Consuntivi (1)

Fine anno, tempo di consuntivi.

Non voglio soffermarmi qui sulle vicende di vita e di lavoro. E’ stato un anno movimentato. Tante cose sono accadute e di molte ancora non riesco a vedere e a capire gli sviluppi e le conseguenze: spero che siano positivi.
Alcune altre cose, però, avrei voluto che succedessero e non sono invece successe. Questo contribuisce a determinare uno stato di attesa insoddisfatta, di stress e di ansia che mi sta accompagnando in questo periodo.
Ma io cerco sempre di vedere positivo, e di pensare che se ci metto energia e soprattutto volontà, e se riesco a trarre insegnamento dagli eventi passati (perché niente accade mai per caso), l’anno nuovo sarà fruttuoso.

Mi soffermo invece sui miei viaggi del 2009. Perché in fondo su questo nostro spazio spazio io rimango principalmente il “papero volante”, e quindi è giusto tirare un po’ le somme.

L’ingegnere pignolo che c’è in me ha fatto un po’ di statistiche, così come l’anno scorso, e posso dire che quest’anno ho viaggiato parecchio meno del 2008, che però era stato un anno record.
Infatti, ho volato “solo” per 218 ore (contro le 324 dell’anno scorso), percorrendo per aria appena 143000 km (contro i 211000 dell’anno passato). Il mio volo più breve è stato di 187 km, il più lungo di 11182 km. Praticamente tutti i viaggi in aereo sono stati fatti per lavoro.

In che posti sono stato?
A gennaio sono stato in Indonesia, a Jakarta e a Solo (una città nel centro dell’isola di Java). A marzo sono stato a Ankara, toccando per la prima volta la Turchia. Sempre a marzo sono stato di nuovo in Brasile, prevalentemente a Rio. Sono tornato in Florida, in tre occasioni, a febbraio e a settembre. E sono stato più volte, a partire da agosto, ad Abu Dhabi, negli Emirati.

A proposito. A inizio 2009, Maumozio aveva lanciato una specie di meme-sondaggio chiedendo di stilare una lista dei luoghi che avremmo voluto visitare nel corso dell’anno. Beh, a parte il soggiorno di relax estivo, non sono riuscito a centrare nemmeno uno degli obbiettivi che avevo elencato nella mia lista… Ritenterò, sperando di essere più fortunato.

*****

Ma sono riuscito a vedere qualcosa, durante questi viaggi?
Beh, come al solito, molto meno di quello che avrei potuto e voluto.

Praticamente niente a Ankara, dove sono riuscito a farmi l’idea di una città molto più europea di quanto uno è portato a pensare. E’ una città moderna e occidentale, Ankara, ma della modernità ha preso anche tutti gli aspetti più deteriori. Diciamo comunque “giudizio sospeso”, dal momento che le poche ore trascorse non sono sufficienti neanche a esprimere un giudizio.

Ho visto qualcosa (ma niente in confronto a quanto sarebbe stato possibile visitare) in Indonesia. Mi rendo conto che non vi ho raccontato niente di questo viaggio (anche perché dall’Indonesia volai direttamente in Florida…).
Ho potuto spendere qualche ora a Jakarta, un pomeriggio e la mattinata successiva. E’ una città moderna, con palazzoni enormi e (talvolta) avveniristici. E un caos infernale. Il traffico è incessante, disordinato, rumoroso, con un fetore di gas di scarico insopportabile. C’è una quantità di moto incredibile, sono ovunque, si infilano fra le auto e sui marciapiedi, e occupano ogni angolo della città. Purtroppo, oltre al poco tempo a disposizione, ho dovuto combattere anche con il collega che aveva come unico interesse quello di girare per centri commerciali specializzati in elettronica alla ricerca di un videogioco… Succede anche questo, quando non ci si possono scegliere i compagni di avventure.
Devo tuttavia ammettere che anche gli shopping mall sono una esperienza da fare. Sono degli enormi palazzoni, composti da negozietti in cui si vende tutto quello che ha a che fare con l’elettronica, con la fotografia, con i computer. Bisogna cercare il negozietto col prezzo migliore, contrattare, minacciare di andare da un altro… A me non sembra che i prezzi siano poi così attraenti, ma c’è ci va pazzo per questo modo di fare acquisti, e ne riceve grande soddisfazione.
La cosa più curiosa era che non esisteva neanche un singolo posto che vendesse software originale. Giochi per le console, programmi per il pc, film in dvd, erano tutti rigorosamente “tarocchi”, ma venduti regolarmente alla luce del sole. Unica limitazione, una scritta piccolissima sulla custodia indicante che il software era destinato all’uso all’interno dell’Indonesia. E alla nostra domanda se ci fosse del software originale, ci guardavano sgranando gli occhi!

