Strani giorni

Strano inizio, quello della giornata che ora sta finendo. Anomalo e… sinestetico.

Alle tre e mezza, stanotte, mi sono svegliato. Mi sono girato, mi sono rigirato, e poi mi sono ancora girato… Un sacco di pensieri, principalmente scadenze sempre più scadute del lavoro e della burocrazia domestica… E quindi mi sono rigirato, e poi girato, e infine rigirato…

Quando l’orologio segnava le cinque e mezza, sconfitto, mi sono alzato. Caffé, e poi in bagno. La finestra era aperta, faceva caldo, la strada era ancora silenziosa e l’unico suono era quello, insistente, degli uccelli che preannunciavano con il loro canto l’arrivo della luce. L’alba è sorta dopo poco.

E’ stata un’alba lattiginosa, col cielo chiaro ma non limpido. Automaticamente, e non so bene per quale motivo, il pensiero è andato alle albe pachistane. In particolare, a quando si arrivava a Islamabad alle prime luci dell’alba, dopo una notte in aereo. Si apriva il portellone e si scendeva la scaletta e si cominciava a sentire il calore appiccicaticcio, l’odore di marcio, gli odori tipici del Paese… E la camicia sgualcita da una notte di viaggio diventava umida, ed era fastidioso averla addosso.
Successivamente, dal taxi che correva verso l’hotel Marriott o il Serena in centro alla città, si vedeva proprio quell’alba lì, quella di stamattina, quella luce… E io ne ho sentito l’odore e la sensazione addosso…

Una doccia, stamattina come tanti anni fa appena arrivato nella fresca camera dell’hotel, mi ha liberato da questa sensazione di disagio e spazzato via i resti di una notte di sonno spezzettato.

*****

Alle sette in punto sono uscito, almeno un ora in anticipo rispetto al mio orario solito. Avendo rimesso in ordine tutti i miei dischi nelle scorse settimane, ho acchiappato un paio di dischi a caso dalla pila, e mi è capitato “Bella ‘mbriana”, un vecchio, vecchissimo Pino Daniele, di quando Pino non era ancora rincoglionito e faceva il Blues insieme a altri bravissimi strumentisti.

In macchina era presto per “Il ruggito del coniglio”, che normalmente mi fa compagnia quando esco alle 8, e quindi inevitabilmente Bella ‘mbriana è partito… Volume a palla, con effetto se vogliamo un po’ tamarro, nelle soste ai semafori della una tranquilla periferia lombarda… Annaré, Tutta n’ata storia, Bella ‘mbriana, Tarumbò…

Era l’81, o l’82… ero all’università, e mentre stamattina l’auto scivolava tranquilla verso il lavoro, ho risentito i suoni, gli odori, soprattutto le puzze di quel concerto a Fuorigrotta… Palazzetto pieno… sudore, pizze, panini… sudore, vino, canne… Fu un concerto bellissimo, entusiasmante! Forse soltanto perché era uno dei primi a cui assistevo…

*****

Non abito troppo lontano dall’ufficio, specie quando non c’è traffico. Non sono riuscito a sentirlo tutto, il cd. Sono entrato alle sette e mezza, i guardiani mi hanno scrutato strano…

Mi sentivo bene, dopo tutto. E’ stata una giornata vitale e costruttiva.

Che faccio, metto la sveglia alle cinque e mezza, domattina?

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22 risposte a Strani giorni

  1. Dream ha detto:

    credo che ci sia bisogno di nottate insonni – a volte – solo per ritrovarsi.
    Al fastidio iniziale, inevitabile direi, durante il quale i primi pensieri che affollano la mente sono di tipo ipocondriaco anche nei più scafati, si sostituisce pian piano la rassegnazione della ‘veglia nonostante tutto’ ed allora, perchè non impiegare questo tempo rubato alla routine quotidiana per ritrovare vecchie immagini e suoni ed odori dalla mente?

    In fondo, inconsciamente, queste sensazioni sono sempre dentro di noi, ma rispolverarle non è di sicuro un male. Una nota nostalgica a volte, un sorriso velato, ma indubbiamente un fondo di vita vera e vissuta.
    Ed è toccata a noi.

