Quando comincia a gocciolare dal soffitto

Ho letto qualche giorno fa la notizia della donna delle pulizie che, in un museo di Dortmund, ha visto una bacinella nera tutta incrostata di bianco appoggiata sotto una opera esposta e si è sentita in dovere di ripulirla.

Purtroppo però si trattava di una parte fondamentale (?) dell’opera “When it starts dripping from the ceiling” (“Quando comincia a gocciolare dal soffitto”) dell’artista tedesco Martin Kippenberger (assurto l’altro anno agli onori della cronaca anche in Italia in quanto autore di quella rana crocifissa che era stata esposta a Bolzano e aveva suscitato indignazione e polemiche), e purtroppo questa donna, con la sua iniziativa, ha deturpato (?) irrimediabilmente l’opera.

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Ora gli esperti si stanno interrogando su se e come ripristinare l’integrità dell’opera, e i periti e gli avvocati sull’ammontare del danno e sulla responsabilità del relativo risarcimento (per inciso, l’opera era valutata circa 800000 euro…).

Personalmente, senza entrare nel merito del messaggio artistico, penso che alcune opere di arte contemporanea si prestino a questo genere di equivoci o quantomeno creino grossi problemi interpretativi.

A questo proposito, mi è venuto in mente e ho ritrovato su youtube una memorabile sequenza del film “Così parlo Bellavista” di Luciano De Crescenzo. Eccola qui.

Ah, dimenticavo. Buon week end…

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23 risposte a Quando comincia a gocciolare dal soffitto

  1. Lilla ... ha detto:

    Feci una cosa simile impiegando più di un’ora per togliere da una plafoniera quelli che io consideravo ‘schizzi di tinta’ (stavamo imbiancando le pareti) solo dopo aver finito mi accorsi che anche le altre due erano così e lì … Ancora non c’era passato Mr. Lillo …😦 di nascosto presi un nebulizzatore e lo riempii di tinta bianca per cercare di ricreare l’effetto (in parte riuscito) … Ma venni colta sul fatto!! Per fortuna, Mr. Lillo non pretese 800000 euro!!😉

  2. fab ha detto:

    il tuo post mi fa pensare a quello che ci viene prospettato come “capolavoro d’arte moderna”…come si è modificata la concezione di arte, di bello?

  3. fab ha detto:

    Sig.ra Pina, il sig. Papero la viene a prendere per venire giù da me?

  4. mizaar ha detto:

    tu è meglio che non vai a vedere una mostra di cattelan, sennò chissà che post scrivi!😀

  5. fab ha detto:

    ma che dimostrazione di pentole! abbiamo il 150 enio da festeggiare.

    • mizaar ha detto:

      qualche pentola del negozio dei miei m’è pure avanzata, se volete… in effetti c’era sempre il 150ennio delle bimbe da festeggiare!😀

      • paperi si nasce ha detto:

        Mi costringi sempre a fare precisazioni pignoline, ma una delle tre BIMBE che contribuiscono ai 150 sarei io… Fai un po’ tu!
        (Fra parentesi, se non ci sbrighiamo finiremo col festeggiare il 153esimo…)

  6. fab ha detto:

    Scusa Federico, ma hai noleggiato ‘sto torpedone o no?

  7. fab ha detto:

    dalle nostre parti è abitudine festeggiare “le mete” dei quaranta, cinquanta e poi di seguito con un raduno annuale..
    I nati nel 1961 a Torre sono 64, entro dicembre ci sarà il raduno..da voi c’è questa consuetudine?

  8. kalissa2010 ha detto:

    Arrivo tardissimo, ma posso?
    E’ una storia che si ripete, a quanto pare.
    Nel 2010 un’altra “ignorantissima” donna (sempre donne?) delle pulizie rimosse una pozza di sangue che “colava” da un’istallazione con un feto abortito (SIC) se non sbaglio.
    Mi sorge un dubbio: ma non saranno grandiose bufale?
    Un po’ per attirare l’attenzione sulla mostra, un po’ per sottolineare la discutibilità di “certa” arte?
    Arte concettuale…
    Arte.
    A me piace a prescindere.
    A volte mi fa inorridire, a volte penso che l’autore, sia in pieno delirio da peperonata di mezzanotte, altre mi fa sorridere ed esclamare, come farebbe la signora Adalpina “Arte? ma so’ bbbona pure io a fa ‘na cosa simile!”
    E l’arte sta proprio qui.
    Nel fatto che per alcuni minuti ci fa dimenticare tutto il resto, ci emoziona in qualche modo, ci risucchia in un pensiero diverso, ci fa riflettere, ci fa chiedere: “ma che avrà voluto esprimere”, ci fa azzardare ipotesi, ci fa cercare risposte, ci strappa un sorriso o un senso d’angoscia.
    Arte.
    A differenza dell’architettura, può avere la sola funzione di comunicare emozioni, anche l’indifferenza, anche la disapprovazione.
    Arte.
    Duchamp, Manzoni, Kunellis, il contemporaneo Cattelan citato da Virginia…e tanti altri.
    Mi stupiscono sempre, nel bene e nel male e mi forniscono uno spunto di riflessione.
    L’arte Concettuale l’ha fornito anche a Te che ci hai fatto questo post ed a noi che l’abbiamo commentato: anche questa volta, l’Arte, ha raggiunto il suo scopo.
    Scusa per le chiacchiere.
    Kali🙂

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