Proporzioni

Ho amato e amo, ai limiti della venerazione, Pino Daniele e la sua musica, e ho sofferto tantissimo per la sua fine assurda e prematura.

Tuttavia non posso fare a meno di pensare che se avessi avuto la possibilità di vedere gli italiani (e i napoletani in particolare, me incluso) partecipare al lutto per la morte di Francesco Rosi – il regista di Salvatore Giuliano, Le mani sulla città, Il caso Mattei, Cristo si è fermato a Eboli, Tre fratelli – con un cinquantesimo dell’intensità appassionata con cui hanno pianto Pino Daniele e con cui hanno espresso il desiderio di onorarne la memoria nella città natale… beh, avrei pensato, almeno per un attimo, di vivere in un Paese migliore.

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4 risposte a Proporzioni

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  2. Maggie May...be ha detto:

    Non si è uguali nemmeno nella morte. Ma credo che non sia solo una questione di affetto spontaneo, credo che la morte di Pino Daniele, improvvisa e a un’età molto più giovane sia stata più rimarcata dai media e quindi oltre all’affetto spontaneo si è creata questa situazione per cui tutti ci siamo sentiti partecipi del lutto. Un po’ come nella questione Hebdo: siamo un popolo di gente che trema al solo pensiero che qualcuno possa sollevare la questione della rimozione del crocifisso dalle scuole, ben lontani quindi da un senso di libertà religiosa, eppure in tanti si sono sentiti in dovere di professare il proprio essere Charlie. Io credo che siamo circondati da tante banderuole che si spostano verso dove tira il vento.

  3. paperi si nasce ha detto:

    Ebbene sì, cara Maggie… Siamo banderuole. E i Social Network stanno accentuando questa nostra innata tendenza. Tu menzioni Charlie Hebdo, e già la banderuola si sta spostando lontano dalla direzione della sacralità della libertà di espressione…
    Tornando a Francesco Rosi (e Pino Daniele), non è che noi abbiamo un tot all’anno di dolore da destinare alla morte delle persone “illustri”, e quindi se abbiamo sofferto per Pino Daniele non è più possibile esprimere il nostro cordoglio per Francesco Rosi. E’ sicuramente una morte più “normale”, la sua, ma ricordare tutto quello che ha fatto, ricordare che è stato (in maniera diversa) anche lui un grande italiano e un grande napoletano, e destinargli magari un pensiero e una cerimonia ufficiale sarebbe stato un bel gesto. Vabbè…

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