Pensieri norvegesi

Qualche estate fa ho fatto una vacanza in Norvegia, in camper.

Avevamo percorso la nazione da Nord a Sud ed eravamo arrivati a Oslo. Era una delle ultime sere del viaggio, e ci “accampammo” in una bella piazza nel centro della città.
Al mattino, nel preparare il mezzo per la tappa successiva e dovendo fare rifornimento di acqua, ero uscito con la tanica in mano, ancora assonnato, in pantaloncini e maglietta.
Mentre percorrevo i pochi metri che mi separavano dalla fontanella, una bella auto si è fermata non lontano al camper, e ne sono scesi un signore e una signora dall’aspetto distinto che si sono diretti, da soli, verso l’ingresso di un palazzo vicino.

A quel punto, siccome ho visto che tre o quattro persone che attraversavano la piazza si erano fermate a guardare la coppia, avevo chiesto a una di queste chi fossero i due, e avevo scoperto che erano il Re e la Regina…

Ho spesso ricordato questo episodio quando in Italia mi sono trovato bloccato nel traffico a causa di qualche corteo di auto a sirene spiegate, impegnate a scortare la “personalità” di turno nella sua auto blu, e ho sempre pensato con una certa invidia a quel popolo i cui “potenti” non hanno bisogno di essere protetti per esercitare la loro autorità oppure – come sospetto che avvenga spesso in Italia – per ostentare il proprio potere.

Non ho potuto fare a meno di ricordare questo episodio quando qualche giorno fa ho letto le prime notizie della tragedia di Oslo.
E’ stato un evento terribile e veramente difficile da accettare per le modalità, per i bersagli colpiti, e per aver appunto colpito un popolo assolutamente civile e non violento.

Al di là del dolore per l’enorme numero di vittime, penso però che la tristezza sarebbe ancora maggiore se la Norvegia, sull’onda della paura e di esigenze di sicurezza nazionale, dovesse perdere la purezza e l’ingenuità della sua vita civile.

E spero che il turista che, come me, si ritrovi a passare in quella piazza di Oslo possa ancora avere la fortuna di incrociare il re e la regina che, come due cittadini qualunque, passeggiano per la strada.

E’ questa, io credo, la vittoria vera sul terrorismo, sull’odio e sulla follia.

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9 risposte a Pensieri norvegesi

  1. Lilla ... ha detto:

    Bel post, bei ricordi, belle speranze, belle riflessioni …🙂

  2. silykot ha detto:

    Bel post, sì, però….. tu, proprio tu, in camper???? Sicuro????😛

    • paperi si nasce ha detto:

      Proprio io, sì… Non mi vedi capace?😛

    • paperi si nasce ha detto:

      La cosa risale a tanti anni fa… All’ultimo momento noleggiai il camper e – io che non ero mai andato oltre il Fiorino – mi sono fatto tutta la Norvegia dalla cima fino al fondo, per stradine strettissime e ripidissime. 11000 km, se non ricordo male.
      Un viaggio meraviglioso! Se il camper l’avesse guidato un altro e dello svuotamento del serbatoio del gabinetto chimico si fosse occupato un altro ancora, sarebbe stato ancora più meraviglioso… Ma chi si contenta gode!

  3. mizaar ha detto:

    sì fede, mi auguro anch’io che sia così. però fa davvero paura quello che si nasconde dietro un’apparente facciata di lindore e di civiltà. per quanto vituperato stieg larsson possa essere – ma a me è piaciuto leggerlo – ha denunciato sempre, prima sul mensile da lui fondato ” expo ” e poi nella millenium trilogy, una situazione sociale non proprio rosea! la cosa che mi ha fatto maggiore impressione è stato sentire della dinamica della strage sull’isola simile a quella descritta dai lars kepler nell’esecutore. un caso? boh…

    • paperi si nasce ha detto:

      Indipendentemente da quelle che possono essere le analisi sociologiche, io credo che quelli scandinavi siano dei popoli estremamente civili e con un grande senso civico… E vivendo qui, ogni tanto, un po’ di invidia la si prova!

  4. Quello che è accaduto in Norvegia fa davvero venire i brividi. Ma persone come Breivik, totalmente prive di sentimenti, di empatia, di amore e pietà, purtroppo possono nascere e vivere anche in paesi civili come la Norvegia. Non credo che i norvegesi cambieranno modo di vivere. In fondo sarebbe come fa vincere Breivik, e sono troppo intelligenti per stare al suo gioco.

  5. micmonta ha detto:

    La Norvegia è un sogno che coltivo da anni… prima o poi ci andrò, con calma, infrattandomi in ogni fiordo e città in cui valga la pena fermarsi. Il tragitto è lì pronto da anni ma…
    Quanto alla tragedia Breivik: nel 2003 ero a Copenaghen in inter-rail. Ne idolatravo la pulizia la calma, la sicurezza e la tranquillità con cui si passeggiava di notte anche nei parchi e nei quartieri periferici, quando venimmo a sapere che il giorno prima un ragazzo italiano in vacanza in inter-rail da solo, diretto a capo nord, era stato ucciso nel quartiere accanto a dov’era il nostro ostello. Non cambiai il giudizio di una virgola su Copenaghen; inoltre la cosa scosse talmente tanto la città che sul luogo del delitto c’era una distesa immensa di fiori con i danesi che non capivano come poteva essere potuto accadere e chiedevano scusa a noi italiani. Ne parlarono anche al tg in Italia per diversi giorni.
    Per me la scandinavia è sinonimo di civiltà e di ordine. Carente un po’ sulle relazioni sociali è vero, gente chiusa soprattutto fuori dalle garndi città dove in inverno il gelo, il buio e l’isolamento di alcuni paesini moltiplicano le distanze. Spesso sono in vetta alle classifiche dei suicidi… eppure… se avesse anche il sole d’inverno per più di qualche ora sarebbe il posto dove vivere !
    Nel 2009 andai a Stoccolma e me ne innamorai.

    Ma per ora stringo i denti e scelgo l’incasinatissima luce italiana.

    • paperi si nasce ha detto:

      Io sono stato in Norvegia, nel viaggio che ricordo sopra, nel 2002. Sono quasi dieci anni ma mi ricordo ogni dettaglio di quel viaggio. TI consiglio vivamente di andarci.
      Riguardo al fatto che gli scandinavi siano un po’ chiusi, sarà che io vivo in Lombardia (😉 ), ma non mi sento di condividere.
      In particolare, gli svedesi sono fra le persone più cordiali e disponibili che io abbia mai conosciuto!

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