Silenzio (2)

Si sentono e si vedono, in questi giorni, cose che non si vorrebbero sentire e vedere.

Non si vorrebbero vedere e sentire le immagini di città distrutte, di vite spezzate, di tragedie umane e collettive.

Io ho vissuto in prima persona la tragedia del terremoto dell’Irpinia e in questi giorni sto rivivendo quei momenti. L’angoscia e il terrore dei primissimi istanti, che ho rievocato nel mio post precedente, ma anche il senso di profondo smarrimento che mi prese nei giorni successivi. Vivevo per fortuna in una cittadina ai margini delle zone più seriamente colpite dal terremoto, le nostre case erano in piedi (pur mostrando in qualche caso vistose crepe), ma non sapevamo se avremmo potuto tornare a occuparle, non sapevamo se era finita, e al tempo stesso sapevamo che nostri amici, nostri parenti avevano perso le loro case, i loro beni, i loro cari.

Vivemmo per diversi giorni in una scuola, o nelle auto. Inizialmente c’erano solo persone del paese, che avevano paura di rientrare in casa. Poi cominciarono ad arrivare persone da paesi che praticamente non esistevano più. Balvano, Teora, Lioni… Nei loro occhi c’era il vuoto. In tutti noi, una domanda che nessuno aveva il coraggio di formulare veramente: la vita sarebbe mai tornata quella di prima?

Perciò, leggere quanto riporta Ross nei commenti al mio post riguardo la sua conversazione con Fab, è stato devastante anche per me. E capisco e sento mie le emozioni riportate nel post di Anna (miss Kappa) che sempre grazie a Ross ho potuto leggere.

Per questo continuo a credere che il silenzio, e la solidarietà, siano le uniche reazioni vere e utili che si possano avere.

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Non si vorrebbero vedere e sentire neanche gli ululati degli sciacalli, dei quali di proposito non avevo voluto parlare nel mio primo post. Non parlo dei vermi che vanno a rubare nelle case, ma di quelli che – in nome dell’informazione – sono lì a infilare il microfono sotto il naso dei poveri abruzzesi, a chiedergli cosa provano… L’informazione è importante, e più che mai in questi casi… Ma questa non è informazione.

La prima sera dopo il terremoto ho cominciato a vedere lo speciale di Porta a Porta. Bruno Vespa, aquilano, ha cominciato la trasmissione volando sulla città e commentando le distruzioni che vedeva dal finestrino. Era commosso, si sentiva, e mi ha commosso. Poi è sceso a terra, e l’uomo del plastico di Cogne è tornato ad agitarsi in lui. L’ho visto in mezzo alle macerie sollevare un pupazzo di peluche impolverato e dire qualcosa… Ho spento, sono andato via.
Dall’altro ieri le informazioni le leggo in internet, e sento un po’ di radio, o vedo Rainews24…

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Infine vorrei ancora riferirmi a quanto riporta Anna nel suo post. Ho già premesso che sono vicino a lei, al suo dolore, alla sua disperazione.

Però questi sono momenti di grande confusione, e non si ha la lucidità di trarre conclusioni scientifiche o di elaborare dati.

Nel terremoto dell’Ottanta, si parlò dopo qualche giorno di diecimila morti. Alla fine furono “solo” un paio di migliaia. Certo, duemila è meglio di diecimila, e mille fa più paura di duecento… Ma serve fare questa contabilità? Non ha come risultato soltanto quello di aumentare la nostra angoscia? Oggettivamente, soltanto le Autorità possono dare dei numeri precisi. A noi, soltanto la consapevolezza che si tratta di una tragedia immane.

Per quanto riguarda le previsioni dei terremoti e lo sciame sismico, di cui si parla tanto in questi giorni, mi chiedo cosa avrebbero potuto fare le autorità… Evacuare L’Aquila? O tutta la regione? Per portare le persone dove? E per quanto tempo? Penso che non sia il caso di lasciarsi andare a questi ragionamenti che ragionamenti non sono… E’ ancora una volta sensazionalismo, buono per alimentare “inchieste” giornalistiche da due soldi… Cerchiamo di non caderne vittime e, noi che grazie a Dio per questa volta non siamo coinvolti, cerchiamo di ragionare con un minimo di pacatezza… E’ per il bene di tutti, compresi quelli che sono ancora lì a soffrire.