    Buona sveglia… a qualunque ora tu decida di metterla🙂

    ps. è mezzanotte, l’ora delle streghe, e mancano solo 10 ore al mio ritrovare affetti vicini e lontani! credo che anche il mio sonno sarà un po’ agitato😛

    • Dream ha detto:

      pps. a rifletterci bene (e per non smentire il mio caratteraccio…) questi mica sono pensieri da triste penoso ed irrimediabile ingegnere ahahahha!😛

    • paperi si nasce ha detto:

      “rispolverarle non e’di sicuro un male”… Assolutamente, tutt’altro… E’ un piacere ricordare queste cose.
      La cosa sorprendente è il meccanismo per cui da qualcosa che assolutamente non c’entra niente (ti assicuro che non c’è niente di più diverso fra l’alba lombarda e quella pachistana), si apre un flusso di ricordi nitido e articolato…

  2. kali ha detto:

    Io facevo un sit in al provveditorato con la classe del liceo. Ci passavamo un walkman: il primo che avevo mai visto.
    Mi sentivo parte di una lotta giusta: volevano dividere la nostra classe.

    Il cinguettio degli uccelli all’alba ha segnato la fine di tante mie notti passate al tavolo da disegno prima di un appuntamento importante (esame, revisione, lavoro…)
    Adesso succede ancora, magari davanti al pc.

    I giorni che non finiscono hanno qualcosa di magico e di strano, che è difficile condividere.

    I giorni che iniziano prima che il sole sorga, sono sempre un po’ stropicciati dai pensieri, dai ricordi e dalle malinconie…che sono, comunque, sempre meglio di un incubo frutto di una notte terribile o della realtà.

    Buona notte…magari un po’ più lunga.
    Kali

  3. Harielle ha detto:

    C’ero anche io a quel concerto…bellissima magia…
    Un bacio, Papero girovago😀

  4. Lilla ... ha detto:

    Ma come te lo devo dire??? la peperonata, di sera, e’ pesante … Ti si ‘ripropone’ e non dormi!!!!🙂
    Ps: tutte le mattine mi sveglio alle 5.30 per alzarmi alle 5.45 … Sara’ per questo che l’unico pensiero che ho e’ che vorrei rimanere a letto!!!🙂 comunque fare le cose con il silenzio della notte mi aiuta a superare i primi momenti di empasse e mi piace bere il caffe’ guardando fuori dalla finestra la citta’ che ancora dorme … E che lentamente apre gli occhi …🙂

  5. Giulia ha detto:

    quelle ore lì non esistono nei miei orologi…🙂
    però concordo, è bello quando un imprevisto, qualcosa che devia dal solito ci regala un po’ di tempo per noi, per i ricordi, per guardarci intorno…

    buonanotte…
    🙂

  6. arielisolabella ha detto:

    e’l’eta’papero E’ l’eta’….:-D

  7. silykot ha detto:

    In psicologia si chiama “inquietudine da compleanno”.
    Sì, sì… c’è proprio una sindrome e tu ne hai tutti i sintomi, sei un caso da manuale.
    La prescrizione è la compagnia di un po’ di amici, una gita fuori porta, un morso di focaccia.
    La posologia prevede, però, un’altra dose un po’ più massiccia, magari con l’aggiunta di altri amici, di qualche altro chilometro e di qualche arrosticino.
    E passa tutto!😀
    P.S. La tua psicologa è sempre a disposizione per altre informazioni.

  8. paperi si nasce ha detto:

    Dici?
    Non so perché, ma la tua spiegayione non mi convince del tutto… Mi sembra costruita…
    Comunque la prima parte della terapia l’ho fatta… Che faccio, mi applico per la seconda?

  9. Dream ha detto:

    Ed ora, ti ci devi proprio abituare a quel suono ‘tondo tondo’… ahahah
    Le orecchie te le ho già tirate ieri… oggi ti dico:

    Benvenuto nel Club del Cinque!🙂

    AUGURISSIMI DI CUORE!

  10. mizaar ha detto:

    svegliarmi presto al mattino non mi disturba, anzi. ho bisogno della mezz’ora dedicata a leggere, mentre faccio colazione. in questo periodo il cielo è già chiaro e invoglia a guardare oltre. non c’ero al concerto di pino daniele, ma guardandolo nel filmato mi sono resa conto di quanto era giovane, dovevo esserlo anch’io allora, sicuramente!😀

    • paperi si nasce ha detto:

      Eh, cara Virginia… Premesso che tu sei ANCORA giovanissima, sono passati trent’anni da quel concerto… eravamo diversi, sì… e anche il mondo era diverso.
      Ho appena finito di vedere “Ricomincio da tre” di Troisi in televisione. Anche quello è dell’81. Vedere le immagini, gli abbigliamenti, le auto per strada, le case della periferia napoletana tutte puntellate per il terremoto appena passato… Sono tutte cose che mi sono estremamente familiari, ma sono così lontane: mi fa uno strano effetto!

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