Bell’Italia (cronaca di un volo mattutino)

Sollevarsi in volo può essere l’occasione (metaforica e reale al tempo stesso) di distaccarsi dalle cose della vita quotidiana, noiose e faticose, tristi e opprimenti, per perdersi con lo sguardo e i pensieri verso un orizzonte ben più ampio rispetto a quello a cui si è abituati.

Non sempre riesco a sfruttare questa occasione, o perché devo utilizzare il tempo del volo per lavorare, o perché l’ansia di cui vi ho parlato ha il sopravvento, o ancora perché i pensieri, quelli brutti, sono anche lì, fuori dal finestrino, fra le nuvole…

Qualche volta però funziona, magari a causa di circostanze particolari. Mi è capitato l’altra settimana, volando da Malpensa a Roma, con il primo volo del mattino.

Un volo breve e tranquillo, reso piacevole dalle condizioni meteorologiche (la quiete prima dell’arrivo di Lucy, che di lì a qualche giorno avrebbe sferzato la Penisola) che mi hanno regalato un cielo limpido e una splendida visibilità per tutto il viaggio.
In più, si sono aggiunte alcune circostanze fortunate (o almeno fortunate dal mio punto di vista…), fra cui quella di avere un posto (ovviamente) di finestrino nelle prime file sul lato destro dell’aereo, con un ampio angolo di visuale, e quella di decollare direttamente verso sud, cosa molto rara perché da Malpensa si parte quasi sempre verso nord.

Perciò mi sono rilassato, e mi sono immerso nella visione di quello che scorreva davanti ai miei occhi.

Subito dopo il decollo, quindi, mi sono trovato a ammirare l’insolito panorama dei boschi del parco del Ticino, illuminati dalla calda luce delle prime ore del mattino. In realtà, il territorio a est dell’aeroporto è densamente umanizzato, e quindi offre una serie interminabile di case, capannoni, strade e rotatorie, ma a ovest (nella direzione in cui guardavo io) si estende una fascia molto meno popolosa, al confine tra Lombardia e Piemonte, ricca di vegetazione. In aggiunta, lo spettacolo appariva ancora più suggestivo perché, mentre tutto era limpido e illuminato dal sole mattutino, il corso del fiume era nascosto da una striscia sfilacciata ma continua di nebbia, figlia delle piogge incessanti del giorno precedente.

Appena possibile ho acceso l’iPod, riuscendo a isolarmi ancora di più da quello che mi succedeva attorno. Nei miei occhi il panorama, nelle mie orecchie i notturni di Chopin…

Dopo poco, mentre si continuava a guadagnare quota, il Ticino è scomparso sotto di noi, e il panorama sempre più piatto mostrava le ampie zone allagate delle risaie del vercellese e del pavese… Ancora pochi minuti e, superato il Po, il panorama è ancora cambiato, con le alture dell’Oltrepò e dell’Appennino, incredibilmente mosse e solcate da profonde valli dove serpeggiano torrenti e quelle strade che – prima dell’avvento dell’autostrada – mettevano in comunicazione la pianura padana col mare di Liguria. Dall’altro versante, nel colore cupo della montagna si distinguevano i paesini bellissimi dell’entroterra ligure, gruppi isolati di case congiunti da stradine sottilissime e tortuose.Infine il mare, splendente della luce del sole ancora basso.

Arrivati sul mare poco a ovest di La Spezia, si poteva ammirare distintamente il promontorio di Portofino, e la bella costa ligure fino a Genova, che si intuiva in lontananza.

Dopo poco, con una virata siamo tornati sulla costa, giusto in corrispondenza della foce dell’Arno. Sotto di noi c’era quindi Pisa, e dal lato opposto so che sarebbe stato visibile il campo dei Miracoli e la Torre… Dopo alcuni minuti di costa uniforme, in cui correvano parallele la striscia di spiaggia e la fitta pineta retrostante, è apparsa Piombino e, poco più in là, l’isola d’Elba. L’Elba ha una forma strana e affascinante, con tutti i suoi promontori e insenature e golfi. Sembra una creatura marina che si è appoggiata lì, senza riuscire a raggiungere la costa. Ho percorso la sagoma dell’isola con lo sguardo, mentalmente ripetendo i nomi dei luoghi che conosco, e nei quali mi piacerebbe tornare.

Qualche minuto dopo l’aereo ha cominciato la sua lenta discesa, e dopo aver continuato a seguire ancora per un po’ la linea della costa tutta ricoperta dalla pineta, siamo arrivati in vista dell’Argentario, come l’Elba perfettamente riconoscibile, e anch’esso così unico, un’altra affascinante “creatura” di terra, acqua e roccia.

Alzando di poco lo sguardo, un po’ più in là c’era l’isola del Giglio, dove mi ha fatto molta impressione riconoscere la sagoma della Costa Concordia: in proporzione al porto e alle casette del paese che stanno dietro, appariva brillante e netta, e sembrava una cosa enorme!

Il volo stava ormai finendo, e anche la parte paesaggisticamente più bella. A partire da Civitavecchia, infatti, la presenza umana via via è diventata predominante, e i boschi e le pinete hanno lasciato il passo a case e strade, senza nessun ordine, lasciando intuire anche da quassù una certa urbanizzazione selvaggia.

Ancora qualche minuto e abbiamo toccato la pista di Fiumicino. I pensieri riprendevano il loro corso e si incanalavano nella routine. Stava per cominciare la mia giornata di lavoro, ma diversamente dal solito avevo un indecifrabile sorriso sul volto, e il pensiero di quanto sia bella l’Italia. Dall’alto.

Questa voce è stata pubblicata in Viaggi e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

15 risposte a Bell’Italia (cronaca di un volo mattutino)

  1. hetschaap ha detto:

    Fantastico! L’impressione è proprio quella di aver volato sul tuo stesso aereo!🙂

  2. fab ha detto:

    M’hai provocato un attacco d’ansia!!

  3. kalissa2010 ha detto:

    Volo piacevole, snack gustoso, documentario interessante: tornerò sicuramente a viaggiare con la vostra compagnia. Quattro stelle di gradimento.😉

  4. Lilla ... ha detto:

    L’Italia è bella anche stando con i piedi per terra … Un po’ meno quando sto con le ruote sul GRA … anche se, soprattutto in questo periodo, certe torri abbandonate che incontro lungo il tragitto hanno un fascino particolare circondate dai papaveri!!!🙂

    • paperi si nasce ha detto:

      Sì, è bella anche stando con i piedi per terra… Il problema è che si incontrano tanti, troppi italiani!
      Anche nella mia zona c’è una grande fioritura di papaveri. Sono molto belli!

  5. mizaar ha detto:

    insomma, avresti dovuto pagar loro un supplemento per le ripetizioni di geografia dal vivo!😀
    bellissimo post, papero, molto romantico – sarà stato chopin, immagino.

  6. silykot ha detto:

    Caspita, potevi avvisarmi che eravamo atterrati!🙂
    E’ stato proprio come essere seduta al tuo fianco…
    Sono contenta dei bei pensieri mattutini, non so se per merito di Chopin o del magnifico panorama, ma mi rallegra sapere che avevi un sorriso stampato in viso all’arrivo.
    Continua così!😉

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...