Io piuttosto non riesco a smettere di pensare a una cosa: se un terremoto simile fosse successo in Giappone, i treni sarebbero stati fermi per qualche minuto, le persone si sarebbero rifugiate sotto i tavoli per qualche minuto, qualche crosticina di intonaco sarebbe caduta e qualche soprammobile più in bilico si sarebbe rotto. Ma poi la vita sarebbe ripresa regolarmente. Questo è, secondo me, il punto sul quale bisogna riflettere e – soprattutto – incazzarsi.

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11 risposte a Silenzio (2)

  1. Paola ha detto:

    Bravo Federico… mi hai letto nel pensiero, e sarà sicuramente il pensiero di molti.Sei sempre così … così pacato ed estremamente gentile anche nei momenti difficili che… mi verrebbe voglia di venire li… da te… e darti un baciotto…A parte questo, hai detto bene…la causa stà a monte… come è possibile che un Ospedale e un Pronto Soccorso che ha dodici anni di vita possa crollare… così… in una zona altamente sismica da sempre…Vediamo. Mettiamo alla prova questo governo e aspettiamo… con calma, come dici tu.Buona serata….

  2. Virginia ha detto:

    condivido la tua ultima riflessione federico. però poi cerco di fare un confronto tra una realtà come la nostra fatta di un assetto urbanistico delle città che risale a tempi antichi e le città giapponesi che ancora adesso – a parte qualche grattacielo – sono costruite in modo da non essere danneggiate più di tanto dai terremoti. le nostre case si sbriciolano in men che non si dica, sia quelle costruite in epoche remote che quelle più recenti. perchè?le prime fatte coi sassi, le seconde con la nota furbizia di quelli che meriterebbero la galera. tu che sei un ingegnere sai bene quali sono i " trucchetti " che vengono adottati per non essere dispendiosi, per ricavare i maggiori profitti con la minima spesa. certo, ci sono le leggi, ci sono normative antisimiche che costringono chi deve lavorare nel settore dell\’edilizia – lo so bene, per essere stata in uno studio tecnico per nove anni – ad esagerazioni tecniche senza fine. e poi? tutto crolla al primo terremoto. perchè? riflettiamo e incazziamoci

  3. Signora ha detto:

    Sono d\’accordo su tutto, soprattutto alla luce della tua esperienza, che è in questi casi vitale. Per mia fortuna non ho mie testimonianze dirette, ma ho dalla mia un senso, forse esagerato, di ricerca della verità, quella voglia incontrovertibile di non credere mai nulla di primo acchitto, e, se possibile, di verificare di persona i fatti. Ho quindi iniziato a cercare la cronaca dei fatti, disertando articoli e programmi che basano la loro visibilità sul sensazionalismo (Vespa in primis, da vero \’sciacallo\’ televisivo, il TG1 dopo, con le sue dissertazioni sullo share ottenuto durante le varie edizioni speciali…).Una sola precisazione – da tecnico, se permetti: non esiste ancora (sembra dimostrato) uno strumento tecnologico in grado di prevedere queste catastrofi. Ma qualcuno ha cercato di elaborare un sistema basato su prove scientifiche. Ed è stato tacciato di essere un ciarlatano, soprattutto dalla comunità scientifica. Non sarebbe stato meglio che si fosse invece cercato di ottimizzare il sistema, con l\’apporto di altri studiosi, senza limitarsi a dire \’NON SI POSSONO PREVEDERE\’?Secondariamente, con uno sciame sismico che durava da 3 mesi, era anche ipotizzabile che le strutture abitative fossero state già provate. Non si poteva, prima della notte di lunedì, fare una verifica sul campo ed eventualmente evacuare temporaneamente i centri storici più vecchi? avremmo comunque ottenuto di salvare qualche vita… e non mi pare poco.

