Ah, gli americani!

Un po’ di tempo fa avevo scritto un post in cui commentavo come, dalla lettura del modulo di richiesta del visto di ingresso negli Stati Uniti, si desumesse come sono ingenui e “rigidi” i nostri amici d’oltreoceano. Per la cronaca, niente è cambiato nella sostanza delle domande che sono poste a chi vuole entrare negli States, salvo che prima quel modulino te lo consegnavano in aereo a un’ora dall’atterraggio, mentre ora lo devi compilare online prima di partire… Beh, perlomeno se per esempio “sei stato coinvolto in atti di spionaggio o sabotaggio, o in attività terroristiche” (e ovviamente lo dichiari scrupolosamente…) scopri subito che non puoi entrare negli Stati Uniti e almeno risparmi i soldi del biglietto!

Più di recente, durante una visita presso la sede di una importantissima ditta Aerospaziale in Florida, mi era capitato tra le mani un altro documento a testimonianza di quanto precisi, semplici, schematici e… diversi da noi siano gli americani.

Stavo usando il telefono della sala riunioni, e mi era caduto l’occhio su un blocchetto di cartoncini recanti la dicitura “Bomb Threath Checklist”. Ho guardato meglio e… non ho potuto fare a meno di sorridere, e ovviamente (italianamente) portare via un esemplare di questo capolavoro, che vi riporto qui

bmb clean

Si tratta, l’avrete capito, di una specie di questionario per fare un rapporto di una telefonata che minaccia la presenza di una bomba.
Bene, voi immaginatevi la scena in una Ditta italiana, o in uno qualunque dei vostri uffici: chiamano dall’esterno e dicono “C’è una bomba, salterete in aria tutti!”: che succede da noi? Nel migliore dei casi si riattacca, si comincia a correre, magari urlando, oppure no, silenziosamente, chiamando il collega simpatico, l’amante, l’amico, e casualmente dimenticandosi del capufficio e di quell’antipatica dell’ufficio del personale, si esce dalla Ditta e – messe al sicuro le proprie penne – ci si ricorda di chiamare la sicurezza interna o la Polizia.

Cosa fa invece l’impiegato medio americano? Appena capisce che si tratta di un allarme bomba, prende il modulo C-657 (versione 7-09) e innanzitutto legge la prima riga che lo esorta: “Rimani calmo, ascolta con attenzione, chiedi al chiamante…”, e comincia a porre la sfilza di domande riportata.

Ecco, io mi immagino la scena, mi immagino le voci: da un lato il terrorista che fa il suo annuncio, e dall’altro l’impiegato che chiede “mi scusi, buon uomo, saprebbe dirmi quando la bomba esploderà? E dov’è ora? Che aspetto ha? Ah, dimenticavo, che tipo di bomba è (sa com’è, sono un appassionato…)? E, di grazia, cosa ne provocherà l’esplosione?”.
Ma non è finita qui, perché ora comincia la parte più interessante della conversazione (io sento in sottofondo il timer che fa tic, tac, tic, tac… ma il nostro impiegato non si scompone): “mi dica, ma la bomba l’ha messa proprio lei? Perché? (sì, proprio così, perché!!!!), e come ha fatto a entrare nello stabilimento, e (siamo al culmine) lei come si chiama? Qual è il suo indirizzo? Da dove sta chiamando?

Ragazzi, da noi tutte ‘ste domande non le fanno nemmeno quelli del call center di Telecom quando segnali il guasto alla linea telefonica…

Secondo me a questo punto almeno il 70% dei terroristi è stato già preso da una crisi di nervi, è scoppiato in lacrime, e si è consegnato alle forze dell’ordine…
Nel frattempo l’intrepido impiegato ha finalmente chiamato (come prescritto) il numero di emergenza, ma il suo compito non è ancora finito, e si diletta a compilare tutta la parte conclusiva del modulino, l’analisi soggettiva della telefonata.
Che voce aveva, come parlava, con che accento, era educato o cafone, che rumori c’erano in sottofondo (c’è una serie di aggettivi e di scelte che mi fa impazzire!)…

A questo punto, non prima di aver compilato anche il riquadro delle note, il Nostro è libero da ogni impegno.

Un momento, però. C’è un difetto nel modulo C-657, me ne rendo conto solo ora: non c’è scritto di uscire dall’ufficio al più presto. Mi sa che il nostro amico, alla fine, rimane lì col foglietto in mano finché non lo vanno a prendere…

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22 risposte a Ah, gli americani!

