera, curata dall’autorità locale e ad uso della collettività) è frequentata dagli abitanti della favela più che dai clienti dell’hotel (che privilegiano la piscina… ma come si fa a venire in un posto del genere e starsene stravaccati davanti a una vasca di acqua e cloro? Boh…). Non so cosa ne pensassero i clienti americani, ma a me piaceva moltissimo stare a guardare tutta questi bambini, questi ragazzi, che giocavano in acqua e fra le onde, e gli immancabili ragazzi con un pallone che si esibivano in serie interminabili di passaggi e di palleggi… Guardandoli, si capisce come mai tanti campioni vengano da questa terra.
Ah, anche qui una precisazione: No, niente sfolgoranti bellezze in perizoma… Solo famigliole con mamme (e anche figlie) mediamente sovrappeso…

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Vita di spiaggia

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Vita di spiaggia

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Vita di spiaggia

L’hotel, quindi, si trova praticamente sulla spiaggia. E questo ha contribuito a attenuare la mia insoddisfazione. Dalla mia camera, al primo piano, mi affacciavo sul mare, con il rumore delle onde che mi faceva compagnia.

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Dal balcone della camera

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Dal balcone della camera

E anche una delle due uniche “occasioni di svago” (che ci crediate o no…) di questa parte della trasferta si è svolta sulla spiaggia, dove sabato scorso mi sono concesso un’oretta di relax e ho fatto il mio primo bagno nell’acqua di un Oceano.

Ho avuto modo di divertirmi fra le onde, da cui mi sono più volte lasciato travolgere e trascinare (beh, diciamo “mi sono lasciato…” in realtà hanno quasi sempre deciso loro… e la cosa bella è che mentre io venivo travolto e trascinato per metri dalle onde, i bimbetti di sei anni che giocavano vicino a me non si spostavano di un millimetro!). Quando ho finito e mi sono ritirato, l’Oceano mi aveva lasciato un ricordo (a parte le abrasioni sul ginocchio…): nella taschina del mio costume, oltre a una manciata di sabbia bianchissima, c’era una piccola conchiglietta, infilata lì dalla forza del mare. L’ho conservata e la porto a casa.

A proposito, oltre ad aver avuto modo di provare la potenza dell’Oceano, ho assaggiato anche la potenza dei raggi solari dei tropici, che malgrado fosse nuvoloso mi hanno regalato un simpatico colore aragosta che ancora dura, e che mi ha portato un simpatico eritema… Ma se uno si mette al sole qui, e non adotta nessuna protezione, certe cose se le merita, no?

L’altra “occasione di svago” è stata una lunga passeggiata sulla spiaggia di Ipanema, guardando il mare, il panorama, ma soprattutto i carioca in assetto da spiaggia, con tutto il loro armamentario di chitarre, bevande, noci di cocco, palloni, biciclette, costumi da bagno (!), aquiloni… E’ comunque un’esperienza assai piacevole e poi stavolta, rispetto alla precedente, sono sceso in spiaggia con gli occhiali, i pantaloni e le scarpe giusti!

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Ipanema: Si prende il sole, si fa il bagno

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Ipanema: si fa musica, si fanno chiacchiere

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Ipanema: Ci si disseta

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Ipanema: Ci si esibisce (ehm…)

Su Rio e sui brasiliani (almeno, sulla mia percezione) vi ho già detto tutto in occasione del mio precedente viaggio. Aggiungo due parole soltanto su un altro elemento che ci viene in mente ogni volta che si pensa al Brasile: la musica.

La musica brasiliana ha la sua originalità e unicità. Non esistono i brasiliani senza quella musica, non esisterebbe quella musica senza l’anima di quella gente. Ma questa non è solo la percezione di noi “stranieri” che dall’esterno mettiamo insieme tutti i luoghi comuni e facciamo un gran frullato. Sono gli stessi brasiliani a sentire la musica come parte della loro esistenza, a usarla come eccitante, come balsamo, come sfogo, come droga…
Ogni occasione è buona per ascoltare o fare musica, ogni oggetto è buono per essere trasformato in strumento.
Vi ho già raccontato dei colleghi brasiliani che nel mezzo di una riunione organizzavano una jam session… Stavolta ho assistito a uno spettacolo eccezionale, che meglio di tante parole descrive il rapporto tra la gente di qui e la musica.
Ero seduto a un tavolino fuori a un bar, e due ragazzi brasiliani erano seduti al tavolo di fianco. Uno di loro aveva la chitarra. A un certo punto, ha cominciato a suonare, e l’altro ad accompagnarlo percuotendo i bicchieri con il cucchiaino… Un ritmo trascinante, certo. Ma la cosa meravigliosa è che la maggior parte delle persone che passavano sul marciapiedi, appena entravano in una sorta di cono magico attorno ai due ragazzi, cominciavano a far ondeggiare più o meno vistosamente il corpo, a suon di musica, per smettere e riprendere a camminare regolarmente appena usciti dal cono… E ho visto fare questo a signori in giacca e cravatta, anziane signore con sacchetti della spesa, coppie di fidanzati… L’avessi visto in un film l’avrei creduto frutto di una accurata e troppo oleografica coreografia, ma l’ho visto dal vero!

