A casa (per ora)

Oggi una tranquilla domenica a casa, dopo essere arrivato ieri mattina all’alba dagli Stati Uniti. Ozio totale, per tentare di smaltire la fatica dell’ultimo viaggio e… prepararsi al prossimo.

Eh, sì, perché martedì si parte di nuovo, anche se con una destinazione nazionale (Roma) e per un’attività sperabilmente più “leggera”.
E poi c’è il rischio di un’altra partenza per la settimana ancora successiva, ma… ne parliamo più avanti, eventualmente.

Cosa dire del viaggio appena fatto… Niente di particolare, i due luoghi in cui sono stato già li avevo visti, e tanto per cambiare non ho avuto molte occasioni di turismo.

A St Louis, in particolare, sono arrivato, ho cenato, dormito, fatto la riunione, e son ripartito.

Le cose più significative sono state di natura… aeronautica: ho viaggiato con una compagnia che non avevo mai usato (U.S. Airways: niente di eccezionale, ma sicuramente efficiente), sono transitato in un aeroporto in cui non ero mai stato (Filadelfia: bello perché non enorme e non esageratamente trafficato), ho volato su un nuovo aereo (l’Embraer E-90).

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Mi rendo conto che sono cose che non farebbero eccitare la maggior parte delle persone “normali”, ma io su questi argomenti tanto normale non sono. Basti pensare che in due voli interni che ho fatto con la United sono rimasto per tutto il tempo su un canale radio che permette di ascoltare tutte le comunicazioni fra torri di controllo e aerei in volo… le avete mai sentite? Io le trovo affascinanti…

Dimenticavo, ho anche noleggiato e guidato un’auto gialla!🙂

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Avevo altri obbiettivi minimi, in questo viaggio (oltre a quelli lavorativi, beninteso). Fare un po’ di shopping tecnologico, e mangiare “americano”.

Falliti miseramente entrambi, almeno in parte.

Per il primo, non ho avuto tempo libero sufficiente per avvicinarmi a un qualunque shopping center.
Per il secondo, come vi anticipavo nell’altro post, nella prima serata ero con il mio collega vegetariano…
Credo che presentarsi come vegetariani in un ristorante del Midwest, dove il manzo è oggetto di culto e il barbecue è un altare, sia una bestemmia vera e propria.
Il collega lo sapeva e mi ha detto, appena ci siamo incontrati, che gli unici posti dove si può mangiare decentemente vegetariano da quelle parti sono i ristoranti italiani… Avrei potuto dirgli di andarci da solo, o simulare un malore, o una improvvisa emicrania, ma non sono stato coraggioso (o vigliacco) abbastanza e l’ho seguito, per trovarmi seduto al tavolo del “Café Napoli”… Depressione!!!

Mi sono rifatto parzialmente quando sono rimasto solo, a St. Augustine in Florida, dove mi sono concesso una bistecca come Dio comanda, e anche almeno un bell’American Breakfast, con la solita pantomima dell’ordinazione dell’uovo fritto, dove per quanto precisa e circostanziata credi che sia la tua ordinazione, il cameriere ti offre sempre altre due o tre variabili e alternative, il più delle volte a te incomprensibili… Tanto che ti verrebbe voglia di prenderlo da parte e dirgli “senti, fammelo un po’ come c… credi, basta che me lo porti!”.

Ah, per chiudere, siccome il mio hotel era a dieci metri dalla spiaggia, non ho potuto fare a meno di fare una corsa a vederla, e a mettere i piedi nelle tiepide acque dell’Atlantico… Per far questo stavo rischiando di perdere l’aereo, ma ne valeva la pena…

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E adesso eccoci qui.

Domani mattina torno fra i miei scatoloni di cartone. Auguro una buona settimana a tutti!

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11 risposte a A casa (per ora)

  1. Silykot ha detto:

    Buona settimana anche a te….Ma bisogna zavorrarti per tenerti fermo in un posto??

  2. Mauro ha detto:

    ah ecco, ho trovato! sei diventato steward!

  3. fab ha detto:

    c\’è bisogno di un rilevatore con te…non ti si riesce ad immaginarti.."stabile" e stanziale…

  4. Lilla ha detto:

    non ho una passione sfrenata per egli aerei e gi aeroporti … ma, probabilmente, anche io mi sarei sintonizzata sul canale che hai scelto tu!!avevo (o meglio \’ho\’ ma l\’ho perso di vista da anni) un compagno di classe delle elementari che lavorava (ma forse ci lavora ancora, boh) alla torre di controllo di ciampino … quando ci sentivamo telefonicamente dal posto di lavoro, spesso e volentieri mi capitava di sentire un \’charlie papa 321 bla, bla bla …\’ … non ci capivo nulla, ma era piacevolissimo!!! :)proprio separati in culla, non c\’è che dire … ;)ah, dimenticavo … bentornato in patria!!!

  5. Signora ha detto:

    mmmh… mi ispira quell\’auto gialla! la prossima volta prendine una come il vecchio Generale Lee :-)))ps. zavorrarlo??? non basta… ci vogliono proprio le catene!

  6. Lilla ha detto:

    PS: mi domandavo … nel titolo c\’è scritto: \’a casa (per ora)\’ … MA A CASA DI CHI???😛

  7. Virginia ha detto:

    ti ci dovevi piantare, nelle calde acque dell\’oceano! vuoi mettere? potevi sempre emulare hemingway e trasferirti all\’avana:-Dbentornato!!!

  8. agnese ha detto:

    Ma veramente interessante la narrazione su aerei, aeroporti e torri di controllo…ma perchè hai smesso così presto? Mannaggia, io mi aspettavo anche nomi in codice, dati, statistiche…alla prossima ci conto eh? ;-)E per farmi perdonare della sottile ironia della precedente frase, aggiungo solo: ma quanto sei figo mentre fotografi l\’auto gialla!?! Ok, stop. Tanto lo sai che alla fine sei sempre nel mio cuoooooooooore!!!

  9. La Gatta ha detto:

    dai dai che stasera niente vegetali…:-)

  10. Kalispera ha detto:

    La foto dell\’Atlantico è bellissima.Leggere il tuo racconto mi ha fatto sentire stanchissima, con la valigia da disfare, il bucato da lavare, stendere e stirare…per poi ripreparare tutto.Ci vuole il fisico per fare le tue "migrazioni"!Bentornato…come?Vero!Te l\’ho già detto ieri sera!:-)

  11. Lilla ha detto:

    ommioddio!!! ma ti hanno rapito???? sei sparito!! sei ancora arabeggiante??? facci sapere … quanti cammelli dobbiamo pagare???? metto subito in moto tutti gli zoo d\’italia!!!

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