Ben altre emozioni quelle vissute nella trasferta fuori Jakarta, nell’entroterra di Java. Siamo arrivati a Solo con un’ora di volo da Jakarta. Successivamente, siamo stati imbarcati su un van per andare alla nostra destinazione finale, a due ore di strada.
E’ stato un viaggio memorabile, con il pulmino che aveva degli ammortizzatori totalmente andati e dei sedili durissimi, su una strada tortuosissima che si inerpicava sulle pendici di un monte (che credo fosse un vulcano), in un susseguirsi di incroci pericolosissimi con motocicli, con corriere, con camion…

Il panorama era bellissimo, il classico paesaggio che viene in mente quando si pensa a quei posti. Vegetazione rigogliosa, verdissima, i pendii delle montagne tutti terrazzati, con coltivazioni ovunque (prevalentemente risaie) e con contadini con i cappelloni di paglia a forma di cono intenti a lavorare.
Siccome ero seduto nel posto centrale e quindi non potevo fare foto neanche attraverso i finestrini, ho manifestato il mio desiderio di fermarci per fare qualche foto. Il nostro accompagnatore ci ha rassicurati, promettendoci una sosta in cima al passo, prima di intraprendere la discesa dall’altro lato.
Così è stato, infatti. Peccato che, una volta arrivati, quello che doveva essere un paesaggio mozzafiato era in realtà completamente avvolto in una nebbia fittissima e quindi… addio foto!

Altra cosa memorabile della puntata a Solo è stato il pranzo nel giorno della partenza. I nostri accompagnatori locali ci hanno proposto un pranzo rapido in un locale – a loro dire – “tipico”. Devo dire che in quel posto ho visto cose che voi umani…
Il “locale tipico” era una baracca sulla strada, un grosso tendone di legno e plastica. Si cucinavano soltanto carne di montone e di capra, e essenzialmente in due modi: zuppa e spiedini (satay). Gli spiedini erano buoni, e anche la carne nella zuppa non era male. Il problema era tutto il resto, l’aspetto del locale, e anche le cucine dove con grande gentilezza ci hanno fatto entrare per vedere come facevano gli spiedini… Peccato che ho visto anche l’ambiente circostante, ho visto dove tenevano la carne a come pulivano i piatti…
Volendo c’era anche il take away, che consisteva nel portarsi a casa gli spiedini nel foglio di giornale, o la zuppa in dei sacchettini di plastica come quelli della raccolta differenziata dell’umido.
Comunque è andato tutto bene, e non ho avuto nessun segno di malessere gastroenterico. Ah, dimenticavo, il pranzo per sei persone è costato circa dieci euro. In tutto. Bevande incluse.

Credo di essermi un pochino dilungato… Facciamo che continuo in un altro post, per raccontarvi della Florida. Magari al nuovo anno.

Nel frattempo, ho messo in linea qualche foto ricordo dell’esperienza indonesiana.

A presto.

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10 risposte a Consuntivi (1)

  1. Lilla ha detto:

    ed io che ti credevo in compagnia di qualche bambolona …. ed invece … tutti questi giorni di silenzio … erano dovuti alla creazione di questo post!!!! quasi, quasi ti chiamo: \’alepapero manzoni\’!!!! ;)ti auguro tanta serenità, che il 2010 sia per te e le persone che ti sono care, portatore di tante cose belle!! Felice e Sereno Anno Nuovo!!

  2. Signora ha detto:

    tu sai vero a cosa sto pensando in questo momento, senza aver letto nulla vero? :PPPP

  3. Signora ha detto:

    letto tutto! l\’esperienza negli shopping mall l\’ho avuta anche io a Singapore, ma, ai miei tempi, i prezzi in dollari erano veramente interessanti :-)ps. certo che vedere dopo un anno le foto di Jakarta, mi fanno pensare che sia stato proprio un avvenimento riuscire a vedere \’quasi\’ subito quelle di gruppo fatte a Milano :PPP

  4. Sonja ha detto:

    Troppo lungo da leggere… e x dirlo io che non possiedo il dono della sintesi è tutto un dire. :pLo frazionerò a puntate.Auguri!

  5. fab ha detto:

    e dimmi sei mai stato a Pescara e dintorni???

  6. Federico ha detto:

    @Lilla: Niente Bambolona, as usual… Ma neanche sono stato in silenzio soltanto per scrivere questo post… Non esageriamo!@SdS: Posso immaginare due o tre possibili alternative, relativamente al tuo pensiero… Per quanto riguarda le foto e il racconto dell\’Indonesia, effettivamente me la sono presa un po\’ comoda… Poi ho visto la data di scadenza e mi sono affrettato prima che andassero a male… No, in realtà erano finite su un hard disk che mi dava dei problemi, e non le riuscivo più a recuperare…@Sonja: Pensa quanto ti faccio risparmiare in libri, riviste, quotidiani…@Fab: Certo che sì… E l\’ultima volta proprio la scorsa estate! Meglio di Jakarta, senza dubbio! (e gli arrosticini sono meglio dei satay)

  7. Virginia ha detto:

    se tu avessi fatto un suntivo invece che un consuntivo, sarebbe stato meglio!se qualcuno mi chiederà cosa ho fatto l\’ultimo dell\’anno, potrò dire di essermi immersa nella lettura di un reportage di viaggio paperesco!:-)))))

  8. Silykot ha detto:

    Da papero volante a papero scrivente.E, dicci, se non sei stato in silenzio solo per scrivere questo post… come ce la spieghi la lunga pausa??

  9. fab ha detto:

    bene, se rifarai scalo a Pescara, ti offrirò volentieri qualche specialità tipica dei nostri posti…

  10. Paola ha detto:

    Consuntivi 1…. quanto hai scritto…mi sembra di esserci già stata in questi posti!sai, papero, io con la fantasia viaggio molto…anche se nella mia lista di sogni non realizzati rimane il "sud africa" …. troppa magia…per quanto riguarda gli sviluppi, vedrai che saranno di sicuro positivi… e se qualcosa non andrà come tu speravi… beh, pazienza, non sempre i dolci vengono perfetti…

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