E se vai a Napoli, allora?

Rubato da Striscia la Notizia e riportato sul sito del Corriere, questo fuorionda ci racconta, più di cento analisi politologiche, le profonde motivazioni ideali di un giovane deputato del Nord al suo primo mandato parlamentare.

 

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(non sono riuscito a incorporare il video)


Parlando seriamente, credo che l’esternazione dell’onorevole piemontese sia una battuta e niente più, di quelle che chiunque ha il diritto di fare al bar. Anche un onorevole.

Però, senza voler essere moralista o bacchettone, è anche un ulteriore segno – ce n’era bisogno? – di un totale decadimento, di un modo di vedere, di parlare, di ragionare, che ormai pervade ogni cosa.
E’ un tassello infinitesimale nel mosaico della storia di questi anni che, negli ultimi giorni, si è arricchita di perle di altissimo livello, come B. che rivela che i propri figli si sentono come gli ebrei nella Germania di Hitler, come la presunta dichiarazione di Letta che afferma a un giornale di avere attributi d’acciaio, come tutta la vicenda Cancellieri-Ligresti, con le relative, e penose, giustificazioni. Eppure è di questo che sono costantemente piene le prime pagine dei giornali.

E io ancora spero che verrà un giorno – ma comincio a dubitare di fare in tempo a esserci – in cui, vedendo tutto questo, qualcuno sussulterà e dirà: Ma come è potuto accadere?

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3 risposte a E se vai a Napoli, allora?

  1. Maggie May...be ha detto:

    Ma non ci sono cose più serie di cui discutere???

  2. Maggie May...be ha detto:

    Moooolto casualmente sono capitata in un tuo post di un anno fa e così ho scoperto che oggi il tuo blog compie sette anni. La crisi del settimo anno spero sia solo una leggenda, siamo ancora qui per fare un po’ di strada insieme🙂

    Auguri!!!

    • paperi si nasce ha detto:

      Innanzitutto ti ringrazio per gli auguri.
      Poi ti rivelo che oggi, in pausa pranzo in ufficio avevo scritto un post “commemorativo” che però non ho potuto caricare perché dall’ufficio non si può.
      Quando stasera ho aperto il blog per inserirlo, ho visto il tuo commento e per qualche secondo (ma solo per qualche secondo) mi sono quasi incacchiato: avevi di fatto scritto il mio stesso post, con le stesse parole. Poi ci ho riso su, perché ho pensato che anche questo fa parte del bello di questi sette anni passati insieme!

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