  4. Sonja ha detto:

    Aspettiamoci mille e più trasmissioni di approfondimento che approfondimento lo è solo x loro che vanno a scavare nei dispiaceri altrui…..Da Cucuzza a Vinci a Vespa….chiunque ha una trasmissione propria si piglia la briga di andare direttamente in loco addirittura piombando nelle tende in visita, x mostrare come si vive, quasi quelle persone fossero diventate dei fenomeni mediatici e stessero vivendo un atroce reality.Non ho assolutamente fiducia nei piani del Governo nè tantomeno nella gestione dei soccorsi da parte della Protezione Civile, ho notato che a quei pochi che hanno avuto il coraggio di dire la verità sull\’intempestività degli interventi è stato levato al volo il microfono. E\’ normale?Lo so che non è tempo di ravanare con i "però" i "se" ed i "ma", eppure non mi sento di demonizzare quel povero ricercatore che ora è stato ufficialmente indagato x procurato allarme….Io la penso così.

  5. Kalispera ha detto:

    Con la farina ed i bastoncini di zucchero si fanno dolci strepitosi, soprattutto a Pasqua, ma se si utilizzano al posto del cemento e dei tondini a tenuta migliorata…Ma si! Edifichiamo altri, 20-30% di case di marzapane, magari non resisteranno i terremotoi, ma Hansel e Gretel ci camperanno di lusso…Verissimo, non sarebbe stato possibile evacuare un\’intera regione, ma se io fossi stata una cittadina aquilana e mi avessero avvertita di "stare in campana", magari avrei dormito vestita tutte le notti, e mi sarei preparata anche a passare notti in auto ad ogni scossa: scocciante, ma chisseneimporta! Degli amici si sono salvati così, per prudenza e senza neppure abitare all\’Aquila: alla scossa delle 23.30 hanno preso i bimbi e sono andati in auto: SALVI PER MIRACOLO. Molti non ce l\’avrebbero fatta lo stesso, ma qualcuno in più, magari…Sono d\’accordo con Signora dei Sogni circa la caccia, (mi ricorda tanto quello che successe ad un certo Galileo…) allo scienziato che "forse" è sulla strada per far si che i terremoti si possano prevedere.Ne vogliamo parlare?Vogliamo ascoltarlo pe un attimo?Vogliamo valutare i suoi risultati\’No!Si taccia di allarmismo e bon!Fine.Ma la storia sarebbe lunga e passerebbe anche per la ricerca in campo medico, tecnologico….BLAH!

  6. antonella ha detto:

    Assolutamente d\’accordo. I terremoti sono degli eventi naturali siamo noi , con la nostra incuria, superficialità, che li facciamo diventare catastrofi. I terremoti non si possono impedire ma si possono prevenire e fare in modo che i danni e le vittime siano minime. E questo si ottiene risanando i centri storici, le case, gli edifici vecchi, costruendo le case nuove secondo norme antisismiche. Ed effettuando i controlli adeguati e necessari. E\’ vero ciò che fa più rabbia è vedere che ancora in Italia, territorio dove terremoti, frane, alluvioni ed eruzioni sono frequenti, si muore ancora per un terremoto di media intensità. Un terremoto che non avrebbe fatto alcuna vittima in Giappone.Spero che il Governo avvii davvero una grande opera: quella d\’incentivare la ristrutturazione e la costruzione di case ed edifici, di centri storici, secondo norme antisismiche, per fare sì che non vi siano più vittime dovute al terremoto. Sarebbe un intervento davvero utile per la tutela e la salvaguardia non solo del patrimonio artistico ma soprattutto della vita di tante persone Staremo a vedere

  7. Lilla ha detto:

    clap, clap, clap …letto, approvato e sottoscritto!!