La mia permanenza in Brasile si è prolungata oltre le iniziali previsioni. E l’ultima parte è stata abbastanza frenetica, con una incursione nell’interno, nello stato di San Paolo. Ma di questo vi parlerò la prossima volta.

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16 risposte a Brasileira (Parte seconda: sul Fiume di Gennaio)

  1. Sonja ha detto:

    Beh, i turisti saranno anche stati anziani, ma l\’appetito…non ha età.Certo che…(e mi riferisco all\’ultima immagine)…alla faccia dell\’esibizione… :s

  2. agnese ha detto:

    Io pagherei oro per vederti in almeno una delle suddette situazioni…

  3. Kalispera ha detto:

    E per usare un\’espressione cara al signor "B":"AMMAZZA CHE ABBRONZATRURA!" (e non solo! Accipicchia che statue: INVIDIINVIDIAINVIDIA!)Molto bella anche la foto del volatile* che sembra dissetarsi con cannuccia a noce di cocco.*la scelta del termine non è casuale: dopo le considerazioni precedenti, era facilissimo precipitare nella caduta di stile!Che dire?Mi sembrava di essere li, anzi…mi prude anche un po\’ l\’eritema: potevi avvisarmi prima che mettevo la crema!Sembrava di vedere un documentario:le povere case, l\’opulenza dell\’albergo, gli attempati signori/e, il magnifico panorama della baia col mostro di cemento, la spiaggia, la musica…COMPLIMENTI, per l\’occhio critico, la sensibilità, l\’attenzione alle sfumature e le parole giuste per ricreare il "film" dell\’esperienza vissuta.Clap, clap, clap!

  4. Signora ha detto:

    Non posso che ripetere i complimenti di Kali per l\’ottimo reportage, esente dai soliti luoghi comuni, e frutto di un attento osservatore, di un vero \’viaggiatore\’ e non di un turista per caso (e per di più in viaggio di lavoro…)Comunque noi ti avevamo ricordato gli occhiali da sole, il costume e anche la crema solare… :-)ps. sorrido al pensiero di Mauro che arriva in fondo alla lettura del post :PPP

  5. Lilla ha detto:

    ho letto tutto!!! non so da dove iniziare … vediamo … proviamo ad andare per punti:a) l\’hotel sarà pure "standardizzato" … ma ha una visuale magnifica (soprattutto dal 1° piano!!!) :)b) andare in giro ad ottant\’anni suonati con orologi d\’oro e anelloni?!?!?! che volgarità!!! meglio, molto meglio, regalarli a chi ne ha solo una cinquantina!! 😉 … comunque, la cosa bella di avere 80 anni suonati e fare queste "gite fuori porta" è che: chissenefrega della ciccia e del colesterolo … si mangiaaaaaaaaaa!!!c) "no sfolgoranti bellezze" ???? … di quali sovrappesi parliamo!?!?! di quelli che non hai fotografato?!?!?! non ne vedo una con un chilo di troppo!! :Sc1) "maradona è meglio \’e pelè …." ;))d) sei l\’ingegnere più amato degli italiani e … dei brasiliani … neanche l\’oceano voleva lasciarti andare senza farti portare un piccolissimo dono … ottima la scelta di conservare un regalo così prezioso!!e) no protezione?!?!?! ahi ahi ahi ahi … (la prossima volta, sono certa che sarà la prima cosa ad entrare nella valigia!!) ;)f) come hai potuto constatare … la musica mette allegria e, pure i pezzi di legno si muovono con il suo ritmo …g) certo … che se i pezzi di legno sono di ebano puro e come quelli dell\’ultima foto … che dire??? ahhhhhhhhhhhhh … grazie per avermi fatto sognare per un pò … inizio a mettere i soldi da parte … hai visto mai … tra una trentina d\’anni potrei trovarmi da quelle parti con i viaggi organizzati dai venditori di pentole!! 😉

  6. Kalispera ha detto:

    "abbronzaTRURA" [SIC!]

  7. Kalispera ha detto:

    @ Lilla (uso improprio…)Anch\’io penavo di comprare qualche pentolina nuova, magari anche dei mestolini (HE! HE!): vengo anch\’io! Ma prima mi abbronzo e vendo l\’anima al diavolo per trasformarmi in una "statua da spiaggia": mica voglio sfigurare!A pensarci bene…vengo così!

