Ce la potremo mai fare?

La creatività è sempre stata considerata un carattere distintivo di noi italiani, un carattere di cui andare fieri, ma non passa giorno senza che questa creatività produca dei frutti originali, troppo originali, facendo diventare il nostro Paese il regno dell’incredibile, l’Italialand come l’ha chiamata Crozza.

L’ennesimo esempio è di questi giorni, legato agli accertamenti della Guardia di Finanza in alcune località turistiche, e in particolare a Cortina d’Ampezzo.

La storia la sapete. Una nutrita squadra di ispettori è arrivata a Cortina negli ultimi giorni dell’anno e ha rivelato una interessante serie di potenziali (quanto clamorose) irregolarità.

In un Paese “normalissimo”, un episodio del genere non sarebbe neanche successo, perché i contribuenti non evaderebbero il fisco in maniera così massiccia e sfacciata.

In un Paese soltanto “normale”, la gente e le Istituzioni avrebbero applaudito al risultato conseguito dalle forze dell’ordine, avrebbero incoraggiato il ripetersi di queste azioni, avrebbero invocato pene severe per gli evasori colti in flagrante.

Ma l’Italia non è niente di tutto questo. Sarebbe troppo banale. E si sono sentite e viste reazioni sconcertanti.

Gli uomini vicini al vecchio capo del governo (ve lo ricordate? quello che c’era prima di Monti… come si chiamava…) hanno gareggiato a chi la sparava più grossa e hanno evocato la caccia alle streghe, il regime di polizia, l’eccitazione dell’odio di classe, la finalità dimostrativa/mediatica dell’operazione, perfino l’ostacolo creato all’attività commerciale nei giorni di massima affluenza turistica.
Si sono fatti vivi, e non potevano mancare, Cicchitto, la Santanché, la Gelmini, il sindaco di Cortina. Mancavano i leghisti, forse perché troppo impegnati in via Cola di Rienzo a verificare l’effettiva quantità di cotechino e lenticchie acquistata dalla signora Monti, da cui poter inferire un dato sul costo (per la collettività) del gas e luce elettrica necessari a cuocerli.

Disgustosi e ridicoli, ma sicuramente non sorprendenti. Si sono limitati a enunciare un punto fondante della loro “ideologia”: la protezione del “furbetto”, a discapito della collettività.

Quello che mi ha sconcertato e stupito, invece, sono alcune reazioni che ho trovato in giro sul web. Fra i tanti commenti agli articoli e ai post che si occupavano della vicenda, ce n’erano alcuni (e neanche pochi) che si lanciavano – sicuramente in buona fede – in esercizi di equilibrismo dialettico, volti a contestare, sminuire, criticare l’azione della Guardia di Finanza.
Scorrendo – tanto per citare alcuni fra i blog che seguo assiduamente – i commenti al post di Gilioli, o a quello di Galatea, ho trovato varie correnti di pensiero.
C’era un discreto numero di adepti della innovativa corrente dei “benaltristi”, che sta crescendo a dismisura in Italia: “Sono ben altri i problemi, ben altre le priorità, ben altri i privilegi, ben altre le violazioni da colpire…”.
A questi si contrapponevano, e a volte si affiancavano, i “dietrologi”: “Chissà quali loschi traffici hanno voluto coprire con questa operazione, sicuramente avranno voluto distogliere l’attenzione dai privilegi della casta…”.
Non mancavano i classici “qualunquisti”, anche nella variante “rassegnati”: “Sono tutti uguali, quelli dell’Agenzia delle Entrate sono dei mariuoli, i Finanzieri sono tutti corrotti, i politici pensano solo a proteggere i loro interessi, queste operazioni sono inutili, è tutto un magna-magna, se con queste operazioni si recuperano dei soldi servono solo a ingrassare la casta…”.
E poi c’erano dei sublimi sofisti, lanciati in sfrenate teorie. Ho letto che i risultati dell’operazione possono essere ingannevoli, perché il reddito e il patrimonio sono due cose diverse, e quindi tu puoi esserti comprato la Ferrari l’anno scorso perché hai avuto un anno buono e hai guadagnato tanto, e te la tieni anche se adesso hai reddito zero. Oppure ho letto la classica motivazione del “se non lavorano in nero sono costretti a chiudere, e allora è peggio”. O infine, buttata lì da una Cortinese, l’insinuazione che questi ottanta finanzieri saranno stati ospitati di sicuro negli hotel della cittadina (ovviamente a spese del contribuente…).

Ecco, a me tutto questo crea un vago senso di scoramento.

