Paura di volare (divagazioni personalissime sospese a mezz’aria)

Sono tornato ieri l’altro da un breve viaggio di lavoro a Monaco, primo viaggio in aereo del 2012. A mia memoria, non ricordo di aver mai trascorso l’intero mese di gennaio senza neanche una trasfertina. Una parentesi sedentaria, ma solo una parentesi, perché con febbraio già ricomincia il solito circo.

In ogni caso, mi sono ormai rassegnato al fatto che i miei viaggi di lavoro sono cambiati rispetto agli anni scorsi, non lasciando più nessuno spazio all’immaginazione: rimango sempre in Europa, frequento quasi esclusivamente tre o quattro destinazioni, e quel che è peggio i viaggi si svolgono quasi sempre in giornata o nell’arco di due giorni, limitandosi ad incontri e riunioni in posti “comodi” vicino agli aeroporti, e quindi non offrendo alcuna possibilità di turismo o anche di “vita”. Insomma, una gran noia. E il “Papero viaggiatore” avrà sempre meno cose da raccontare: dovrò cominciare ad attingere all’album dei ricordi!

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Facendo di necessità (il bisogno di avere un database dei miei viaggi per motivi amministrativi) virtù (o quantomeno mania), ho fatto anche quest’anno la mia piccola statistica su tutti i voli fatti nel corso dell’anno passato, e quindi ho scoperto che nel 2011 ho volato 92 volte, per un totale di 148 ore di volo e 67200 chilometri. Quasi due tratte a settimana, cioè quasi un viaggio a settimana, ma percorrendo molti meno chilometri rispetto agli anni precedenti.

Ho aggiunto tre nuovi aeroporti alla lista di quelli che ho toccato, e una nuova compagnia aerea… ma in generale la monotonia l’ha fatta da padrona, se penso al Milano-Monaco, che ho ripetuto 13 volte, e al Milano-Londra volato 10 volte. Come mi mancano le belle traversate intercontinentali di una volta…

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C’è però un elemento nuovo e inatteso nei miei viaggi aerei. Lentamente e progressivamente, nel corso dell’anno passato, ha cominciato a manifestarsi uno spiacevole stato di ansia nei momenti precedenti il volo e durante il volo stesso. Un’ansia che ha preso la forma – mi pare strano anche dirlo – di vera e propria paura di volare.

Ebbene sì, dopo anni e anni di frequentazione dei cieli, sempre in compagnia di un entusiasmo quasi infantile, ora comincio ad avere palpitazioni e a sudare ad ogni minimo sobbalzo dell’aereo, e sto in attento e tesissimo ascolto di ogni singolo rumore e di ogni singola variazione di regime o di assetto… Ed è diventato ormai inderogabile per me sedere al posto di finestrino, altrimenti sto ancora peggio!
E’ una cosa strana, perché da un lato mi continua a piacere tantissimo il volo e tutto quello che ad esso è collegato, ma dall’altro quest’ansia (che si estende anche alle ore che precedono il volo) mi rende alquanto pesante il tempo dedicato al viaggio e, data la frequenza dei miei voli, questo può essere un problemino serio.

Finora, non sono riuscito a schiodarmi da questa situazione, né a capirne a fondo le cause. Forse c’entra il tipo di viaggi che faccio ora, forse c’entra lo stato di stress nel quale mi trovo da un po’ di tempo…
E se invece c’entrasse l’insana abitudine di guardare tutte le puntate di “Indagini ad alta quota” su National Geographic Channel?

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19 risposte a Paura di volare (divagazioni personalissime sospese a mezz’aria)

  1. Maggie May...be ha detto:

    Quando sei tornato da Monaco? Io giovedì sera, ho volato su Bologna.
    E mentre tornavo ho fatto questo pensiero: “E se il pilota fosse un tipo come Schettino?”

    Io di trasferte di lavoro per fortuna non ne faccio mai, questa in fiera a Berlino è stata una novità, perchè effettivamente mi sono stancata molto anche se per certi aspetti è stato divertente.

  2. Alessandra Bianchi ha detto:

    Io ho sempre avuto paura di volare!
    Buona serata 🙂

  3. Lilla ... ha detto:

    Dunque, una volta un nutrizionista mi disse che mangiando spesso lo stesso alimento, il fisico sviluppa una intolleranza a quell’alimento (da non confondere con l’allergia!) … Secondo me, se smetti di mangiare la peperonata prima di partire, ti passa l’ansia! 😉
    Ps: dimenticavo!!! Guarda più cartoni animati e meno documentari!!