  8. Lilla ha detto:

    Uso improprio di blog altrui:@Kali: siiiiiiiiii … pentole, mestoli, forni a microonde, coperte … mica stiamo a "guarda\’ er capello"!! 😉 vendere l\’anima al diavolo?!?!!? naaaaaah … primo perchè mi sta antipatico … e secondo …. perchè … "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi" … e che ci facciamo con le pentoline nuove se non abbiamo i coperchi?!?!?! 😉

  9. Paola ha detto:

    Bellissimo post!… Mi mancavano le tue foto, i tuoi racconti. Quando scrivi così mi sembra di essere li…sei molto attento ai particolari…e questo è segno di grande sensibilità.Certo, avrei voluto vederti alle prese con le onde, al sorriso da papero quando fotografavi e catturavi gli "attimi" sulla spiaggia…e bello anche il pensierino per la conchiglia, di sicuro la conserverai…Per il tuo eritema… mi spiace… ma che ci vuoi fare… le raccomandazioni te le avranno fatte… ma sicuramente tu avrai fatto spallucce… per cui… Un bacio e sereno fine settimana….Paola

  10. Virginia ha detto:

    o papero, hai anche l\’ardire di fare le pulci all\’albergo!!hai dimenticato che noi siamo qui a morire di freddo- ancora!!! – e lì quelle madamine erano tutte scollacciate, su quel po\’ po\’ di spiaggia?? ahhhhhhhhhhhhhhhh… sospiro. come mi starebbe bene una vista dal balcone dell\’albergo come la tua…bentornato, ci sei mancato:-)))

  11. donnarock ha detto:

    ciao federico, scusa se non commento questo post ma non ce la faccio a leggerlo perchè sono stanca e voglio lasciare il pc però ho visto le foto eheh :)volevo dirti che ho finito di leggere la solitudine dei numeri primi…ricordo ancora quando lo consigliasti in un post e l\’ho sempre tenuto a mente.Mi è piaciuto molto addentrarmi nella mente di Mattia e di Alice anche se il finale, in fondo buon finale, per nulla scontato…come tutti i finali non scontati ti lascia con quella sensazione di…non so se mi capisci…quella sensazione di…vabbè dai , hai capito no?:)notte nottina federicooooooooooooooooo

  12. salmastro ha detto:

    che luogo per un ritrovo de noartri

  13. Maggie ha detto:

    Per ora mi son limitata a guardare le foto di questo post (che WLS non mi aveva segnalato)… INVIDIA!!!!A Parigi torno per la quarta volta, credo di riuscire ancora a girarla bene sia a piedi che in metro, non vedo l\’ora! Quanto allo shopping… Inaspettatamente forse preferisco farlo in Germania (che era ovviamente la nostra prima scelta), sono più concreti dei francesi, ma credo che un bel giretto sugli Champs Elysées non me lo toglierà nessuno (e nemmeno Printemps, le gallerie La Fayette, il mercatino delle pulci, etc…)

  14. Federico ha detto:

    @Tutti, grazie per i complimenti sul mio racconto… Siete troppo buoni… Sono arrossito e ho bisogno di qualche peso per tornare giù… Sonja, hai tu qualcosa nella tua attrezzatura da Sub?@Caffeina: più che oro, ti devi pagare il biglietto. Ti avverto la prossima volta che vado da qualche parte, così vieni anche tu. E poi racconti!@Salmastro: Un po\’ lontanuccio, però un bel Bar-Rio si potrebbe fare…@Maggie e Donnarock: VA bene guardare le foto, ma anche il testo si deve leggere, no?@SdS: Mauro dev\’essere svenuto prima della fine… Infatti non ha commentato! ;-)@Tutti: Per la crema e l\’eritema. Sono stato pochissimo al sole, non credevo di averne bisogno… Ma qui i fotoni sono più grossi… Dovevo aspettarmelo.Ancora @tutti: Le due tipe dell\’ultima foto sono effettivamente delle statue. Ma non è che siano tutte così, eh… In realtà credo che quelle due fossero delle modelle, o delle ragazze-immagine, o… qualcos\’altroInfine @Tutti: in realtà, io del Brasile, e di Rio, non ci ho capito niente. Rio è un tale insieme di diversità e di contrasti, di ricchezza e di povertà, di bellezza e di orrore, di allegria e tristezza, di serenità e dramma… E\’ una città dove trovi la gente più amichevole di qeusto mondo, e anche quelli che ti sparano per portarti via un telefonino… Non credo che bastino pochi giorni – specie se trascorsi per lo più a lavorare – e qualche passeggiata su e giù per Ipanema per diventare conoscitori del posto. Quello che vi ho raccontato sono dei piccoli flash della mia piccola esperienza. L\’esperienza di chiunque altro potrebbe essere diversa, e altrettanto valida!

  15. Sonja ha detto:

    Tutta la zavorra che ti serve…da cintura, gav, caviglie…basta chiedere 😉

  16. Delilah ha detto:

    sì, quella dal "tuo" balcone é quella che mi colpisce di più.Bellissimae bellissima vista.Ciaoooooooo

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