No more teens

Da ieri, un altro “tick in the box” nel cammino della vita mia e della mia progenie.

Da ieri, non ci sono più teenagers nella mia famiglia.

Da ieri, sono ancora un pochettino più vecchio, ma – al diavolo – mi sento tanto carico di energia e di gioia.

Ieri la mia figlia “piccola” ha compiuto vent’anni.

La mia bambina ha messo il due davanti alla sua età, e mi ha confessato che le sembra tanto strano…
Lei non lo sa (anche se forse lo immagina), ma ieri almeno simbolicamente ha inaugurato un periodo che determinerà la forma di tutto il resto della sua vita.
So che lo affronterà con tanta serietà ma anche con una buona dose di spensieratezza.

Ecco, piccola mia, una sola cosa ti dico: non perderla mai, la spensieratezza.

Auguri!

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La #buonascuola. Con l’apostrofo

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Un’anno. Con l’apostrofo. E questi vorrebbero scrivere la riforma della scuola. Quando, al massimo, dovrebbero tornare a fare le aste sul quaderno di prima elementare.

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Proporzioni

Ho amato e amo, ai limiti della venerazione, Pino Daniele e la sua musica, e ho sofferto tantissimo per la sua fine assurda e prematura.

Tuttavia non posso fare a meno di pensare che se avessi avuto la possibilità di vedere gli italiani (e i napoletani in particolare, me incluso) partecipare al lutto per la morte di Francesco Rosi – il regista di Salvatore Giuliano, Le mani sulla città, Il caso Mattei, Cristo si è fermato a Eboli, Tre fratelli – con un cinquantesimo dell’intensità appassionata con cui hanno pianto Pino Daniele e con cui hanno espresso il desiderio di onorarne la memoria nella città natale… beh, avrei pensato, almeno per un attimo, di vivere in un Paese migliore.

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Non si può prescindere

Federico, Marcello e Anita si saranno sicuramente ritrovati, davanti a una Fontana di Trevi fra le stelle.


(Federico Fellini. La Dolce Vita, 1960)

Buon viaggio, Anita.

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Je suis Charlie

paperi si nasce:

Non c’è bisogno di aggiungere altro.

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je suis charlie - Magnus Shaw 7 gennaio 2015

“Io sono Charlie” perché, nonostante l’orrore e lo sgomento, come ha scritto lo sceneggiatore Roberto Gagnor dobbiamo continuare a:

difendere la libertà di ridere di quello che ci pare.

(Vignetta rielaborata da Magnus Shaw @TheMagnusShaw)

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Anno nuovo

Qualche settimana è stato il compleanno di questo blog. L’ottavo.
Per un po’ di giorni, ho avuto in mente di scrivere un post, per “celebrare l’evento”. Alla fine non l’ho fatto. Mi è mancato il tempo, e forse la voglia.
Stavolta non sono nemmeno riuscito a allungare la già ricca lista di bozze, appunti, aborti di post.

La stessa cosa è successa per gli auguri di buone feste e per i buoni propositi (un tempo consuetudine) di fine anno: ho pensato “adesso scrivo qualcosa”.
Poi non ne ho fatto nulla.

Ho visto che il mio intervento più recente risale a giugno. Era l’augurio a mia figlia, e a tutti gli studenti, per gli imminenti esami di maturità.
Nel frattempo, lei ha superato gli esami, si è cimentata in altre avventure, adesso sta vivendo un nuovo, promettente, in qualche modo insperato, e speriamo esaltante percorso universitario.
Ma io non ho scritto niente.

C’era un post, che avevo scritto sempre qualche settimana fa, con il quale volevo annunciare la chiusura (almeno temporanea, ma “ufficiale”) della mia esperienza “blogghistica”.
Ironia della sorte, non sono riuscito a pubblicare neanche quello.

Insomma, non riesco né a riprendere, né a troncare del tutto quella consuetudine che c’era fra me che scrivevo e chi (bontà sua) mi leggeva.
Talvolta provo a giustificarmi dicendo che la causa di tutto è la scarsità di tempo, e la attribuisco al lavoro e alle accresciute responsabilità professionali. Bene, non credetemi: avrei più tempo ora di quanto ne avevo prima.

Non è che ne faccio un dramma, per carità: ci potrebbero essere vari e giustificati motivi per disaffezionarsi o per distaccarsi da questo tipo di esperienza, e in ogni caso sono ben altre le cose serie e importanti della vita.
Però mi infastidisce, e a tratti mi allarma, la crescente incapacità ad organizzarmi e ad applicarmi, una forma di apatia che si manifesta in molte mie attività, comprendendo la presenza nella blogosfera, ma anche la lettura, la visione di film, persino la visione dei programmi televisivi.
E frattanto, tutto il tempo libero lo spreco in variegate attività di cazzeggio improduttivo o di ozio puro.

E questo non mi piace.

Allora a questo punto ho deciso di provarci ancora una volta, non fosse altro a scopo “diagnostico”, per capire a che punto è arrivato il deterioramento delle mie cellule nervose (in due parole, il rincoglionimento senile).
Perciò il proposito tardivo per l’anno nuovo è di ricominciare a mettere quassù qualche pensiero, e qualche commento nei blog amici.

Voi abbiate pazienza, e siate comprensivi.

Ah, dimenticavo: Buon anno!

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Maturità reloaded

E’ come se fossi di nuovo lì, seduto nel banco, ad aspettare le tracce. Solo che l’ansia e la paura, quelle, sono come non le avevo mai provate prima, nemmeno quando toccava davvero a me.

In bocca al lupo, piccola.
In bocca al lupo, ragazzi!

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