Cronaca d’agosto (Quinta parte) – On the road

Sono passati cinque mesi, e io continuo a parlare della vacanza estiva,
o di argomenti evocati dalla vacanza.
Chiedo scusa se non sono lineare e se sono discontinuo. Se vi siete stufati
saltate pure questi post, non mi offendo.

Come ho detto qualche volta in occasione di miei viaggi precedenti, se piace guidare (e a me piace), farlo in America è quanto di meglio si possa desiderare.
Basta capire alcune regole base relative alle indicazioni stradali e alla logica con cui sono classificate e segnalate le strade, seguire alcune regole del codice della strada, prima fra tutte il rispetto dei limiti di velocità (anche perché se ti beccano sono dolori…), e osservare alcune regole di “bon ton” e il gioco è fatto, il resto è puro relax.

D’altra parte l’America moderna è costruita sulle automobili… A parte le strade, che sono larghe e quasi mai intasate, e la benzina che costa una ottantina di centesimi di euro al litro (altro che Papaleo e le offerte della domenica…), tutto il resto è disegnato sul fatto che la gente si sposti con l’automobile, è estremamente raro fare “quattro passi a piedi”, se non nel centro di alcune grandi città. E’ qui che hanno inventato il drive-in, i fast food e ristoranti con il drive-through (dove ordini e ritiri i tuoi panini senza staccarti dal sedile) e dove ho visto (questa in Italia ancora non è arrivata) anche i bancomat drive-through, dove fai i tuoi prelievi e pagamenti senza scendere e senza spegnere il motore… Bah…

Tornando alle strade, forse è un fatto di riferimenti letterari e cinematografici, ma appena si imbocca una “highway” non si può fare a meno di sentirsi veramente “in viaggio”, di provare un senso di sconfinata libertà. E allora, si preme sull’acceleratore e… niente, perché anche sulla più larga e dritta delle “interstate” il limite di velocità non è mai superiore alle 75 miglia all’ora (che sono circa 110 chilometri all’ora), o più spesso 65.
E siccome un altro riferimento cinematografico (e posso assicurare che corrisponde a realtà) è il poliziotto sulla moto o sul macchinone che compare da dietro il cartellone pubblicitario, accende le sirene e ti viene a prendere, non ti rimane altro che sospirare, inserire il cruise control che mantiene la velocità costante senza dover pigiare l’acceleratore, e godersi il panorama.

Così alla fine, senza usare il cambio e la frizione (perché tutte le macchine hanno il cambio automatico) e senza usare nemmeno l’acceleratore, l’unica cosa a cui stare attenti è cercare di non addormentarsi.

Non cambia niente neanche in Canada, anzi. A me quest’estate è successo che dopo la metà del viaggio ho varcato il confine fra gli USA e il Canada e ho visto un segnale che indicava un limite di 100… Stavo esultando e spingendo il piede sull’acceleratore (mentalmente esaltando la maggiore maturità e civiltà dei canadesi), ma mi sono reso conto appena in tempo che in realtà i cento erano chilometri all’ora, e l’unica civiltà era quella dell’utilizzo del sistema metrico decimale (il che è comunque è una bella cosa…).
Dopo il confine ho percorso trecento chilometri per raggiungere Toronto, tutti di autostrada a tre o più corsie, e i primi sessanta, ve lo giuro, erano un unico interminabile rettilineo lungo il quale ho incontrato in tutto quattro o cinque macchine. Ancora non so come ho fatto a non addormentarmi!

USA_454
(un’altra cosa bella: le targhe così kitsch delle auto americane)

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16 risposte a Cronaca d’agosto (Quinta parte) – On the road

  1. Lilla ... ha detto:

    Mentre leggevo cercavo di immaginarmi sul GRA … 3 corsie … quattro o cinque macchine … a 110 km/h … mentre guardo il panorama … un sogno!!! C’è da dire che l’ebrezza di addormentarmi l’ho provata diverse volte … in fila!!!😉
    Ps: le targhe sono bellissime, saranno “chicc” ma a me piacciono!!🙂

  2. mizaar ha detto:

    mo’, se lilla si trucca sul gra, figuriamoci che cosa sarebbe capace di fare su una highway americana!!! potrebbe fare la concorrenza ad una qualsiasi starlette!😀 questa parte del racconto è come sempre molto istruttiva…

  3. kalissa2010 ha detto:

    Ahhhh come dormo bene quando qualcuno guida al posto mio! Il letargo diventa veramente riposante , se c’è qualcuno che tiene compagnia al guidatore ed io posso rilassarmi. L’apoteosi del “ronfing ” lo raggiungo nei trasferimenti notturni, se non devo litigare con mappe o navigatore. Di notte non devo pianificare tappe successive, scrivere il diario di viaggio, studiare la guida, fotografare il panorama o semplicemente, godermelo: insomma posso ronfare beatamente senza sensi di colpa cullata dal rumore dal motore e, magari, da un po’ di musica di sottofondo….ZZzzzzZZzzzzzzz….

  4. micmonta ha detto:

    Voi andate di GRA che io ci metto la mia FiPiLi !

  5. Diemme ha detto:

    Evviva l’America!!! 😀

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