Io penso che la lotta all’evasione vada condotta con ogni mezzo e con il supporto incondizionato di tutte le persone oneste, e penso che sia una lotta di civiltà.
Non possiamo sperare di essere un Paese occidentale moderno e civile fino a quando il nostro agire di cittadini è in ogni occasione  focalizzato sulla ricerca del modo migliore di fottere lo Stato per perseguire un vantaggio personale.

Ma se mi trovo a leggere questi commenti, penso che forse è troppo tardi, non abbiamo più l’energia necessaria per affrontare lotte di civiltà. E mi chiedo: ce la potremo mai fare?

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10 risposte a Ce la potremo mai fare?

  1. hetschaap ha detto:

    Io sono convinta che ce la potremo fare. Ma, purtroppo, sono anche convinta che la cosa dovrà venire dall’alto. Un po’ come la manovra Monti (sulla quale, ancora, non ho un’opinione precisa). Ci vuole un Governo forte che operi per la giustizia e l’equità fregandosene delle critiche. Che vada avanti per la sua strada convinto che sia il bene del Paese. Un po’ come un genitore severo nei confronti del figlio scapestrato. Perché l’Italia (o, meglio, gli italiani) non è altro che questo: un figlio scapestrato incapace di perseguire una strada virtuosa senza una guida forte e, se necessario, poco indulgente. E’ brutto dire questo. Sembra quasi un discorso contro la democrazia popolare in cui, io personalmente, ho sempre creduto. Ma il momento storico in cui ci troviamo, secondo me, necessita di un intervento del genere per il bene comune.

    • paperi si nasce ha detto:

      D’accordissimo con te, dall’alto dovrà venire la pressione per avviare il processo, e i mezzi per portarlo avanti. Ma quello che mi demoralizza (e che mi ha portato a “sfogarmi” nel post sopra) è il fatto che la gente non sembra unanimemente d’accordo a che questo processo vada avanti. Il senso civico non è nel nostro DNA di italiani, non c’è niente da fare. E finché la gente non considerà il civismo come un valore, finché non capirà che pagare le tasse, e non essere furbi, permette a tutti di vivere meglio… non so se ce la faremo!

  2. silykot ha detto:

    Sono d’accordo con il commento di hetschaap: ci vuole un intervento di polso, che non si curi delle critiche e che, aggiungerei, non faccia qualunque cosa come calcolo elettorale. Forse Monti ce la può fare….

  3. fab ha detto:

    Francamente mi ha deluso è che gli esercizi controllati siano stati solo 35…Avrei preferito un controllo a tappeto totale…tanto avrebbero obiettato le stesse cose…si sono lamentati anche per la richiesta di generalità ad un conducente d un suv…non ci sono davvero limiti alla presunzione, arroganza e prosopopea

    • fab ha detto:

      Francamente mi ha deluso che gli esercizi controllati siano stati solo 35…Avrei preferito un controllo a tappeto totale…tanto avrebbero obiettato le stesse cose…si sono lamentati anche per la richiesta di generalità ad un conducente d un suv…non ci sono davvero limiti alla presunzione, arroganza e prosopopea

  4. Enripoppins ha detto:

    Cito…”e, francamente, non credo ce la potremmo fare…”
    Sono nauseata. Fatta l?italia, bisognava fare gli Italiani. L’Italia l’hanno fatta, gli italiani pure ma gli sono venuti un pò malino.

  5. mizaar ha detto:

    ecco che succede a frequentare certi blogghettini!😛
    sono dell’idea, come puoi ben intuire, che era l’ora di fare qualche sorpresa ai più titolati di noi, mortali da tasse sicure! oggi anche ad abano, domani chissà! che servano a nascondere altre magagne non lo so, ma per dare un vago senso di giustizia sociale, be’ meno male che ci sono. se ce la faremo? bella domanda! quella di riserva?😦

  6. Maggie May...be ha detto:

    Io trovo che l’evasione fiscale nel nostro paese sia l’elefante nella stanza che tutti ignorano.
    Per fare un esempio stupido: si sa che solo il 40% degli italiani paga il canone. Se ci venisse spontaneo pagarlo allora forse pagheremmo tutti di meno, oppure avremmo un servizio più decente. Invece il problema è che anche il 40% di italiani che paga onestamente il canone vorrebbe essere “furbo” e così il fenomeno aumenta.
    Secondo me questo è il motivo per cui per prendere soldi il governo ha messo le tasse sulla benzina. Siamo ancora più pigri che furbi.

  7. Emilio ha detto:

    La Guardia di Finanza ha fatto benissimo e poi è il loro lavoro, no?
    Ben vengano controlli a tappeto sulla gente considerata Vip, tra di loro ci sono eccome gli evasori…

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