  4. Harielle ha detto:

    Uhm, che strani meccanismi attraversano la mente.
    Io ho sempre amato guidare e due anni fa, invece, all’improvviso, mentre ero al volante della mia macchinina, ho accusato uno strano malessere, che si è ripetuto ancora fino ad essere diagnosticato come sindrome da attacchi di panico. E da allora ho ridotto le mie prodezze automobilistiche, in attesa di disintossicarmi da questo stato.Sto prendendo coscienza del malessere che provavo da tanto tempo – e che non aveva nulla a che fare con la guida. Nel tuo caso, penso che si tratti di stress: da non sottovalutare, però. Questi piccoli segnali del corpo e della mente servono a farci prendere atto che dobbiamo indagare al nostro interno. E prenderci più cura del “fanciullino” che si cela dentro.
    Tra l’altro, adoro prendere l’aereo, ma fino a 2 mesi fa, neppure riuscivo ad andare in ascensore, mentre ora miracolosamente ce la faccio di nuovo 😀
    Buoni viaggi, caro Papero!

  5. fab ha detto:

    probabile che abbia ragione Harielle…
    riflettevo: anni fa ero soprannominata piede pesante. Mi piaceva e mi piace tutt’ora guidare, adoro le auto, le alfa in particolare, difficilmente non toccavo i 150 /160 km/h…(multe salatissime testimoniano)
    Man mano, forse “MATURANDO” ho incominciato a “decellerare”..forse più consapevole dei rischi. (parola di scout quando il pargolo o altri erano in auto con me, non ho mai superato le velocità consentite)…chissà forse stai maturando anche tu 🙂

  6. mizaar ha detto:

    ma tu ricordi come faceva erica jong? rispolvera! 😀
    ad ogni modo concordo con l’amica harielle, gli stati di ansia li tiriamo fuori dal cappello a cilindro come fa il prestigiatore con il coniglio. meglio pensare ad altro…

  7. silykot ha detto:

    Eeh… Poi inizierai a perdere il passaporto, a dimenticare la carta di imbarco…..
    Semplificando Freud, mi viene da dire che non vuoi partire e quindi ti coglie l’ansia…. mah… forse hai solo perso un po’ di entusiasmo nel lavoro che svolgi ma, puntiglioso e precisino come sei, non trascuri nessuno dei tuoi doveri… ma il tuo inconscio ne risente.

    Però, dai, “Indagini ad alta quota” metterebbe l’ansia anche a chi un aereo non si sogna nemmeno di prenderlo!

    • kalissa2010 ha detto:

      CONFESSA!
      Hai scritto il post per avere il parere autorevole della Psicologa!
      BECCATO!
      Io posso solo aggiungere un ‘idea profana…
      E se “agganciassi” un giorno ( o due) di ferie alla trasferta?
      Così il viaggio non sarebbe solo di lavoro, ma partiresti con la “promessa” di qualche giorno da turista! Insomma, un piccolo auto-regalo per digerire meglio la partenza.
      Oppure ti sei scocciato di viaggiare da solo: apri una petizione e…vedrai quanti/e volontari/ie compagni di viaggio trovi!
      Oppure. non sarà che (idea è molto personale), col passare degli anni, con l’aumentare esponenziale delle responsabilità, dei pensieri e delle preoccupazioni…compare nelle azioni di tutti i giorni, una sottile linea di “fifa blu”?
      Non so, a me sta capitando e non so se dipende dal momento particolare…
      @ SILYKOT: mi sa che dobbiamo prenotare una seduta-comitiva!
      In ogni caso…segui il consiglio di Lilla e piantala con certi documentari!
      😉

    • paperi si nasce ha detto:

      Personalmente, quelle che hai enumerato le considero evidenze di rincoglionimento senile… Inserirò a breve un post che ne parla.
      Tuttavia, sono d’accordo con te (e con Harielle e con gli altri) sull’ipotizzare che ci sia un accumulo di tensioni e di stress che poi da qualche parte deve uscire…
      Sto cercando di evitare “Indagini ad alta quota”, in ogni caso.

  8. ma fatti una crociera cambia un po’!!!! 😀

  9. letizia ha detto:

    volare….ansia da volo….non riesco purtroppo ad immaginarla…..volo così poche volte che ogni volta mi perdo nella bellezza di un sole che buca le nuvole, dell’infinito del cielo, della musica che produce la vibrazione dell’aereo….del senso di sospensione nel vuoto…..per me volare è un incanto

  10. Pingback: Bell’Italia (cronaca di un volo mattutino) | Paperi si nasce

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