Cronaca d’agosto (Seconda parte) – Dal Ticino al Charles River (passando per… Alitalia)

La prima tappa del viaggio è stata Boston, punto d’arrivo del volo intercontinentale.

Ma prima di arrivarci, a Boston, bisogna superare l’oceano, e per farlo c’è bisogno di un aereo.

Siccome la decisione sul viaggio è stata presa tutto sommato nell’ultima settimana, non ci sono stati troppi margini di scelta sia per quanto riguarda l’itinerario, sia per quanto riguarda la compagnia aerea, e quindi ho volato da Milano via Roma per Boston e viceversa (avrei preferito arrivare in una città e ripartire da un’altra) e ho volato Alitalia.

Com’è stato il viaggio? Ho viaggiato in orario, sia all’andata che al ritorno. E questo è già un risultato. I bagagli sono arrivati. E questo è un risultato ancora più importante. Ma se dovessi esprimere un giudizio sintetico, direi che il viaggio è stato una schifezza.

L’aereo, sia all’andata che al ritorno, era vecchio, con poltrone (?) sporche e sfondate, bagni bruttissimi, e come intrattenimento un unico programma su uno schermo che da molte posizioni non si riusciva nemmeno a vedere.
E poi c’è il personale di bordo della “compagnia di bandiera”, che proprio non riesco a farmi piacere. Malgrado i cambiamenti avvenuti negli ultimi due anni, la grande maggioranza degli assistenti di volo sembra essere lì di malavoglia, per sbrigare una pratica per poter andare al più presto a casa. Malgrado la presenza di qualche persona competente e professionale, la percezione che si ha del servizio è conseguentemente scadente.
Il personale di bordo su un aereo non deve soltanto servirti i pasti, i salatini e le bibite, deve anche farti sentire a tuo agio, e farti pensare che ti puoi affidare a loro, perché sanno gestire l’ordinario e anche lo straordinario.
Salito sul Roma-Boston ho visto persone che per lo più chiacchieravano fra loro, che si muovevano in maniera casuale…
E poi – chiedo scusa alle mie amiche e amici della capitale (ma so che capiranno) – sono tutti troppo…romani!
Non è l’accento, è soprattutto un modo di fare confidenziale e piacione che proprio non mi va… Non tanto con noi italiani, che possiamo anche gradire, ma soprattutto con gli stranieri, trattati con poco rispetto.

Io quando prendo Alitalia ho sempre la speranza di trovarmi a fare un viaggio comparabile sotto ogni punto di vista con quello offerto dalle compagnie straniere. Questo perché tutto sommato Alitalia è la compagnia nazionale, perché si parla italiano, e anche perché i soldi del risanamento della compagnia sono usciti dalle tasche di noi contribuenti, e magari sapere che sono serviti a qualcosa può dare soddisfazione… Invece, anche questa volta, niente di tutto questo…

*****

Ma veniamo a Boston, finalmente… Anzi no, perché mi sono dilungato già troppo, per cui saltiamo alla prossima puntata… Abbiate fede!

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12 risposte a Cronaca d’agosto (Seconda parte) – Dal Ticino al Charles River (passando per… Alitalia)

  1. Lilla ... ha detto:

    Se secondo il mio ex-ex capo, una brava segretaria deve essere una perfetta padrona di casa (e, tutto sommato, sono d’accordo) figuriamoci come dovrebbe essere una brava assistente di volo!!! Inoltre, sono del parere che quando si sta a contatto con il pubblico, si deve SEMPRE essere sorridenti, cordiali ed educati, qualunque lavoro si svolga … E non perché ‘il cliente ha sempre ragione’, ma semplicemente per rispetto verso qualcuno che, pagando, ti permette di avere un lavoro (che di questi tempi è un miracolo avere!!) … Da romana, concordo col tuo pensiero: la cordialità è una cosa, prendersi troppa confidenza è un’altra … I romani facilmente sconfinano nella seconda!!😦
    Vabbè … Caro Fede … ho fede … perciò … Aspetto FEDEciosa il seguito … Senza fretta, lo so!! 😉

  2. micmonta ha detto:

    e noi abbiamo fede

  3. kalissa2010 ha detto:

    Detesto i piacioni, i faciloni, gli approssimativi, i maleducati e chi si prende troppe confidenze, soprattutto se sta a contatto con il pubblico e, ancor di più, se quel pubblico è pagante e lui/lei operatore è pagato…e questo indipendentemente dalle coordinate del GPS.
    Purtroppo anche gli stereotipi sono duri a morire e certa gente, col suo comportamento li mantiene vivi.

    • paperi si nasce ha detto:

      Ovviamente i miei ragionamenti sono in linea di principio indipendenti dal GPS. Sono napoletano e so cosa siano i luoghi comuni.
      Rimane il fatto che se operi in maniera professionale e rigorosa, il tuo accento e la tua origine non hanno nessuna valenza.
      Se operi in maniera approssimativa, e sei poco professionale, tendi (e questa è una caratteristica dei romani in primo luogo, ma anche dei campani) a esprimerti accentuando la cadenza, forse con l’errata convinzione di renderti più simpatico e più confidenziale…
      Da questo comportamento alla generalizzazione il passo è breve, visto che – per motivi storici – la stragrande maggioranza (non silenziosa, purtroppo) del personale di cabina AZ arriva dal Lazio.

  4. silykot ha detto:

    Uffa…. Un intero post solo per attraversare l’Atlantico? Di questo passo non finirai prima delle prossime ferie!
    A proposito: dove vai in vacanza l’anno prossimo? Così cominciamo a prepararci da soli!

  5. mizaar ha detto:

    concordo il parere sugli assistenti di volo di alitalia. tronfi e cafuncelli! mi accodo a sily. ci sono mesi che non scrivi e poi quando scrivi… mado’!😛

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