  8. Signora ha detto:

    giusto seguendo il filo logico del mio commento precedente trovo oggi questo articolo in retehttp://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/sisma-aquila/scosse-casa-studente/scosse-casa-studente.html?rss

  9. agnese ha detto:

    Avevo solo tre anni, ma il terremoto dell\’Ottanta me lo ricordo, a tratti, ma me lo ricordo. Mi ricordo paradossalmente l\’ultimo che ho "avvertito", quello della strage di San Giuliano…preparavo la tesi e pensavo di avere le allucinazioni, di essermi lasciata suggestionare a forza di parlare di Scavi, eruzioni, terremoti, sciame sismico ecc. E poi quest\’ultimo, di cui paradossalmente io ho saputo solo il giorno dopo. La mattina di lunedì sono uscita di casa di corsa, senza sentire tg, i quotidiani letti in treno ancora non ne parlavano, chiaramente, ed un\’intera giornata trascorsa tra lavoro e riunioni in quel "mondo fatato" che è la mia scuola. ..(questa frase è del tutto sgrammaticata, ma è tardi e non ce la faccio a correggerla…abbi pazienza) . Ne sentivo parlare, ma non avevo idea. Pensavo, sei riuscito tu a farmene parlare…non ne ho parlato nè scritto da nessuna parte, nè su blog, nè su FB. Lo so, non ho detto nè aggiunto nulla di nuovo o edificante, costruttivo o consolatorio…Un\’ultima cosa: il prossimo giornalista che si permette di chiedere alla disperata madre che ha perduto il figlio:"Cosa le manca di più di lui?", giuro che quel microfono glielo rompo in testa. (Giusto per non essere volgare!). Basta coi peluche di Vespa, con le domande inutili e idiote, con gli sciacalli del dire e del fare, basta davvero. Infine, dopo l\’autocelebrazione del Tg1 sullo share dei giorni della tragedia…di che altro vogliamo parlare??? Alla fine, meglio il silenzio…è venerdì santo, in tutti i sensi.

  10. Paola ha detto:

    http://www.megghy.com/immagini/wallpaper/pasqua/pasqua13.jpgCarissimo Federico….. non so se riesci ad aprire la pagina qui sopra… se si… ti scrivo che è una Pasqua di dolore, poca voglia di dire e di fare.Mi piacerebbe pensare che in un domani non lontano ritornino questi colori così belli, quei fiori e quel batuffolo di bimbo a farci ritornare il sorriso…Ti abbraccioPaola

  11. Federico ha detto:

    @Agnese: non è obbligatorio scrivere cose costruttive o consolatorie… Il bello di quello che scriviamo qui è che devono essere pensieri a ruota libera, per sfogare quello che sentiamo dentro. Anche se siamo sgrammaticati (ma dov\’era sgrammaticata la tua frase? tu non riesci a esserlo nemmeno mentre dormi…😉 ).@Tutti. Io non volevo unirmi a quanti avevano messo alla berlina lo studioso che aveva "previsto" un evento sismico in Abruzzo. Anzi, ritengo che chi lo ha fatto sia da deprecare, e lui fa bene a chiedere le scuse. Il filone di ricerca che lui sta seguendo è promettente e magari fra qualche anno darà dei frutti. Quello che continuo a pensare è che non si può evacuare una zona imprecisata di territorio e per un tempo imprecisato, sulla base di una teoria ancora così vaga… Con che criterio? Con quali limiti geografici e temporali? E come evitare lo scatenarsi del panico tutt\’attorno? Tutt\’al più si può alzare il livello di allerta delle strutture di soccorso (e non escludo che questo sia stato fatto).Ripeto ancora che secondo me la cosa più importante è far sì che le case non cadano. E per far questo la scienza la sua parte l\’ha già fatta (perché in California e in Giappone le case non cadono), e ci vogliono norme chiare e semplici, energia nell\’applicarle, controlli efficaci. Oggi comincio a leggere sui quotidiani della scarsa qualità delle costruzioni crollate, come volevasi dimostrare, ma anche di norme antisismiche continuamente rinviate (anche dal recentissimo piano casa). Staremo a vedere.

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