  1. hetschaap ha detto:

    Incredibile! No, in Italia sarebbe assolutamente impensabile. Al limite un impiegato zelante abbozzerebbe sul modulino un disegno osceno prima di scappare. Si sa, in Italia siamo un sacco simpatici!

  2. ilmondodigalatea ha detto:

    Cioè, ma dai, in Italia non sarebbe possibile. Ma perché, a furia di far domande:1) si scoprirebbe che l’impiegato e l’aspirante terrorista sono cugini di terzo grado e giù a raccontarsi per due ore che fine ha fatto zia Mariuccia; 2) si scorpirebbe che entrambi tifano per la stessa suqdra di calcio, e giù due ore a parlare di arbitri cornuti e di quell’azione che non era rigore; 3) allamdomanda perché il terrorista tirerebbe fuori una storia lacrimevole e finirebbero tutti dalla De Filippi. Insomma, un casino.

  3. Harielle ha detto:

    Mi sono divertita un mondo a leggere questo tuo post. Dell’assurdità del modulo Esta mi ero già resa conto quando ho aiutato un’amica a compilarlo online prima della sua partenza (io non sono mai stata negli States) e ci siamo fatte grandi risate. Secondo me, nell’altro caso, però, la reazione degli yankees non sarebbe diversa da quella nostrana: in case of bomb, l’unica è…fuggire a gambe levate e senza troppe domande!
    Come stai, caro Papero, passata l’influenza? Un abbraccio

  4. Tore ha detto:

    Can you kindly go to the nearest prison?

    C’è poco da meravigliarsi, non mi ricordo dove ma ho visto che ad un concorso di bellezza chiedevano alle ragazze di indicare l’iraq su una mappa, e la maggior parte indicava l’Australia!
    Forse pensavano che un paese cosi pericoloso da dovergli dichiarare guerra ben 2 volte (per ora) avesse almeno delle dimensioni “temibili”.
    Per fortuna i bombardieri hanno il navigatore…

  5. qwertyminus ha detto:

    Meravigliose quelle domande, meglio di un provino al grande fratello.

    Chi vuol essere il prossimo terrorista? (cit.)

  6. fab ha detto:

    santa pazienza!!

  7. Lilla ha detto:

    Quanto so’ precisi ‘sti americani!!!
    Ps: ma anche da te quella dell’ufficio del personale e’ antipatica???? Ma gli faranno delle selezioni mirate???? 🙂

  8. micmonta ha detto:

    Fantastico… ho compilato l’ESTA un mesetto fa e già lì c’è di che ridere, ma quello che hai postato te la supera di gran lunga.
    Grazie di queste perle 🙂

  9. Alessandro ha detto:

    Preferisco il tizio dei simpson che urla “moriremo tutti” e si getta dalla finestra per poi rientrare alla chetichella quando si accorge che non è successo nulla.

  10. mizaar ha detto:

    e come direbbero dalle parti di lilla aho, gli americani so’ forti! 😀

  11. unpodimondo ha detto:

    Vi racconto un aneddoto che la dice lunga sugli americani… Alcuni anni fa conobbi in rete Brian, un mio coetaneo originario di New Orleans, che viveva in Texas e nacque una simpatica amicizia on line. Avevamo in comune diverse cose: stesso lavoro (informatici), figlie femmine più o meno della stessa età, hobby simili, etc… Inoltre essendo lui italo-americano io lo aiutavo a mantenere vivo il suo scarso italiano e lui mi aiutava col mio scarso inglese. Questa amicizia è andata avanti per diversi anni quando, ad un certo punto, Brian mi fa una domanda assurda: «Ma fra il tuo nome e cognome c’è una qualche particella, tipo un “Mac” o simile?» Ed io: «Ma a che ti serve?». Allora lui mi spiega che ha iniziato a lavorare per l’aeronautica militare Usa e gli hanno chiesto di riempire una scheda con i dati di ogni persona che conosceva fuori dagli USA (era da poco passato l’11 Settembre). Mi faccio inviare una copia del modulo, lo trovo palesemente assurdo e gli dico che non gli avrei mandato i miei dati perchè non mi andava di essere schedato dalle forze armate Usa. Pensavo che il mio amico avesse un minimo di elasticità e invece mi arrivò una e-mail di questo tenore «Mi dispiace mandarti questa e-mail ma, visto che non mi vuoi mandare il modulo con i tuoi dati, sono costretto ad interrompere la nostra amicizia. Casomai ti ricontatterò quando andrò in pensione.» Da allora non l’ho più sentito….

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