Striscia, la notizia

Ho trascorso la seconda metà della settimana passata a fare lo slalom – telecomando e mouse sotto mano – fra trasmissioni televisive e link internettiani per evitare di dover vedere le immagini relative alla cattura e alla morte di Gheddafi.

Stavo tirando il fiato quando ho dovuto ricominciare a fare lo stesso esercizio per evitare le immagini dell’incidente di Simoncelli.

A parte una sequenza con il figlio di Gheddafi che fuma l’ultima sigaretta, sono finora riuscito nel mio intento, ma so che prima o poi allenterò la guardia e mi fregheranno.

Però onestamente non capisco, trovo questa cosa semplicemente barbara.
Il momento della morte – attesa o inaspettata, voluta o fuggita – dovrebbe essere qualcosa di impareggiabilmente intimo, verso il quale si dovrebbe mostrare soltanto rispetto e pudore.

Al tempo stesso, vedere Gheddafi che parla pochi minuti prima di morire, vedere che aspetto aveva, e come è stato ridotto e oltraggiato il suo corpo subito dopo non dovrebbe cambiare la nostra opinione o quella degli storici su di lui.
E la dinamica al centimetro e al millesimo di secondo degli ultimi istanti di Simoncelli potrà interessare i giudici che dovranno valutare eventuali responsabilità, ma non dovrebbe cambiare il nostro dolore perché se n’è andato un ragazzo di 24 anni, simpatico, pieno di vita…

E invece, in nome del “diritto di cronaca”, o molto meno ipocritamente per assecondare le pulsioni voyeuristiche di parte del pubblico, queste immagini vengono ossessivamente riproposte.
E nessuno osa fare un passo indietro, perché sa che c’è un concorrente, un altro tiggì, o il web, che farà circolare il materiale al posto suo.

Io non credo che ci sia una soluzione.

Il “problema” è che siamo immersi nelle immagini. Possiamo vedere in tempo reale quello che succede in ogni posto del mondo e sotto ogni angolazione.
Ognuno di noi possiede un certo numero di telecamere, moltissime altre scrutano le strade, le case, i cieli, e quindi sappiamo che ci sarà sempre un video a circuito chiuso, un ragazzotto col telefonino, o una microcamera piazzata sul telaio della moto, pronta a riprendere i passanti o l’assassino, la fidanzata o il cadavere sfigurato, “Doctor” sul sedere di Valentino Rossi o la caduta mortale.

Abbiamo barattato entusiasticamente la nostra privacy, perfino nel momento della morte, con l’effimera ubiquità che ci viene data dal poter avere accesso in ogni momento e in ogni luogo a un’infinita quantità di immagini.

E forse quello a cui assistiamo ora è solo l’inizio.

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10 risposte a Striscia, la notizia

  1. hetschaap ha detto:

    Trovo la spettacolarizzazione della morte e del dolore il male del secolo appena iniziato. Purtroppo non si è neppure liberi di scegliere cosa guardare e cosa evitare ma si è costantemente violentati da ciò che viene scelto per noi. L’universo di Internet, per fortuna, rimane ancora un luogo abbastanza controllabile perché puoi imparare a conoscere e scegliere i siti di cui condividi l’etica e guardare quelli al posto di altri. In televisione, invece, l’omologazione è totale e la concorrenza spietata e questo impone immagini e notizie copiaincollate da un programma all’altro e non ti puoi proprio salvare. E, alla fine, tutto ciò è scoraggiante…

  2. Gigi ha detto:

    Sono assolutamente d` accordo.
    Inoltre, vorrei sottolineare che altri dittatori e/o presidenti piu` o meno democraticamente eletti hanno fatto altrettanti o ben piu` morti di Gheddafi.
    Ma nessuno ne parla.
    Alcuni esempi: Reagan e il suo appoggio dei contras in Nicaragua, Putin e i crimini in Cecenia, Kennedy e Nixon e i crimini americani in Vietnam, Mao Tze Dong in Cina, ..

    Gigi

  3. kalissa2010 ha detto:

    Hai ragione: non c’è scampo!
    Hai voglia a “slalomare”, se non cambia il “sistema sciacallo” le immagini verranno riproposte all’infinito.
    Prima mi informo, poi parte lo slalom.
    Deprecabile l’uccisione di Gheddafi ed il trattamento della sua salma: andava arrestato, processato e condannato, come per qualsiasi altro colpevole, dittatore o reo di crimini vari.
    Vedere certe scene mi riporta indietro, mi ricorda che la storia non insegna, anzi, che gli uomini non vogliono imparare.
    Dopo la morte di Simoncelli, mi ha colpito la fredda lucidità di chi corre in moto e dell’enturage: “sappiamo che può succedere” ripetevano, però piangevano tutti. Su FB mio nipote condivide un bellissimo video montato da un amico e lo commenta con un “mi sono commosso”, non so…magari può servire.
    Anch’io mi sono commossa, ho ripensato che a 22 anni per una caduta dalla moto stavo per morire e invece sono qui. Inoltre, come sempre accade in questi casi, ho riflettuto sul fatto che “la vita è un mozzico” e bisogna viverla al massimo…Poi ho spento il pc e sono stata riassorbita dai pensieri di sempre.

    • paperi si nasce ha detto:

      Anche io ho fatto simili riflessioni… Quello che dico è che si può “pensare” e riflettere anche senza il supporto di quelle immagini… E allora perché? Forse è vero quello che dice Mr. Loto qui sotto: è questo che la gente vuol vedere. Siamo tutti guardoni!

  4. Mr.Loto ha detto:

    Anch’io ho tentato ad evitare quei filmati ma bisognerebbe spegnere la tv per qualche giorno, altrimenti è impossibile non incapparvi; il fatto poi che questa macabra “moda” stia prendendo sempre più piede penso che sia dovuto all fatto che quello sia ciò che la gente vuol vedere.

    Un saluto

  5. silykot ha detto:

    Tv ignorata da giorni, guardo solo i cartoni animati con mio figlio.
    Basta!

  6. Lilla ... ha detto:

    Siamo proprio fratelli 🙂 … Il video di gheddafi sono riuscita ad evitarlo, purtroppo, quello di simoncelli no … Credo che, tutto sommato, ci fanno vedere quello che vogliamo vedere, c’è sempre un’offerta laddove c’è una domanda … Se tutti, ma proprio tutti, spegnessimo la tv o guardassimo altro, probabilmente, ci farebbero vedere altro!

  7. unpodimondo ha detto:

    Io me li sono beccati tutti e due… se volevi sentire le notizie, potevi scansarli per un po’ … ma prima o poi ti beccavano! Le notizie si potevano però dare senza soffermarsi sulle immagini, senza quegli infiniti replay al rallentatore, senza i fermo immagine sull’istante più raccapricciante… Così non sono più notizie… è solo porno!

    Sui due personaggi:
    Gheddafi andava preso e processato ma ho l’idea che a molti potenti facesse troppo comodo un Gheddafi morto che non potesse aprire bocca…

    Su Simoncelli mi è dispiaciuto un sacco perchè doveva essere un ragazzo solare e con tanta voglia di vivere, come tutti i ragazzi della sua età! Onestamente, pur con tutto il dispiacere, io la sua morte la considero una drammatica morte sul lavoro… al pari di un suo coetaneo che cade da un’impalcatura, che viene travolto dal trattore o che rimane folgorato su un cantiere…

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